Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    5 Maggio 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Sviluppo sostenibile»Il pianeta che Dubai non salverà
    Sviluppo sostenibile

    Il pianeta che Dubai non salverà

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoNovembre 20, 20239 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres viene criticato spesso per alcune posizioni in merito a guerre, iniziative umanitarie, decisioni strategiche. Dietro queste critiche si celano valutazioni sul ruolo delle Nazioni Unite, e non è da oggi che se ne discute. Sui cambiamenti climatici e sulla lentezza con la quale i paesi industrializzati combattono i mali del pianeta, Guterres, però, ha ragione. Nessuno lo può accusare di debolezze verso chicchessia sin da quando è stato eletto Segretario nel 2017. “La lotta contro il cambiamento climatico sta vacillando” ha detto alla vigilia della Cop 28 che si apre il 30 novembre a Dubai. A sentire i suoi appelli avverto come se vivesse un senso di solitudine, nonostante sia la principale autorità internazionale impegnata a contrastare ingiustizie di ogni tipo. Il clima è un’ingiustizia.

    Il dato più eclatante che rimbalzerà alla Conferenza di Dubai sono i fondi per i Paesi in via di sviluppo per l’adattamento ai cambiamenti climatici. In un anno sono scesi del 15%. Un pauroso quanto nefasto buco rispetto agli impegni assunti alla Cop 26 di Glasgow. Guterres sa quello che dice, poiché nell’ultimo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente- UNEP- è scritto che “il divario di finanziamento per l’adattamento sta aumentando, fino a raggiungere una cifra compresa tra 194 e 366 miliardi di dollari all’anno”. Dov’è finito l’impegno solenne di stanziare 40 miliardi di dollari ogni 12 mesi in favore di quei paesi ?

    La distanza dei paesi industrializzati da quelli in via di sviluppo, dove le economie forti vanno a caccia di materie rare, aumenta. Da tempo sappiamo che le azioni per fermare la catastrofe climatica non sono- e non possono essere- le stesse nelle varie parti del mondo. I paesi ricchi devono strutturare politiche per mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia di 1,5°, ma secondo molti studi siamo già vicini ai 2,0°. I paesi poveri hanno imboccato la strada di un riscatto industriale assai simile a quello di Stati Uniti, Europa, Giappone, Russia, Cina, India che per crescere hanno fatto storico uso di carbone, petrolio, gas.

    “L’incapacità (dei paesi poveri) di adattarsi adeguatamente intensifica la crisi climatica e ha conseguenze enormi in termini di danni causati, in particolare per i più vulnerabili“, dice il rapporto Unep. Le cifre sono impressionanti: danni per 500 miliardi di dollari tra il 2021 e il 2022 nelle 55 economie più vulnerabili al clima. In una simile bipartizione tra paesi saturi e paesi affamati l’idea di uno sviluppo sostenibile globale diventa un abbaglio della storia. Una trasfigurazione che non protegge le popolazioni da disastri climatici. “Senza un rapido adattamento, ci aspettiamo perdite inimmaginabili di vite umane e di mezzi di sostentamento a causa di inondazioni, incendi boschivi furiosi e mari in aumento” ha detto Harjeet Singh, responsabile del Climate Action Network International.

    I gas serra non sono emessi in egual misura ovunque. Nel 2023 le fonti rinnovabili hanno rallentato la loro corsa favorendo i flussi mondiali di petrolio e gas liquefatto. Gli Usa sono venuti a trovarsi nella straordinaria incoerenza di finanziare la trasformazione verde della propria industria e di esportare in Europa la più grande quantità di gas liquefatto. Antonio Guterres, nei suoi appelli ha auspicato anche una tassa una tantum sulle aziende che inquinano. Ma alla Cop di Dubai- nel paese settimo produttore di petrolio e quinto per riserve di gas- verranno fuori questa o altre penalty ? I leader mondiali discuteranno fino al 12 dicembre con la solita impressionante girandola di documenti, foto opportunity, mentre gli obiettivi  di Agenda  2030  scoloriscono, vacillano, per usare le parole di Guterres.

    Non so se Dubai segnerà lo spartiacque tra un prima e un dopo, tra regresso e progresso, tra furbi e teneri. Giunti all’ennesima kermesse mondiale, appare sempre più reale la strada di un periodo -non brevissimo- nel quale coabiteremo con fonti fossili e fonti rinnovabili, paesi privi di aiuto e retoriche ambientaliste, disastri e buona sorte. Tutto per l’imperizia dei Potenti.

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;

    Agenda ONU 2030 Antonio Guterres cambiamenti climatici
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    La terza Guerra Mondiale a pezzi: l’eredità di Papa Francesco

    Maggio 4, 2026

    Chi sono i volenterosi del clima? La conferenza di Santa Marta e una nuova via in costruzione

    Maggio 4, 2026

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026260

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026173

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026139

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022124
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Racconti dalle strade del mondo
    Tempo lettura 8 min.

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Di Pietro RagniMaggio 4, 202624

    In questa VI puntata della nostra Giordania segreta, parliamo dei tragitti seguiti per…

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?