Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    14 Giugno 2026 - domenica
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Speciale ottobre 2022»Un tremendo déjà vu
    Speciale ottobre 2022

    Un tremendo déjà vu

    Iryna MedvedDi Iryna MedvedOttobre 20, 20220 VisualizzazioniLettura 6 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    [box] Ho lavorato con Irina e l’ho ospitata a casa mia quando è venuta in Italia. Allora era una ragazza piena di entusiasmo e speranza. Oggi il suo viso ci dice tutto di un orrore terribile ed inutile. Con questo articolo spero diventi la nostra corrispondente da questo martoriato paese e sarei felice che tante e tanti nostri amici della rete le manifestassero affetto e solidarietà. Potete scriverle a questa mail, in inglese: irinamedved@ukr.net

    Alessandro Erasmo Costa[/box]

    Purtroppo non un “déjà vu”.

    Solita mattinata a Kiev…

    10 ottobre 2022, ore 8.20.

    Iryna Medved

    Stiamo per uscire di casa per accompagnare le nostre figlie a scuola quando sentiamo il rumore di un’esplosione… poi un’altra e subito un’altra…

    In un paio d’ore era diventato evidente che Kiev e molte altre città ucraine, erano oggetto di un massiccio attacco missilistico.

    «La mattinata è dura. Abbiamo a che fare con dei terroristi. Decine di missili, e droni iraniani. Hanno due obiettivi: distruggere le nostre fonti di energia e diffondere il panico e il caos, e inoltre colpire le persone. Infatti questo tipo di aggressione e di bombardamenti hanno un obiettivo di fare il massimo dei danni possibili alla nostra comunità…» – dirà il presidente Zelenskyy nel suo discorso mattutino al popolo ucraino. Sono in bagno. Mia madre e le mie due figlie sono nella nostra “stanza sicura” (purtroppo non abbiamo un rifugio in casa nostra, quindi abbiamo scelto la più sicura secondo noi e rimaniamo lì durante l’allarme aereo). Faccio un grande sforzo per raccogliere i miei pensieri. Una sensazione di “déjà vu”… come tornare a quell’orribile 24 febbraio – il giorno in cui la vita di milioni di ucraini è cambiata per sempre.

    Cerco di lavarmi il più velocemente possibile. Le autorità dicono che sono possibili interruzioni di corrente e di acqua. Un’altra esplosione si sente da qualche parte lontano, ma le vibrazioni della casa si fanno sentire… Penso alla parete di vetro della doccia… E se esplodesse?!

    All’improvviso sento un boato dall’esterno… il suono è molto forte e simile forse a quello di un aereo militare …  «Mio Dio!!! Che cosa sarà? Un missile? Un drone?! ……. Cosa posso fare? Andare dalle bambine? No, non ce la faccio… non c’è tempo…. Stendermi sul pavimento? Devo prima lavare via lo shampoo o sdraiarmi con i capelli ancora insaponati?»………..

    Foto libera da Pixabay

    Tutti questi pensieri mi frullano nel cervello durante “lunghissimi” secondi…

    Condivido con voi questi momenti e questi pensieri perché voi lettori di ‘TUTTI  europa ventitrenta’ abbiate una sensazione reale, una vivida immagine di ciò che questa guerra sta facendo alla nostra vita privata. Quanto profondamente penetra nel nostro spazio personale. La nostra vita è violentata! In modo barbaro e crudele. E queste purtroppo non sono soltanto le mie sensazioni, ma quelle di tutto il popolo ucraino, costretto a vivere questi stessi momenti di incertezza e di terrore compresi coloro che, per pura fortuna, non sono stati direttamente colpiti.

    Il suono si affievolisce lentamente, finalmente posso fare un respiro profondo e andare ad abbracciare Anna e Maya. Però, passando davanti allo specchio, vedo che il mio viso è completamente ricoperto di macchie rosse…

    Quel giorno l’allarme aereo non si è quasi mai fermato in tutta l’Ucraina. Uno dei missili russi ha colpito un incrocio di strade nella parte centrale di Kiev, non lontano dall’Università Shevchenko. Molte persone si stavano recando al lavoro, stavano portando in auto i bambini alle scuole e gli asili. Alcuni di loro sono morti, bruciati nelle auto. Altri stavano attraversando il ponte pedonale nel momento in cui è stato attaccato dai russi nel centro della città. Questo ponte è un ponte decorativo. Lo chiamiamo “il ponte di vetro”.  È stato costruito dal nostro sindaco Klychko non molto tempo fa soprattutto per i turisti della nostra capitale. Un ponte a Kiev, i russi potranno dire che è la vendetta per quello della Crimea. Però, il nostro ponte pedonale di vetro, ha resistito anche lui, molto più di quello della Crimea.

    Altri ucraini, altre persone come noi sono state uccise o ferite dai razzi che hanno colpito altre “importanti strutture strategiche”, come case private, condomini, centri commerciali, ecc.

    Secondo la Polizia nazionale ucraina, quel giorno in Ucraina sono morte 20 persone e 108 sono rimaste ferite. Sono stati danneggiate: 46 case private, 30 condomini, 101 tra scuole, ospedali e asili.

    Zelenskyy ha poi ricordato che finora sono state distrutte più di 2.600 strutture educative e persino un monumento all’Olocausto: questo è il modo di Putin di fare la guerra.

    Soltanto la sera, dopo quella terribile giornata, mi sono improvvisamente resa conto che c’è un’enorme differenza tra il 10 ottobre e il 24 febbraio.

    Dopo un attacco terroristico così massiccio, le strade di Kiev sono vuote. Nessuna fila di auto lascia la città. Le persone nella metropolitana (usata come rifugio) cantano canzoni ucraine durante l’allarme aereo. Il messaggio principale nei commenti e nei post sui social media è: non abbiamo più paura di niente.

    NON ABBIAMO PIÙ PAURA.

    Foto libera da Pixabay

    Noi ucraini, non soltanto i soldati al fronte, non abbiamo più paura del nemico! Certo, non possiamo non aver paura quando viene minacciata la nostra vita o quella dei nostri cari, ma non temiamo più questo impero del male e della menzogna. In questi 7 mesi gli ucraini hanno visto tutto. E soprattutto abbiamo dovuto conoscere il vero prezzo del “potere e della forza” dell’esercito russo. Abbiamo visto che il più potente esercito del mondo non combatte contro altri soldati, ma contro civili inermi, perché non riesce a prevalere sul campo di battaglia.

    Vogliono che abbiamo paura, vogliono che scappiamo. Ma non capiscono che l’Ucraina di oggi è un’altra, diversa da quella del 24 febbraio. Non avranno abbastanza missili per intimidirci.

    Voglio ringraziare gli amici di ‘TUTTI europa ventitrenta’: la vostra vicinanza è molto importante per noi, e spero di poter continuare a scrivere sul vostro periodico, e a mandarvi altri contributi di tante persone che, come me vivono questi tremendi momenti.

    Un giorno tutto questo finirà e potrò portare mio marito e le mie due bambine a Roma, a Firenze, a Venezia.

     

    Foto di apertura libera da Pizabay

    Autore

    • Iryna Medved
      Iryna Medved

      Università Economica Nazionale di Kyiv, Istituto Giuridico – 20 anni di esperienza nell’insegnamento, Vice Capo della Cattedra di Regolamentazione Giuridica dell’Economia (2004-2007)

    bombardamenti guerra in Ucraina Kiev Zelenskyy
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Putin continua a scegliere la guerra

    Giugno 10, 2026

    Roma è nostra

    Maggio 20, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026175

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025138
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 20269

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?