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Author: Inessa Safonova
Inessa Safonova, medico, Professore. Nell'autunno del 2021, ha pubblicato un libro sulla sua città natale, Kharkiv, in Ucraina, e nel febbraio del 2022 ha lasciato la città in fiamme, le rovine del "Tempio del mondo russo", ed è giunta nella tedesca Dortmund, in fuga dai bombardamenti dell'esercito russo.
Il 13 febbraio 2026, nella regione di Kharkiv, sono stati sepolti il trentaquattrenne Hryhorii Shykula e i suoi tre piccoli figli: i gemelli di due anni Ivan e Vladyslav e la piccola Myroslava di un anno. Sono morti nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2026, a causa dell’impatto di un drone russo contro la loro abitazione. Hryhorii era un veterano: aveva combattuto nei settori di Kupiansk e di Zaporizhzhia, aveva perso una gamba e si muoveva con una protesi. Lui e la sua famiglia si erano trasferiti da una cittadina di confine, alla ricerca di un luogo più…
Il collare è allacciato su Busya. Una coperta e un cuscino per una nuova locazione, in caso di un raid aereo notturno sono nel ripostiglio. Il guinzaglio, il telefono, una giacca sportiva e uno zaino sono pronti accanto al letto. Nello zaino ci sono: carte d’identità, occhiali da vista, mappe, oggetti di valore, chiavi della macchina, chiavi di casa e il portafortuna della nonna. Ecco come andiamo a letto a Kharkiv nel Duemilaventicinque. *** Gli attacchi dei droni sono peggio dei missili. Ma meglio dei bombardamenti a tappeto. Ma peggio dei KAB. *** Nella primavera del 2025 Kharkiv viene bombardata…
Febbraio dura tre anni. Scrivo sempre più raramente, le mie frasi sono brevi. Non ho la forza di discutere, urlare in Caps Lock, imprecare e scagliare prolisse maledizioni addosso ai nemici. La mia voce è sempre più silenziosa, nella vita e nel blog. Lo stress ha lasciato il posto all’ottusità emotiva e all’apatia: questo è l’esaurimento simpatico-surrenale o crisi di adattamento. Eppure il mio diario di Kharkiv mi costringe a scrivere. È un inverno umido e grigio in città. Le giornate si somigliano come fotocopie e tutte insieme sembrano gomma viscosa. Esco dalla grigia pozzanghera stesa sul grigio viale e…
Kryvyi Rih è la città più grande della parte centrale dell’Ucraina. Centro di un’agglomerazione di milioni di persone. Centro d’Europa. I corpi già senza vita di Kyryl,10 anni; di Demyd, 2 anni e della piccola Ulyana di appena 2 mesi, i soccorritori li hanno estratti l’11 novembre 2024, dalle macerie di un palazzo di cinque piani colpito il giorno prima da un missile balistico russo. Prima di Kryvyi Rih c’era stata Zaporizhzhia… Kharkiv è bombardata costantemente, a Kyiv l’allarme dura ormai da 8 a 10 ore ogni notte. Dicono che Putin voglia conquistare più territori prima dell’insediamento del nuovo presidente…
Primavera 2024 Duomo al centro di Kharkiv; a sinistra edificio sventrato da un missile russo Per i lettori di TUTTI Ventitrenta continuiamo a pubblicare estratti dal diario della professoressa di Kharkiv, che descrive la sua nuova vita dall’inizio dell’invasione russa. Questa volta, vi propongo l’ultimo post dell’autrice dalla sua pagina social, fatto pochi giorni fa. Iryna Medved *** Bombardamenti delle città Kharkiv Kyiv Sumy Poltava Lviv Diversi giorni di fila di mostruosi bombardamenti di città con razzi russi. Decine di persone perite: neonati, adolescenti, medici uccisi, centinaia di civili feriti, bombardamenti di aree residenziali di notte…
Cronache dell’evacuazione: appunti di un professore di Kharkiv
[box]Continuiamo la serie di pubblicazioni di un professore di Kharkiv, che tiene un diario fin dai primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina. Questa volta descrive la vita nella sua città natale quest’inverno. Puoi leggere le parti precedenti della serie qui: 1 – 2 – 3 – 4 [/box] 29 febbraio 2024 KHARKIV NELL’INVERNO DEL 2023/24 La neve attacca Kharkiv ogni giorno, senza tregua. L’inverno considera questi territori suoi da sempre, per il semplice motivo che la neve c’è stata qui l’anno scorso, l’anno prima e cento anni fa, mentre il disgelo e le primavere sono solo errori della storia [l’autrice fa…
Cronache dell’evacuazione: appunti di una professoressa di Kharkiv- Inizio
Introduzione Qualsiasi accordo di pace con i terroristi è destinato a fallire. Lo rivela chiaramente oggi l’orrore scoppiato nell’unica democrazia del Medio Oriente. Una nuova guerra – tra Israele e il gruppo militante palestinese Hamas – è diventata oggi l’argomento numero uno per tutti i media globali. È però molto importante capire chi sono i veri “burattinai” di questo terribile spettacolo. I fili si allungano ostinatamente fino ai partecipanti “ben noti”… Nelle notizie che abbiamo visto in questi giorni, gli ucraini hanno riconosciuto storie di Bucha, Borodyanka, Izyum… Le stesse immagini di crudeltà dimostrativa e gioioso sadismo, sterminio deliberato di…
Cronache dell’evacuazione: appunti di una professoressa di Kharkiv – ancora….
11 maggio 2022 Emigrazione Per due mesi non ho potuto iniziare a scrivere della mia emigrazione. Non avevo parole. È facile scrivere dell’amore. Non viene male quando si scrive dell’odio. È difficile scrivere del vuoto. È particolarmente difficile scrivere del vuoto senza parole. Le parole russe sono esplose in me, le loro radici sono state bruciate. Le frasi non crescono più su questa terra; è sterile come la terra bruciata nelle battaglie vicino a Izyum. Veniamo dall’Ucraina. Liliana è di Kharkiv, ha ottantaquattro anni. Liliana e sua figlia erano fuggite a Dortmund quando la piccola Pyatykhatky è stata bombardata dall’aviazione.…
Cronache dell’evacuazione: appunti di una professoressa di Kharkiv – finalmente a casa….
7 gennaio 2023 A casa Stiamo andando da Dortmund a Kharkiv per il Capodanno. Ci arriveremo in tre giorni e tre notti. … Dieci mesi per ritornare a casa. Non ho mai lasciato la città per così tanto tempo prima. … Il percorso familiare è come una scenografia teatrale. Cielo nero, strade nere. Asfalto bagnato. Angoli neri dei cubi condominiali. Due si baciano all’angolo. Stanno sul marciapiede, come su un palcoscenico, e i fari strappano le loro sagome fuse dal nero vuoto spigoloso. Non ci sono luci alle finestre. Gli edifici sono ciechi. Finestre buie. Finestre rotte. Finestre coperte e…
In un freddo aprile arrivo dai miei amici a Monaco. Andiamo a visitare il museo dedicato alla storia del nazionalsocialismo tedesco. In quei giorni, i telegiornali traboccano di notizie sui terribili eventi di Bucha in Ucraina. Il male commesso. Un male che non ha equivalenti lessicali, perché l’ingiustizia e il dolore inceneriscono l’anima. Nel museo del nazismo, studio la cronologia dell’Olocausto. Dalla genesi all’incarnazione dell’idea dello sterminio di gruppi etnici come dottrina nazionale di Stato. Come medico diagnosta professionista, mi interessano le fasi e le particolarità della crescita di un tumore canceroso virulento nel corpo della società. Il male si…

