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    Home»Attualità»L’ambiente forma d’arte tra i giovani detenuti
    Attualità

    L’ambiente forma d’arte tra i giovani detenuti

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoGiugno 20, 20253 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Trash waste bin on new york city street with people and copyspace.
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    Rinascere con l’arte. Dare nuova vita alla plastica, ma anche alle persone. Si chiama Redivivus, il progetto promosso da COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica. Di progetti e idee come Redivivus ce ne sono molti, ma questo ha la particolarità di rivolgersi a soggetti in condizioni di disagio. Sono giovani rinchiusi negli istituti di pena per i minorenni e hanno debiti da pagare alla società. La scommessa è che, nonostante tutto, possono diventare partecipi delle iniziative a favore della sostenibilità ambientale. Il messaggio è che non possiamo dimenticarci di loro. Il progetto definito pilota per le cautele burocratiche del caso, è partito negli Istituti Penali per i Minorenni e negli Uffici di Servizio Sociale di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta. Il COREPLA si occupa di ambiente, è un’organizzazione estesa e in questo lavoro ha il sostegno dell’Associazione ManieMente e del Ministero della Giustizia. La Sicilia è la prima tappa di un percorso che cerca di mettere insieme inclusione sociale e creatività. Li dobbiamo trattare come valori per una ricostruzione morale e civile. Chi ha commesso errori sconta la pena, ma non va cancellato dal contesto sociale. In Redivivus è la plastica il compagno di viaggio brutto e sporco destinato a una sorprendente mutazione per mano dei ragazzi.

    Dalla plastica all’arte

    Nell’operazione c’è un evidente interesse del Consozio COREPLA a far passare messaggi positivi e ce compiaciamo. Gli oggetti vengono messi in mano a giovani detenuti per essere sottoposti a un trattamento per il riutilizzo. Si applicheranno ogni giorno alla ricerca della sintesi tra un gesto educativo e trasformativo. L’aspetto ambientale della sostenibilità, del riuso dei materiali diventano i capisaldi dell’impegno per chi vive isolato dalla vita ordinaria. Un pezzo di società del futuro entra così nelle carceri per formare ragazzi su un grande tema del nostro tempo. I giovani sono coinvolti attraverso laboratori artistici, in particolare trasformano le bottiglie in PET in opere d’arte. Un cimento nuovo per chi ha commesso reati in contesti imbarbariti. Se vuoi rieducarli devi indicargli anche i buoni traguardi che insegue la società dei giusti.

    “L’ambiente per accendere sogni”

    Redivivus, dal latino, “rinato”, è un ponte tra economia circolare e dignità umana, è stato detto. Un invito a credere che, anche da luoghi difficili, può nascere bellezza, riscatto e nuove possibilità. In un mondo offuscato da ombre e difficoltà, il colore restituisce luce, apre nuovi orizzonti, racconta qualcosa di positivo. Il carcere è un luogo triste, ma grazie a Dio e in maniera più terrena al Ministero di Giustizia, da quel luogo può arrivare qualcosa di coinvolgente. “ Dove il tempo pare sospeso e il quotidiano si veste di grigio, portare una nota di colore significa molto più che abbellire uno spazio: vuol dire ridare speranza, stimolare la creatività, accendere sogni”, è scritto nel progetto. Si inizia con otto corsi formativi nei diversi istituti siciliani, per dimostrare che Redivivus fa ritornare a vivere ciò che viene scartato. L’ambiente protetto metafora con la condizione di carcerato ? COREPLA compie uno sforzo nel promuovere  attenzione alle questioni della sostenibilità ma ha scelto i temi dell’inclusione e della rieducazione. Una pratica non molta diffusa in Italia. “Ogni opera creata dai ragazzi, ogni oggetto decorato, diventa un gesto concreto di bellezza che rompe il silenzio dell’isolamento. È una testimonianza di rinascita ”. Insegnare arte significa riabituare lo sguardo alla bellezza, impadronirsi di strumenti che possono rendere il mondo meno asfissiante. I ragazzi si ispireranno ad artisti, scuole di pensiero, modelli ? Domani, con la libertà ritrovata, saranno sicuramente contenti di trovarsi dalla parte di chi combatte sprechi, devastazioni, inquinamento.

     

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;

    ambiente carceri minorili COREPLA giustizia
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