Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    9 Maggio 2026 - sabato
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Diritti»Immigrazione: da lavoro minorile a realpolitik Usa
    Diritti

    Immigrazione: da lavoro minorile a realpolitik Usa

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriMarzo 20, 20234 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    «Credo di avere scoperto uno scandalo di lavoro minorile in questo Paese». Così la giornalista Hannah Dreier in un’intervista al programma televisivo Democracy Now. La Dreier pochi giorni prima aveva pubblicato un articolo investigativo nel New York Times in cui ha dettagliato lo sfruttamento di migranti al di sotto di 18 anni venuti in America senza genitori, i quali lavorano illegalmente per alcune compagnie americane note a tutti. Si è trattato di un articolo che ha messo a nudo il lavoro minorile illegale spingendo l’amministrazione di Joe Biden a reagire immediatamente e correre ai ripari per migliorare la situazione.

    Hannah Dreier -Foto da wikipedia.org – CC BY-SA 4.0

    Giovani migranti senza genitori non sono rari in America, ma se dieci anni fa i numeri si aggiravano sui 6 mila, negli ultimi tempi sono aumentati a più di 150 mila all’anno. Arrivano negli Usa principalmente dall’America Centrale e una volta fermati dalle autorità vengono detenuti e poi affidati a degli sponsor, tipicamente parenti ma in alcuni casi estranei, che promettono di prendersene cura. Devono andare a scuola ma spesso sono anche costretti a lavorare in parte per pagare i debiti a quelli che gli hanno prestato i soldi per il viaggio. Allo stesso tempo devono mandare rimesse alle loro famiglie. La loro situazione è così tragica che anche quando le scuole si accorgono che questi giovani lavorano tante ore e poi si addormentano in classe tendono a non informare le autorità. Una volta perso il lavoro i giovani si troverebbero in situazioni peggiori a causa di minacce dei loro sponsor e per la loro incapacità di aiutare le loro famiglie. In effetti questi giovani migranti, bambini in realtà, sono dovuti crescere in fretta, costretti dalla loro tragica situazione, senza ottenere assistenza appropriata da nessuno. L’amministrazione di Biden ha ereditato il problema dei migranti, aggravato dalla politica del suo predecessore alla Casa Bianca. Si ricordano facilmente le gabbie in cui venivano tenuti i minori arrivati in America, separati dai loro genitori messi in carcere dai funzionari di Donald Trump. L’amministrazione attuale ha cercato di migliorare la situazione sistemando al più presto possibile questi minori con famiglie. Lo hanno fatto in troppa fretta senza prendere tutte le precauzioni necessarie. Alcuni di questi minori sono stati affidati a individui che hanno sfruttato la tragica situazione. La Dreier ci informa che un individuo aveva fatto da sponsor a 20 minori, usandoli per guadagnare soldi con il loro lavoro.

    Foto libera da Pixabay

    Le leggi sul lavoro minorile in America ci sono. È possibile lavorare in agricoltura sin dall’età di 12 anni con il permesso dei genitori, ma nella maggioranza dei casi bisogna avere 14 anni per potere lavorare. I giovani possono abbandonare la scuola d’obbligo a 14 anni in alcuni Stati anche se nella maggioranza dei casi la pubblica istruzione è gratis fino a 18 anni. Per i giovani migranti queste regole non vengono applicate perché sono visti come risorse economiche. I loro lavori contribuiscono anche alla scarsezza del personale considerando anche la bassissima disoccupazione del 3,4 %, numeri che non si vedevano da più di 50 anni. Quindi le agenzie di personale che forniscono lavoratori alle aziende chiudono non uno ma ambedue gli occhi per tanti lavori manuali spesso rifiutati dagli americani. Si tratta di aziende notissime a tutti e includono Target, Walmart, General Motors, Ford e tante altre. Le aziende sostengono di non sapere nulla ma ovviamente non fanno verifiche accurate. Questi giovani lavorano nella riparazione di tetti, pulizia di mattatoi, consegna pasti, pulizia negli hotel e tanto altro.

    Se Biden sta cercando nel migliore dei modi di metterci una pezza, la destra non si interessa. La retorica dei repubblicani consiste nello strillare sull’invasione al confine. Due governatori di Stati molto importanti, Greg Abbott (Texas) e Ron DeSantis (Florida) hanno sfruttato la situazione per fare trasportare gruppi di migranti a grossi centri urbani come New York e Chicago. Il loro messaggio si focalizza su queste grandi metropoli come città santuario per migranti e vogliono dunque “punirle” scaricando gente che ha bisogno di assistenza. Allo stesso tempo si presentano come “duri”, specialmente DeSantis che sta scaldando i motori per sfidare Trump alle primarie per la nomination del Partito Repubblicano in preparazione alle presidenziali del 2024.

    Altri governatori però la vedono diversamente. Il governatore Eric Holcomb (Indiana) e Spencer Cox (Utah) vorrebbero più migranti perché le aziende dei loro Stati non riescono a trovare abbastanza personale. Questi due leader di “red states”, ossia conservatori, hanno scritto nelle pagine del Washington Post chiedendo al Congresso di delegare agli Stati la responsabilità dell’immigrazione come avviene nel caso delle università. Secondo loro ogni Stato farebbe le proprie decisioni per trovare immigrati che possano mantenere l’economia viva alla luce del calo delle natalità e delle necessità delle loro aziende. Holcomb e Cox riconoscono i contributi degli immigrati scrivendo che il 50 percento delle grosse aziende americane sono state fondate da immigrati o dai loro figli. Un riconoscimento atipico del Partito Repubblicano che vede solo la presenza dei migranti come problema. Per quanto riguarda il lavoro dei minori, però, silenzio completo. Non è il loro problema.

    https://www.sfogliaroma.it/2023/01/28/adams-sfida-la-cecita-repubblicana-sullimmigrazione/

     

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Autore

    • Domenico Maceri
      Domenico Maceri

      PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

    immigrazione lavorare in agricoltura lavoro minorile realpolitik Usa
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Libertà di stampa vo’ cercando. Brutte news dal mondo dei media

    Maggio 4, 2026

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026260

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026175

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026147

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022125
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Racconti dalle strade del mondo
    Tempo lettura 8 min.

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Di Pietro RagniMaggio 4, 202627

    In questa VI puntata della nostra Giordania segreta, parliamo dei tragitti seguiti per…

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?