Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    28 Maggio 2026 - giovedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Attualità»Serve una posizione netta
    Attualità

    Serve una posizione netta

    Domenico Galbiati Politica insiemeDi Domenico Galbiati Politica insiemeGiugno 4, 20251 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    I referendum vengono generalmente – e genericamente – ritenuti uno strumento privilegiato di partecipazione democratica. Siamo sicuri che sia sempre ed effettivamente così?
    Non è fuori luogo chiedercelo nel momento in cui anche le democrazie storicamente più consolidate, sono esposte a pericolose tentazioni di tutt’altro segno. Derive scivolose che le sospingono verso una possibile involuzione “autocratica”.  Cioè – per uscire dall’ eufemismo – verso veri e propri “regimi” che corrodono gli ordinamenti democratici, ricorrendo alle loro stesse risorse, così da svuotarli dal di dentro, quasi senza colpo ferire. Dando, cioè, infine, per fatto ed assodato, ciò che il Paese rifiuterebbe drasticamente se – anziché esservene un po’ per volta condotto, perfino a suo dispetto – fosse posto espressamente a fronte di una tale eventualità.
    Va fatta, in primo luogo, una premessa circa il dibattito in corso in ordine alla legittimità o meno dell’astenersi, il prossimo 8 e 9 giugno. Nessun dubbio che sia possibile dare alla propria astensione il significato di una presa di posizione e non il valore negativo di una pura e semplice ignavia nei confronti di tematiche, in ogni caso rilevanti: il lavoro e la cittadinanza. Eppure, quando l’ astensione è intenzionalmente ed espressamente orientata al non raggiungimento del “quorum” del 50%, implica, comunque, un dato di criticità.  Nella misura in cui vuol concorrere a depotenziare, anzi annullare il significato politico contemplato dal voto di chi, a sostegno di una tesi o dell’altra, intende recarsi alle urne.
    Forse è esagerato parlare di “furto di democrazia”, eppure, ad ogni modo, non e’ elegante – e, forse di più, improprio e riprovevole – che, a fronte di un quesito posto collettivamente al Paese, si assuma un atteggiamento orientato ad impedire, qualunque esso sia, un pronunciamento dell’ elettorato, nel pieno rispetto della sua collegialità. In democrazia non può e non deve funzionare così, quasi si volesse non, legittimamente, sottrarsi ad un proprio, personale pronunciamento, bensì inficiare quello altrui. La nostra prima indicazione è che, comunque, si partecipi al voto. Almeno per due motivi. Anzitutto, per limitare quanto più possibile l’astensione, evitando di dare un ulteriore segnale di quel sostanziale distacco dei cittadini dalle istituzioni che sta raggiungendo soglie pericolose, al di sotto delle quali la “rappresentanza” rischia di essere depotenziata e, per quanto pur sempre formalmente legittima, di fatto, politicamente, compromessa.
    In secondo luogo, perché chi volesse evitare di assumere, per i più svariati motivi, una posizione netta per il “Sì’” oppure per il  “No” – ritenendo, ad esempio, che un tale “aut-aut” non sia in grado di dar conto della complessità della questione in gioco – potrebbe, recandosi alle urne e votando scheda bianca, dare piena soddisfazione al suo personale avviso, senza la pretesa di compromettere l’orientamento altrui. Ci siamo allontanati dalla domanda iniziale,  relativa all’effettivo valore di autentica e piena “partecipazione democratica” dei referendum. Si tratta, ad ogni modo, di un quesito tutt’altro  che marginale, su cui è necessario, quanto prima, tornare a riflettere

    Autore

    • Domenico Galbiati Politica insieme
      Domenico Galbiati Politica insieme
    democrazia io voto Referendum 2025
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    La via stretta

    Maggio 20, 2026

    L’Ucraina e il futuro dell’Europa nell’era delle guerre ibride

    Maggio 12, 2026

    L’Europa dei Vampiri Anagrafici

    Maggio 12, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026182

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026165

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022127
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 6 min.

    Per un’Europa libera ed unita

    Di Pier Virgilio DastoliMaggio 20, 202622

    Mi è capitato – nelle conversazioni universitarie, negli incontri con le scuole e nei seminari…

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026

    L’assassinio di Moro è il Muro di Berlino dell’Italia

    Maggio 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?