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Autore: Giorgio Starace
La “operazione speciale di Trump” in Iran deborda dalle iniziali previsioni del Presidente americano. Doveva essere un’iniziativa diretta a smantellare l’apparato militare e l’industria della difesa del Paese. L’iniziativa avrebbe richiesto un grande sforzo della marina e dell’aviazione degli Stati Uniti, coadiuvate dagli alleati israeliani e per un periodo di tempo limitato. Trump ha infatti parlato di quattro settimane o poco più. Un’ambiguità di fondo è sempre stata presente con riguardo agli obiettivi precisi dell’intera operazione, sia riguardo alla strategia americana che alla strategia israeliana. Qualche commentatore americano “amico” ritiene che Trump sia stato manovrato da Netanyahu per un conflitto…
Ci avviciniamo alla conclusione del quarto anno di guerra in Ucraina, un conflitto a cui ci siamo tutti abituati e di cui si sa sempre meno o comunque ci si interessa sempre meno. I media sono alla ricerca degli scoop, hanno bisogno dello spettacolo, di immagini crude. Gli analisti che appaiono sulle televisioni sono alla ricerca di materiale tangibile su cui confrontarsi e anche accapigliarsi per la gioia delle reti che devono fare audience. Tutte le guerre hanno il loro fascino sinistro, è forse il momento in cui l’animo umano scatena gli istinti violenti e consente le polarizzazioni tra i…
Tentiamo per una volta di immaginare il dopo. Tentiamo di pensare al continente europeo, alle nostre vite, a quelle dei nostri figli e dei nipoti dopo questo enorme sconvolgimento politico, economico e sociale che il conflitto in Ucraina ha causato e sta causando con tutto il suo colossale potenziale distruttivo. Il Presidente Trump pochi giorni dopo il voto che lo ha riportato alla casa Bianca veniva visto in Russia quasi come un “uomo della Provvidenza”. Ero stato a Mosca in quei giorni e nei discorsi della gente comune la rottura degli equilibri politici a Washington veniva vista come elemento nuovo…
Quando nel 2022 ero a Mosca a capo della nostra rappresentanza diplomatica e Putin aveva scatenato il suo attacco militare in territorio ucraino, denominandolo “operazione speciale”, avevo trascorso intere giornate in contatti con i colleghi a Roma, con gli ambasciatori europei e di altri Paesi accreditati a Mosca e con i funzionari di più alto livello del Ministero degli Esteri russo, il leggendario MID, che si trova in un alto e un po’ lugubre edificio di architettura sovietica nelle vicinanze della nostra Ambasciata. In particolare, ai colleghi russi trasferivo tutte le nostre critiche per l’iniziativa adottata da Putin che tornava…

