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Author: Giovanni Brauzzi
Una pessima campagna elettorale. Speriamo in un riscatto finale
Con questo articolo si concludono le cronache della rubrica “Tutti Europa 2024”, lanciata prima delle elezioni europee del 6 – 9 Giugno 2024 per seguire “il dibattito che accompagnerà la campagna per le elezioni europee, raccogliendo articoli, informazioni e commenti, incluso i programmi delle diverse formazioni politiche, senza escludere nessuno ma tenendo sempre presente lo spirito europeista del nostro sito e della nostra associazione” . Prevale in chi scrive un senso acuto di frustrazione per l’andamento di una campagna elettorale certamente non all’altezza delle aspettative, ove poco e male si è parlato di Europa e delle sfide comuni di un futuro…
Verso un contratto di coalizione per le istituzioni europee?
Nella sessione di aprile 2024, il Parlamento Europeo ha approvato ben dieci testi legislativi che compongono il cosiddetto “Patto su Asilo e Migrazioni”. Si tratta di un insieme di documenti molto complesso e controverso, che veniva spesso denominato “Dublino Due” da chi auspicava un superamento delle strettoie della normativa a suo tempo adottata sotto la Presidenza irlandese. Il pacchetto era in elaborazione da parecchi anni sulla base di densi ed accesi negoziati intergovernativi, conclusisi nel dicembre scorso con un accordo politico al Consiglio Europeo. Riferendo sul dibattito e sulle votazioni che si sono svolte ora al Parlamento Europeo, la gran…
Alla vigilia dei loro congressi in vista delle elezioni europee di giugno, avevamo inviato alla dirigenza del Partito Popolare Europeo (PPE) e del Partito dei Socialisti Europei (PSE) il nostro “decalogo” europeista. Nella lettera di trasmissione, lo avevamo considerato come “una sorta di “cartina al tornasole” del reale impegno delle famiglie politiche europee e dei candidati al perseguimento di “una sempre più stretta unione” o, in altre parole, degli Stati Uniti d’Europa”. Aggiungevamo l’auspicio che “nel preparare il manifesto per le prossime elezioni europee, potessero considerare utili i dieci punti che avevamo suggerito”. I congressi si sono tenuti a Roma…
Abbiamo più volte auspicato in questa rubrica che la campagna per le elezioni europee 2024 si svolgesse su temi effettivamente europei. Qualche progresso in questa direzione lo si sta notando. Su alcune sfide epocali (transizioni ambientale ed energetica, con le attese ripercussioni su agricoltura e industria; controllo delle migrazioni vs. accoglienza umanitaria; rispetto dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali ecc.), i dibattiti stanno assumendo una dimensione continentale relativamente omogenea, nella quale le ragioni del progresso e della conservazione si affrontano a viso aperto. Ciononostante, la lotta politica a livello nazionale sembra ancora pressochè monopolizzare l’attenzione delle opinioni pubbliche,…
Grazie perché, con l’annuncio delle prossime dimissioni dall’incarico di Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel sta ponendo l’Europa di fronte ad una sfida, assai difficile ma anche molto, molto intrigante. Nessun rimpianto se il nostro, per garantirsi un comodo futuro, si candida per un seggio al Parlamento Europeo, rinunciando anticipatamente ad una carica obiettivamente più importante ma che stava inesorabilmente per concludersi per lui. Ha fatto così male che non ne sentiremo certo la mancanza. Ci ricorderemo solo lo sgarbo di Istanbul, quando, insieme al suo degno compare Erdogan, lasciò in piedi la povera Ursula Von der Leyen. Ma lo…
Il 22 novembre scorso il Parlamento Europeo ha adottato, con 291 voti favorevoli, 274 contrari e 44 astenuti, una risoluzione sui progetti del Parlamento Europeo per la riforma dei Trattati. Molto ci sarebbe da dire sul carattere poco più che simbolico di questa votazione, che interviene a più di un anno da un’altra risoluzione con la quale il Parlamento Europeo commentava i risultati della Conferenza sul Futuro dell’Europa tenutasi tra il 2021 e il 2022 e si sforzava di fornire indicazioni operative agli altri organi dell’Unione, senza riuscire a “sfondare un muro di gomma” e ad innescare un reale dibattito…
Verso le elezioni europee: dieci impegni da chiedere ai candidati
Abbiamo cercato in precedenti articoli di delineare un quadro delle posizioni che le varie famiglie politiche continentali stanno assumendo sui temi chiave del processo d’integrazione europea, in vista anche delle elezioni del giugno 2024. Da questo quadro emerge che il “business as usual” (o peggio ancora il rimpatrio di competenze dall’Unione agli Stati membri!) non sono opzioni praticabili, visti il numero e la complessità delle sfide che investono il Vecchio Continente. Cambiamento climatico, migrazioni, guerre, pandemie, equità intergenerazionale sono problemi sui quali è già difficile per l’Unione Europea incidere sensibilmente a livello globale, figuriamoci se gli Stati membri dovessero affrontarli…
Per sostenere i candidati e le famiglie politiche che vorranno coerentemente adottare una linea politica europeista, abbiamo riassunto in un decalogo gli impegni che chiederemmo loro di sottoscrivere: Promozione e difesa dei valori fondamentali, senza se e senza ma. Non ci dovranno più essere involuzioni autoritarie, come in Ungheria e Polonia. Sullo Stato di diritto e sulle libertà costituzionali non si può negoziare o fare sconti. Occorrerà quindi rafforzare i meccanismi di condizionalità nell’allocazione dei fondi comunitari ed eventualmente contemplare procedure di infrazione, sospensione o espulsione per chi si allontana pericolosamente da questo patrimonio di valori condivisi. Rispetto degli obiettivi…
Mentre il quadro internazionale si complica ulteriormente e le elezioni nazionali in Europa mandano segnali non univoci, ma a volte inquietanti, sembra farsi strada il convincimento che le elezioni europee del giugno 2024 si potrebbero rivelare un passaggio chiave verso un futuro incerto ma per fortuna ancora aperto. Basta volerlo e crederci. La più esplicita tra gli “euro-ottimisti” è probabilmente la Direttrice dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) Nathalie Tocci, che non esita a intitolare il suo ultimo libro “Fuori dal tunnel”: “Dipingendo di verde la sua bandiera, l’Europa ha trovato la ricetta per contribuire a salvare l’umanità su questo pianeta e…
Commentiamo in un altro articolo il “Discorso sullo Stato dell’Unione” pronunciato il 13 settembre dalla Presidente della Commissione Europea. Qui lo citiamo solo per notare come esso segni un cambio di passo nella preparazione della campagna per le elezioni europee del giugno 2024. Rivendicando con orgoglio i risultati ottenuti nel quadriennio 2019-2023, a fronte di tante crisi epocali, Ursula Von Der Leyen ha preannunciato di fatto la sua ricandidatura e soprattutto ha trovato subito l’appoggio delle principali formazioni politiche europee che sostengono la sua maggioranza, compreso apparentemente il PPE guidato dal collega/rivale Manfred Weber. Tutto risolto, allora ? L’involuzione che…

