Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    17 Aprile 2026 - venerdì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Promesse da marinaio»Lo 0,7% dimenticato
    Promesse da marinaio

    Lo 0,7% dimenticato

    Giovanni BrauzziDi Giovanni BrauzziGennaio 12, 20210 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Cominciamo con lo 0,7, ovvero la percentuale del Prodotto Interno Lordo (PIL) da destinare all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS). Un impegno che i Paesi donatori, Italia compresa, sottoscrissero nel 1970 all’ONU e che, da allora, viene puntualmente confermato in ogni dichiarazione pubblica. Era stato appena adottato quando i ragazzi del “Tutti” fondavano il Centro Giovanile per la Cooperazione Internazionale (CEGI), l’Associazione Italiana della Gioventù Europea (AIGE) ed il Comitato Italiano Giovani per l’Unicef. C’era Pedini Sottosegretario agli Esteri e si volevano emulare i Peace Corps creati dall’Amministrazione Kennedy. Si diceva, il nuovo nome della pace è sviluppo.

    Da allora, l’obiettivo dello 0,7% è stato largamente disatteso, pressoché ovunque (attualmente solo Norvegia, Svezia,  Danimarca, Lussemburgo e Regno Unito lo rispettano). Molto è stato fatto nel frattempo per accompagnare a questo dato quantitativo una serie di parametri metodologici e qualitativi che permettessero, anche in presenza di risorse che non crescevano al ritmo sperato, di migliorare l’efficacia e la trasparenza dell’aiuto. Soprattutto il così detto slegamento, per evitare che il tutto si riducesse a poco più della sovvenzione di esportazioni senza mercato.

    Foto di Anemone123 da Pixabay

    In quest’ottica, si è lavorato anche per ammodernare la definizione di APS, senza snaturarne il senso. Per esempio, calcolando il grado di liberalità (cioè lo spostamento dai tassi di mercato) per i così detti crediti d’aiuto, che sempre più affiancano i doni e permettono di finanziare progetti su larga scala ed opere infrastrutturali, vitali per garantire lo sviluppo sostenibile. Soldi che responsabilizzano chi li riceve, perché sia pur a lungo termine, li dovrà restituire. Sempre più si parla di partenariato e si punta a premiare in particolare i Paesi che si assumono oneri straordinari in termini di accoglienza dei rifugiati.

    Tutto ciò è molto bello, implica maturità nella cooperazione. Ma, come si dice in Toscana, “senza lilleri, ‘un si lallera”. Lo 0,7% sarà poco più di un totem ma rimane un punto di riferimento ineludibile, la dimostrazione della serietà dell’impegno a gestire insieme un mondo squilibrato ma in rotta per un destino condiviso.

    E allora, senza dimenticare le tante cose buone che si fanno con i pochi fondi disponibili, pensiamo almeno a rendere più realistico e credibile l’impegno che continuiamo a sottoscrivere. Partendo da una promessa: almeno non arretrare nella percentuale APS/PIL, indietro non si torna. Come invece è successo spesso, nei decenni e negli anni passati. Se si guardano le statistiche, sembrano quasi montagne russe, non una lenta e faticosa scalata.  Non ci devono essere congiunture, per quanto negative come l’attuale, nelle quali invocare un “sacro egoismo” che ci dispensi dai vincoli della cooperazione internazionale. Sarebbe una miopia che ci porterebbe a sbattere ancor di più.

    accoglienza aiuto pubblico allo sviluppo Prodotto Interno Lordo sviluppo sostenibile
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Giovanni Brauzzi

    Europeista, ottimista, interista

    Articoli correlati

    Ci stanno rubando il futuro

    Aprile 2, 2026

    Viaggio nel Chaco, puntata 10

    Marzo 19, 2026

    L’Italia — un Paese di persone dal grande cuore

    Marzo 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026150

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202650

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202648
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202648

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?