Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    20 Luglio 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Società»La destra riscrive le regole del voto e indebolisce la democrazia
    Società

    La destra riscrive le regole del voto e indebolisce la democrazia

    Riccardo MagiDi Riccardo MagiGiugno 30, 202647 VisualizzazioniLettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Nuova legge elettorale
    Nuova legge elettorale
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    La riforma elettorale non aumenta la governabilità: concentra il potere, riduce la rappresentanza e restringe gli spazi della partecipazione politica.

    C’è un’immagine che resterà di questi giorni di discussione parlamentare sulla nuova legge elettorale: il momento della mia espulsione dall’Aula della Camera dopo aver mostrato e strappato un facsimile della futura scheda elettorale con la scritta «Il tuo voto non conta».

    Qualcuno ha parlato di gesto provocatorio. In realtà era la sintesi visiva di settimane di lavoro parlamentare e di una convinzione maturata esaminando il testo articolo dopo articolo: questa riforma non migliora la nostra democrazia. La impoverisce.

    Per settimane, in Commissione Affari Costituzionali, abbiamo cercato di correggerne gli aspetti più critici. Ho presentato oltre cinquanta emendamenti. Abbiamo proposto modifiche sulle liste bloccate, sul premio di maggioranza, sulla raccolta delle firme e sugli strumenti per garantire una competizione elettorale più equa.

    Nessuna delle proposte dell’opposizione è stata accolta.

    Questo è già un elemento politico significativo. Le leggi elettorali dovrebbero nascere da un confronto largo, perché stabiliscono le regole fondamentali della rappresentanza democratica. Quando una maggioranza decide invece di scriverle da sola, senza alcuna ricerca di condivisione, il sospetto che prevalga la convenienza politica sull’interesse generale diventa inevitabile.

    La destra giustifica questa riforma con la necessità di assicurare stabilità ai governi. È un obiettivo legittimo. Ma la stabilità non può essere ottenuta sacrificando la rappresentanza.

    Il nuovo sistema elimina ogni spazio di scelta per gli elettori. Non ci saranno collegi uninominali. Non ci saranno preferenze. Ci saranno liste bloccate, candidature multiple e un grande listone collegato al candidato alla Presidenza del Consiglio, destinato a trascinare con sé l’intera rappresentanza parlamentare.

    In altre parole, saranno i vertici dei partiti a scegliere i parlamentari, mentre ai cittadini resterà soltanto la possibilità di approvare o respingere un elenco di nomi già deciso altrove.

    È una trasformazione profonda del rapporto tra elettori ed eletti.

    A rendere ancora più squilibrato il sistema è il premio di maggioranza previsto dalla riforma. Con il 42% dei voti una coalizione potrà ottenere una larga maggioranza parlamentare.

    Significa che una forza politica minoritaria nel Paese potrà diventare maggioranza assoluta nelle Camere. Non è una semplice correzione del sistema elettorale. È un intervento che altera il principio di proporzionalità sul quale si fonda la rappresentanza democratica.

    Durante il dibattito parlamentare ho ricordato come perfino la cosiddetta “legge truffa” del 1953 prevedesse il premio di maggioranza soltanto oltre il 50% dei voti. Oggi quella soglia viene abbassata al 42%.

    È difficile sostenere che questa sia una riforma più equilibrata. Ma non è tutto: accanto all’impianto complessivo della legge, la maggioranza ha introdotto una disciplina sull’accesso alla competizione elettorale che appare apertamente discriminatoria.

    Alcune forze politiche saranno esentate dalla raccolta delle firme. Altre dovranno continuare a raccogliere decine di migliaia di sottoscrizioni. Il criterio adottato è incomprensibile.

    Partiti che alle ultime elezioni hanno ottenuto risultati molto inferiori a +Europa potranno presentarsi automaticamente, mentre noi saremo costretti ancora una volta a superare un percorso burocratico lungo e costoso.

    È una scelta che restringe il pluralismo politico invece di favorirlo.

    Avevamo avanzato una proposta di assoluto buon senso: consentire anche per la presentazione delle liste la raccolta digitale delle firme, come già avviene con successo per i referendum.

    La risposta è stata un rifiuto. La motivazione ufficiale parla di possibili abusi. Ma è difficile non osservare che gli stessi strumenti digitali vengono ritenuti affidabili quando non facilitano la partecipazione politica.

    L’impressione è che si voglia limitare la possibilità di partecipazione proprio delle forze più autonome e meno integrate nei grandi schieramenti.

    Per questo, durante il dibattito parlamentare, ho parlato di un «mite colpo di Stato burocratico». È un’espressione forte, che ho scelto con consapevolezza. Non descrive una rottura violenta dell’ordine costituzionale. Descrive invece un processo graduale, realizzato attraverso leggi ordinarie, che concentra il potere, riduce gli spazi della rappresentanza e rende sempre più difficile l’accesso alla competizione democratica.

    La democrazia raramente viene indebolita con un solo atto clamoroso. Più spesso cambia lentamente, attraverso modifiche apparentemente tecniche che, sommate tra loro, finiscono per alterare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

    Il rischio più evidente riguarda proprio la partecipazione. L’Italia registra già livelli di astensionismo tra i più alti della sua storia repubblicana. Se agli elettori viene sottratta la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, cresce inevitabilmente la convinzione che votare serva a poco.

    Ed è questo il danno più grave.

    Per questa ragione la battaglia non si conclude: continueremo dentro il Parlamento e nel Paese a chiedere che questa riforma venga fermata e profondamente modificata.

    È in questo contesto abbiamo lanciato l’Appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro la nuova legge elettorale, la cosiddetta Melonellum, che si può firmare sul sito www.piueuropa.eu. L’obiettivo è chiedere al Capo dello Stato di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di garante della Costituzione e dei principi fondamentali della nostra Repubblica, e di vigilare sul rispetto dei principi costituzionali e sul diritto dei cittadini a una reale rappresentanza.

    Le regole del voto non appartengono a una maggioranza di governo. Appartengono ai cittadini. Ed è ai cittadini che continueremo a chiedere di difendere il loro diritto fondamentale: scegliere davvero chi li rappresenta.

     

    Autore

    • Riccardo Magi
      Riccardo Magi
    astensionismo Camera collegi uninominali Costituzione democrazia destra diritti dei cittadini Europa evidenza firme digitali legge elettorale liste bloccate Melonellum opposizione Parlamento partecipazione politica pluralismo politico politica italiana preferenze premio di maggioranza raccolta firme rappresentanza Riccardo Magi riforma elettorale Sergio Mattarella voto
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026287

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026198

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025192

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026186
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 4 min.

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Di Barbara RoffiLuglio 19, 202628

    Lo scorso 30 giugno si è formalmente concluso il Piano nazionale di ripresa e resilienza,…

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026

    L’inevitabile declino dei leader europei

    Luglio 19, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?