Author: Giovanni Brauzzi

Europeista, ottimista, interista

L’Europa lancia una conferenza per interrogarsi sul proprio futuro. E lo fa aprendo ai cittadini, per cercare di evitare il cicalio delle chiacchiere tra iniziati (“Brussels speaks to Brussels”) e dei negoziati a porte chiuse (la dimensione intergovernativa che schiaccia quella comunitaria). È un processo innovativo, dall’esito tutt’altro che assicurato, sul quale aleggia una speranza ed una paura. La speranza è che da questa riflessione emerga la volontà di andare avanti nel processo di integrazione europea, tenendo insieme coloro che si riconoscono in valori ed interessi comuni, premessa di una identità condivisa in «un’unione sempre più stretta». La paura è…

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La Presidenza portoghese dell’Unione Europea ha convocato a Porto, per il 7 ed 8 maggio, il Vertice Sociale Europeo. Sarà il secondo, dopo quello organizzato, nel 2017 a Goteborg, dalla Presidenza svedese, per lanciare il Pilastro Sociale dell’Unione Europea ed adottare i 20 Principi che avrebbero dovuto ispirare tale Pilastro. Sarà, al contempo, molto di meno e molto di più di quanto ci si sarebbe potuto aspettare a quattro anni di distanza dal precedente appuntamento. Molto di meno, perchè, nonostante un diffuso e convinto appoggio dell’opinione pubblica europea (oltre l’80% degli intervistati dall’ultimo Eurobarometro è favorevole al rafforzamento dell’Europa sociale),…

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La firma, il 10 marzo, di una “Dichiarazione Comune sulla Conferenza sul Futuro dell’Europa” da parte di Parlamento, Consiglio e Commissione inaugura ufficialmente questo importante esercizio di democrazia sovrannazionale, definito come «spazio di discussione con i cittadini per affrontare le sfide e le priorità dell’Europa». Non si sa ancora quando partirà la Conferenza (probabilmente il 9 maggio, 71 anni dopo la Dichiarazione Schuman), sappiamo però quando si concluderà (nella primavera del 2022, in tempo per le prossime Presidenziali francesi). Già su questo dato si dividono i pareri: per i pessimisti, non ci sarà tempo a disposizione per preparare niente di…

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Da molti anni, gli europei della NATO promettono solennemente di dedicare il 2% del proprio Prodotto Interno Lordo alle spese per la difesa. Propositi guerrafondai? No, lo sforzo di cercare di non apparire insensibili alle recriminazioni dell’alleato statunitense: «Vi abbiamo generosamente assistiti con il Piano Marshall, abbiamo mantenuto una presenza militare in Europa anche in tempo di pace, abbiamo sviluppato strategie nucleari complesse per evitare una “separazione strategica” (“de-coupling”) tra le due sponde dell’Oceano, siamo diventati i “poliziotti del mondo” anche nel vostro interesse …. ed ora, che abbiamo livelli di benessere e competitività economica tendenzialmente convergenti, pretendereste di continuare…

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Quando la Germania ha assunto la Presidenza di turno dell’Unione Europea nel secondo semestre 2020, una delle priorità annunciate era l’apertura della Conferenza sul Futuro dell’Europa. Questo obiettivo era in linea con quanto aveva promesso Ursula Von der Leyen nella primavera 2019 quando, su impulso della Merkel, si era candidata alla carica di Presidente della Commissione Europea: «Voglio che i cittadini possano dire la loro nell’ambito di una conferenza sul futuro dell’Europa da avviare nel 2020 per una durata di due anni. La conferenza dovrebbe riunire i cittadini (compresi i giovani, cui andrebbe attribuito un ruolo importante), la società civile…

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Per la generazione del “Tutti” degli anni settanta, l’Europa segnava la sintesi di atteggiamenti e stati d’animo, distinti ma complementari: una voglia di impulsi generosi e spazi ampi (dalla “nuova frontiera” kennediana alla “Patagonia” di Bruce Chatwin, per confluire nella definizione, cara a Claudio, del “periodico giovanile, europeista, terzomondista, indipendente”); il bisogno di volgere in positivo il rigetto degli “opposti estremismi”, affidandosi ad un solido vettore di trasformazione, che non fosse né utopistico, né reazionario; la naturale evoluzione del patriottismo appreso in famiglia verso un disegno istituzionale più complesso ma assolutamente coerente con i valori civici testimoniati dagli eroi del…

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Cominciamo con lo 0,7, ovvero la percentuale del Prodotto Interno Lordo (PIL) da destinare all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS). Un impegno che i Paesi donatori, Italia compresa, sottoscrissero nel 1970 all’ONU e che, da allora, viene puntualmente confermato in ogni dichiarazione pubblica. Era stato appena adottato quando i ragazzi del “Tutti” fondavano il Centro Giovanile per la Cooperazione Internazionale (CEGI), l’Associazione Italiana della Gioventù Europea (AIGE) ed il Comitato Italiano Giovani per l’Unicef. C’era Pedini Sottosegretario agli Esteri e si volevano emulare i Peace Corps creati dall’Amministrazione Kennedy. Si diceva, il nuovo nome della pace è sviluppo. Da allora, l’obiettivo…

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All’epoca del rigido e generalizzato distanziamento sociale della primavera 2020, quando era già partito, via chat, il recupero dei “redattori” del “Tutti” anni settanta/ottanta, sfottevo bonariamente Claudio per questa operazione Amarcord. Lui reagiva orgogliosamente, sostenendo che, più che al passato, guardava al futuro, attraverso il presente. “Hic et nunc”, nel difficilissimo contesto della liberazione dalla pandemia, dovevamo pensare a qualcosa che dimostrasse che eravamo ancora vivi e vitali, dispensando alle generazioni più giovani idee e consigli per andare avanti. Così nacque l’idea di partecipare all’edizione 2020 del Festival dello Sviluppo Sostenibile per lanciare nell’agorà del progressismo verde il gruppo che…

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