Purtroppo, al quinto anno della guerra su vasta scala della Russia contro l’Ucraina, in Europa ci sono ancora molte persone che non comprendono fino in fondo ciò che sta realmente accadendo. Non comprendono perché gli ucraini oppongano una resistenza così forte. Non comprendono attraverso quali narrazioni assurde e ciniche la Russia giustifichi la propria aggressione contro l’Ucraina.
E questo è, in una certa misura, comprensibile, poiché per decenni la Russia ha imposto al mondo la propria versione della storia. Intere generazioni di europei, compresi gli italiani, sono cresciute senza comprendere che l’Ucraina è uno Stato indipendente e che gli ucraini costituiscono un popolo distinto. Le narrazioni russe sono presenti in Italia persino nell’istruzione scolastica: in alcuni manuali le regioni ucraine vengono ancora descritte come “regioni russe”.
Oggi vi proponiamo un racconto-dialogo sulla conversazione dell’autore con un suo amico italiano. Il testo è scritto in modo volutamente provocatorio e riproduce i principali narrativi russi in una “versione italiana”. L’autore cerca di mostrare al suo amico come suonerebbe ciò che i russi dicono sull’Ucraina se tutto questo riguardasse l’Italia.
Iryna Medved
“Oh fratello, vieni qua che ti spiego ‘sta cosa fra noi e i moscoviti, così capisci tutto al volo. Però aspetta — fammi spostare un po’ più in là, eh, che se no col bastone mi spacchi la testa appena senti certe stronzate. Così va meglio. Adesso ascolta bene.
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«La lingua non esiste davvero»
L’italiano? Ma dai, non è una vera lingua. È un’invenzione dell’Ottocento, roba di Manzoni che si è messo a ‘sciacquare i panni in Arno’. Prima del 1861 nessuno parlava ‘italiano’ — c’era il napoletano, il siciliano, il veneto, il lombardo, il piemontese. È una lingua artificiale, tipo esperanto. In fondo è solo un dialetto del latino, no?
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«Roma è nostra»
I romani non erano ‘italiani’, quel concetto manco esisteva. Erano latini, l’Impero era multietnico, e poi l’eredità di Roma è passata al Sacro Romano Impero — quindi Roma è patrimonio tedesco. Voi italiani moderni vi siete solo appropriati di una storia che non vi appartiene.

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«L’Italia come Stato è un’invenzione recente»
L’Italia prima del 1861 non è mai esistita. Era ‘una semplice espressione geografica’, lo diceva pure Metternich. È stata creata a tavolino da Cavour, Mazzini, Garibaldi e Vittorio Emanuele — quattro terroristi finanziati da inglesi e francesi per indebolire l’Austria. Uno Stato artificiale, capisci?

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«Le vostre regioni sono storicamente di altri»
Allora vediamo: la Lombardia prende il nome dai Longobardi, tribù germanica — quindi è terra tedesca. Il Veneto era austriaco fino al 1866. Trento e Trieste erano austriache fino al 1918 — gliele avete praticamente rubate. L’Alto Adige è etnicamente tedesco al 70%. La Sicilia è stata araba, normanna, spagnola — di ‘italiano’ non ha niente. La Sardegna parla una lingua a parte. Quindi cosa rimane di ‘italiano’? Boh.
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«I germanofoni vanno protetti»
In Alto Adige c’è una minoranza tedesca oppressa: gli italiani impongono loro la lingua, cambiano i nomi dei paesi. L’Austria ha il dovere morale di proteggere i suoi connazionali — anche con un intervento militare, se serve. Sono fratelli divisi artificialmente da un confine imposto dopo una guerra ingiusta.
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«Siamo lo stesso popolo»
Italiani e austriaci sono fondamentalmente lo stesso popolo: cattolici, mediterranei-alpini, cultura mitteleuropea. La cultura italiana non è altro che una variante regionale di quella imperiale asburgica. Vienna è la vera capitale culturale del Sud Europa — Milano stessa è stata austriaca per secoli, è il suo posto naturale.
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«Siete uno Stato fantoccio dell’Occidente»
L’Italia di oggi non è sovrana, è una colonia americana dal 1945. Piena di basi NATO, governata da burattini di Washington. Il vero popolo italiano vorrebbe tornare nell’orbita centroeuropea, ma una élite corrotta a Roma lo impedisce con la propaganda.

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«Bisogna ‘denazificarvi’»
E guarda chi vi governa adesso: nostalgici del fascismo, perseguitano le minoranze linguistiche, glorificano Mussolini. Bisogna intervenire per ‘denazificare’ l’Italia e liberare il popolo italiano da sé stesso.
Ecco. Questo è quello che i Russi raccontano a noi ucraini, ogni santo giorno. Solo che a noi, oltre alle parole, ci arrivano pure i missili.
Eh… allora? Com’è andata, fratello? Bravo, l’hai retto con onore — complimenti, non hai nemmeno alzato la mano, eh! Spero che adesso di domande non ne hai più. Dai qua, dammi la mano. Che chiacchierata, madonna. Ce la siamo meritata una birra. Anzi due. E pago io, eh — non ti azzardare nemmeno a tirare fuori il portafoglio. Andiamo.”


