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    Home»Lettere da Strasburgo»Al lavoro per un Registro dei danni di Mosca a Kiev
    Lettere da Strasburgo

    Al lavoro per un Registro dei danni di Mosca a Kiev

    Rosario SapienzaDi Rosario SapienzaGiugno 20, 20231 VisualizzazioniLettura 2 min.
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    Foto di apertura di Pete Linforth da Pixabay
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    Un mese fa, il 16 e il 17 maggio, si è tenuto a Reykjavík in Islanda il Quarto Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei 46 Paesi membri del Consiglio d’Europa, l’organizzazione europea istituita nel 1949, che in tutti questi anni ha assicurato la promozione dei diritti umani e dello stato di diritto, e della quale ha fatto parte anche la Russia fino al marzo del 2022, quando ne è uscita mentre era in corso la procedura di espulsione.

    Si è trattato di un momento importante nella storia dell’organizzazione, che ha voluto così recuperare in qualche modo un ruolo di primo piano nella gestione della crisi internazionale originatasi dalla aggressione russa all’Ucraina e riaffermare i valori europei che oggi, come hanno affermato i leaders dei vari Paesi membri, sono oggi sotto attacco.

    Per ribadire tutto ciò, il vertice ha, tra l’altro, posto le basi per la istituzione di un Registro dei danni causati dall’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina: si tratta di una nuova organizzazione internazionale che avrà sede a L’Aja e alla quale hanno aderito anche gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone, presenti a Reykjavik come osservatori.

    Alcuni Stati membri del Consiglio d’Europa hanno però deciso di non prestare il proprio consenso. Si tratta di Armenia, Azerbaijan, Bosnia ed Erzegovina, Ungheria, Serbia e Turchia, Stati le cui posizioni nei confronti del conflitto russo-ucraino non sono, per vari e diversi motivi, allineate con quelle espresse dalla maggioranza degli Stati europei. Ciò non impedirà al Registro di venire ad esistenza e di attivarsi per raccogliere tutte le informazioni disponibili sulle richieste di risarcimento danni derivanti dalla aggressione russa dell’Ucraina.

    Ma certo la posizione di questi sei Stati mostra un fronte non perfettamente compatto ed apre spiragli che potrebbero rivelarsi preziosi per la diplomazia russa.

    E soprattutto occorre riflettere sulla circostanza che il trattato istitutivo del Registro anticipa gli esiti di un conflitto tutt’ora in corso e che proprio per questo appare probabilmente prematuro, dato che difficilmente potrà affermarsi un qualsiasi meccanismo di compensazione senza il consenso della Russia.

     

    Foto di apertura di Pete Linforth da Pixabay

    Autore

    • Rosario Sapienza
      Rosario Sapienza

      Direttore di Autonomie e Libertà in Europa, contenitore di iniziative e ricerche sulla protezione dei diritti umani nei diversi territori europei. Ha dedicato particolare attenzione alle politiche di riequilibrio territoriale dell’Unione europea, collaborando con la SVIMEZ. È vicepresidente di Coesione & Diritto, associazione per la tutela dei diritti umani nei territori.

    4° Vertice dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio d’Europa danni di guerra Federazione Russa guerra in Ucraina Registro dei danni di Mosca a Kiev
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