Author: Luca Zevi

Tra memoria, identità e ferita civile, questo testo di Luca Zevi è un’invocazione potente e dolorosa, scritta come un canto che tiene insieme amore, rabbia e responsabilità. Attraversa il legame profondo con Israele senza rinunciare allo sguardo critico sul presente, trasformando la storia collettiva in una riflessione intima, politica e morale. Ne nasce una voce accesa, partecipe e inquieta, che interroga il dolore di un popolo, il peso della diaspora e il bisogno, mai spento, di immaginare un Paese diverso. A seguire, l’intervista all’autore. Seppellite il mio cuore a Tel Aviv  Città Bianca (a distrarre i raggi del sole)            …

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Una scatola nera, costruita con i nomi delle vittime italiane dello sterminio nazista, sospesa sulle nostre teste a indicare come i germi di quella immane e incomparabile tragedia incombano ancora su di noi. Un messaggio particolarmente esplicito per chi percorrerà via Alessandro Torlonia, ma anche e soprattutto per chi, al termine della visita al museo, dirigendosi verso l’uscita si troverà a dover camminare sotto il peso schiacciante di un volume sollevato che, non avendo appoggi, gli trasmette la sensazione di potergli precipitare addosso. Una sensazione che tenta di rappresentare la necessità di continuare a fare i conti con una tragedia…

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