Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    11 Maggio 2026 - lunedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Lettere da Strasburgo»Russia non più vincolata al rispetto dei diritti dell’uomo
    Lettere da Strasburgo

    Russia non più vincolata al rispetto dei diritti dell’uomo

    Rosario SapienzaDi Rosario SapienzaMarzo 20, 20221 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Photo by Hugo Jehanne on Unsplash
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Il 16 marzo il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (a termini dello Statuto l’organo esecutivo di vertice del Consiglio) ha deciso che la Federazione russa non fa più parte del Consiglio d’Europa e, avvalendosi della facoltà attribuitagli dall’articolo 8 dello Statuto, ha fatto decorrere immediatamente gli effetti della sua decisione.

    I fatti si sono svolti in verità in maniera piuttosto convulsa.

    Foto di Jakob Owens daUnsplash

    Il 25 febbraio, il Comitato dei Ministri aveva promosso la procedura prevista dall’articolo 8 dello Statuto sospendendo la Russia dalla sua qualità di membro del Consiglio, a motivo dell’aggressione armata nei confronti dell’Ucraina. A termini dell’Articolo 8, infatti, «Ogni Membro del Consiglio d’Europa che contravvenga alle disposizioni dell’articolo 3, può essere sospeso dal diritto di rappresentanza e invitato dal Comitato dei Ministri a recedere nelle condizioni di cui all’articolo 7. Il Comitato può risolvere che il Membro, il quale non ottemperi a tale invito, cessi d’appartenere al Consiglio dal giorno stabilito dal Comitato stesso».

    L’Articolo 3 prevede che ogni Stato membro «si obbliga a collaborare sinceramente e operosamente al perseguimento dello scopo definito nel capo I» scopo che è appunto enunciato con queste parole:

    «Il Consiglio d’Europa ha lo scopo d’attuare un’unione più stretta fra i Membri per tutelare e promuovere gli ideali e i principi che sono loro comune patrimonio e per favorire il loro progresso economico e sociale».

    Era ovvio che la Federazione Russa non poteva più restare all’interno del Consiglio, anche se lo Statuto non prevede una procedura di espulsione.

    Peraltro, anticipando le mosse dell’organizzazione, che in quella stessa data aveva convocato una sessione straordinaria della propria Assemblea Parlamentare per discutere proprio della procedura, il 15 marzo la Russia informava la Segretaria Generale del Consiglio Marija Pejčinović Burić (che aveva peraltro fermamente condannato l’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina) non solo della propria volontà di abbandonare il Consiglio, ma anche la Convenzione europea dei diritti dell’uomo che, come si sa, rappresenta il fiore all’occhiello del Consiglio d’Europa. Il giorno dopo, come riferivamo in apertura di questa nota, arrivava la risoluzione del Comitato dei Ministri. Mossa per molti versi inevitabile. Ma che apre adesso un fronte problematico tanto vasto quanto complesso.

    Ci si può, ad esempio, interrogare su cosa ne sarà delle misure provvisorie disposte dalla Corte europea ai sensi dell’articolo 39 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nei confronti della Russia su richiesta dell’Ucraina. E dei tanti ricorsi individuali che cittadini ucraini hanno presentato contro la Russia.

    Foto di Kevin Schmid da Unsplash

    Con un comunicato, emesso sempre il 16 marzo, la Corte ha dichiarato che a seguito della risoluzione del Comitato dei Ministri, ha sospeso l’esame dei ricorsi pendenti contro la Russia, in considerazione degli effetti che la risoluzione del Comitato avrà sul lavoro della Corte.

    Perché, a parte il fatto che la Convenzione non vincola più la Russia (circostanza superabile dato che quando i ricorsi furono presentati la Russia ne faceva ancora parte), la Corte non potrebbe operare nella composizione prevista dalle sue norme regolamentari che deve sempre comprendere il giudice eletto per la Parte interessata dal ricorso quando la Corte siede come Camera o Grande Camera (le due formazioni più importanti), giudice che dovrebbe cessare dalle funzioni in seguito al recesso della Russia dalla Convenzione. A meno che la Russia non volesse nominare un giudice ad hoc, cosa che al momento appare assai improbabile, per consentire ai procedimenti di fare il loro corso.

    La Corte non potrebbe dunque intervenire in nessuna procedura relativa all’azione della Russia, men che meno per quelle relative ai fatti gravissimi di questi giorni.

    Per non parlare poi delle difficoltà di esecuzione delle tante sentenze già rese.

    Dunque tanti e gravi problemi si affacciano, ma sentiamo di non potere andare oltre quanto detto fin qui e, a questo punto, vorremmo chiudere questa nostra nota con un accento di ottimismo, come facciamo sempre. Questa volta, però, non possiamo che chiudere con l’auspicio che prevalga la ragionevolezza, anche se francamente al momento ciò appare improbabile.

    Autore

    • Rosario Sapienza
      Rosario Sapienza

      Direttore di Autonomie e Libertà in Europa, contenitore di iniziative e ricerche sulla protezione dei diritti umani nei diversi territori europei. Ha dedicato particolare attenzione alle politiche di riequilibrio territoriale dell’Unione europea, collaborando con la SVIMEZ. È vicepresidente di Coesione & Diritto, associazione per la tutela dei diritti umani nei territori.

    consiglio d'Europa guerra Russia Ucraina
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026

    La sinistra faccia la sinistra!

    Maggio 4, 2026

    La terza Guerra Mondiale a pezzi: l’eredità di Papa Francesco

    Maggio 4, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026260

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026176

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026147

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022125
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Racconti dalle strade del mondo
    Tempo lettura 8 min.

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Di Pietro RagniMaggio 4, 202628

    In questa VI puntata della nostra Giordania segreta, parliamo dei tragitti seguiti per…

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?