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    Home»Culture»Pentiment: gioco, storia e memoria. Quando il videogioco diventa veicolo di conoscenza storica
    Culture

    Pentiment: gioco, storia e memoria. Quando il videogioco diventa veicolo di conoscenza storica

    Emanuel Felice CoppolaDi Emanuel Felice CoppolaAgosto 19, 20256 VisualizzazioniLettura 3 min.
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    Negli ultimi decenni, la percezione del videogioco come semplice strumento di intrattenimento è stata progressivamente superata, grazie alla crescente consapevolezza del suo potenziale espressivo, narrativo e culturale. La tesi Pentiment videogioco narrativo è: gioco, storia e memoria. L’apprendimento della storia attraverso il medium videoludico ha stimolato una riflessione e un’analisi approfondita su come il videogioco possa diventare canale privilegiato per la trasmissione della conoscenza storica e la formazione del pensiero critico, soprattutto tra le nuove generazioni.

    Ambientazioni, dialoghi e conflitti

    L’analisi compiuta riguarda, appunto, Pentiment, titolo sviluppato da Obsidian Entertainment e diretto da Josh Sawyer, ambientato nella Baviera del XVI secolo. Il gioco si distingue per l’estrema cura filologica e per la capacità di coniugare rigore storiografico e coinvolgimento narrativo. Le ambientazioni, i dialoghi, la rappresentazione dei conflitti religiosi e sociali del tempo, la struttura stessa del gameplay, fondata su una narrazione ramificata e interattiva, rendono Pentiment un caso emblematico di come un videogioco possa restituire la complessità del passato e promuovere la consapevolezza storica attraverso il coinvolgimento diretto del giocatore. Chi scrive ha potuto contare su un confronto diretto con l’autore Josh Sawyer, confronto che ha permesso di approfondire aspetti spesso trascurati nelle analisi tradizionali, come la scelta delle tipografie storiche, l’uso della musica rinascimentale, la rappresentazione dei codici sociali, religiosi e simbolici della prima Età Moderna.Tutto ciò non si è limitato all’ambito accademico. La testata giornalistica Multiplayer.it, per esempio, ha dedicato un articolo al progetto, sottolineandone la qualità della ricerca e l’originalità del taglio critico. L’interesse, insomma, è crescente al punto che l’analisi è stata pubblicata in forma di libro, disponibile anche online qui.

    Videogioco, strumento didattico?

    La risposta alla domanda è si. Lo dimostrano una serie di altri titoli che abbiamo esaminato, tutti diversi per stile, ambientazione e target. Tra questi Kingdom Come: Deliverance, con il suo impianto microstorico sulla Boemia del XV secolo; Ghost of Tsushima e Nioh, che rielaborano con sensibilità la cultura giapponese premoderna; Red Dead Redemption II, con la mitologia del West americano; Valiant Hearts e The Light in the Darkness, che affrontano la Prima guerra mondiale e l’Olocausto con un tono commosso e documentato. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla serie Assassin’s Creed e alla modalità Discovery Tour, dove gli elementi ludici vengono sospesi a favore di un percorso guidato e immersivo, simile a un museo virtuale. Siamo in presenza di una prospettiva pedagogica e multidisciplinare che valorizza l’uso del videogioco nella didattica della storia e promuove una visione dell’apprendimento come processo attivo, critico e partecipato. Il medium videoludico stimola l’interesse di bambini, adolescenti e adulti, parlando un linguaggio familiare e contemporaneo, capace di coinvolgere intellettualmente ed emotivamente. Analizzando le fonti, le strutture narrative, le strategie di rappresentazione storica, ci si rende conto delle potenzialità di un medium ancora troppo spesso sottovalutato nelle istituzioni scolastiche e universitarie. Viceversa, l’analisi condotta consente di valutare non solo la fedeltà storica, ma anche l’impatto culturale e formativo dei videogiochi, considerandoli strumenti in grado di veicolare memoria, identità, valori. In definitiva,credo che bisogna avviare una seria riflessione sul ruolo del videogioco nella costruzione di nuovi immaginari storici e nella formazione della coscienza critica. Un invito a ripensare la storia non solo come oggetto da studiare, ma come esperienza da vivere anche attraverso uno schermo interattivo.

    Autore

    • Emanuel Felice Coppola
      Emanuel Felice Coppola
    apprendimento Pentiment storia videogioco
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