Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    A Vannacci non andrà il nastro d’oro!

    Luglio 23, 2026

    Mondiali: “vecchia Europa” batte “asse del male”. E magari Trump ci libera pure di Infantino

    Luglio 23, 2026

    Sulla caccia, tutti mirano. Quasi nessuno centra il bersaglio

    Luglio 23, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    27 Luglio 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Palestina: un territorio dove gli abitanti vivono legittimamente da millenni e hanno pieno diritto di restare
    Mondo

    Palestina: un territorio dove gli abitanti vivono legittimamente da millenni e hanno pieno diritto di restare

    Antonio ArmelliniDi Antonio ArmelliniAgosto 19, 20252 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    L’idea di: “due popoli due stati” rimarrà a lungo tale e la Palestina è una costruzione intellettual-geografica intrisa di storia e di risentimento che passa dalla Bibbia al Deicidio, da Herzl a Balfour e al King David, sino alle chiavi della casa perduta al collo dei profughi. Ciò detto, il riconoscimento dello stato della Palestina è a questo punto un atto politicamente dovuto per la comunità internazionale. Non perché è eticamente o ideologicamente necessario come ciancia qualcuno, ma innanzitutto per rendere chiaro il rifiuto di condonare ulteriormente una volontà imperiale di espansione aggressiva verso territori che all’aggressore non appartengono, mentre appartengono alla popolazione che si vuole cacciare. Se genocidio non è il termine corretto pulizia etnica lo è, per descrivere ciò che accade. Tale riconoscimento è importante per spostare il discorso sul piano della politica internazionale, così da attribuire piena legittimità a una entità e a un popolo cui è negata e che invece è fondamentale per qualsiasi soluzione (dai due stati, alla colonizzazione della “piccola grande Israele”, allo spettro di Masala che si muove dietro le quinte). che sia diversa da quella della distruzione reciproca. La Palestina è uno stato finto ma necessario, come lo sono state altre costruzioni non troppo dissimili altrove, a partire dal Kossovo. L’ANP è screditato e Hamas, che Israele ha covato e nutrito, non è un interlocutore immaginabile. Ma non lo sono neanche i coloni e la pressione della comunità internazionale deve servire proprio a questo, far maturare altri interlocutori. Israele – come tutti noi – è una democrazia vincolata alle regole del diritto internazionale che vanno rispettate nei confronti di tutti, se non vogliamo pensare che siano tornati i tempi del taglione. Anche il King David fu terrorismo, ma la comunità internazionale seppe gestirlo politicamente. Quattro israeliani su cinque sono d’accordo per obliterare Gaza e i suoi abitanti: credere a Haaretz fa bene alla coscienza, ma non risolve i problemi.

    Herzl aveva pensato all’Uganda e forse anche all’Argentina, per la nuova terra degli ebrei, togliendo di mezzo le motivazioni religiose che sono invece alla base delle isterie bibliste dei coloni e dei loro alleati, più o meno succubi. Cosa ne pensassero ugandesi o argentini all’epoca nessuno se lo chiese, ma anche ciò detto fra le idee di Herzl e i piani di oggi c’è una differenza di fondo: in quel caso si trattava di territori scelti proprio perché desertici o quasi. In questo, si tratta di un territorio i cui abitanti sono lì legittimamente da millenni e hanno pieno diritto di restarvi.

    Autore

    • Antonio Armellini
      Antonio Armellini
    genocidio Gaza guerra gaza Israele Palestina Striscia di Gaza
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Mondiali: “vecchia Europa” batte “asse del male”. E magari Trump ci libera pure di Infantino

    Luglio 23, 2026

    Giordania segreta: Amman, Jerash, Madaba, i Castelli Omayyadi, Monte Nebo

    Luglio 19, 2026

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026290

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026204

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025192

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026187
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    A Vannacci non andrà il nastro d’oro!

    Di Piero SandulliLuglio 23, 20269

    La vena cinematografica del destrorso generale, peraltro non originale, in quanto da tempo il leader…

    Mondiali: “vecchia Europa” batte “asse del male”. E magari Trump ci libera pure di Infantino

    Luglio 23, 2026

    Sulla caccia, tutti mirano. Quasi nessuno centra il bersaglio

    Luglio 23, 2026

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    A Vannacci non andrà il nastro d’oro!

    Luglio 23, 2026

    Mondiali: “vecchia Europa” batte “asse del male”. E magari Trump ci libera pure di Infantino

    Luglio 23, 2026

    Sulla caccia, tutti mirano. Quasi nessuno centra il bersaglio

    Luglio 23, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?