L’ arrivo con leggero ritardo a Huè, all’aeroporto di Phu Bai, con la Vietnam Airlines, ha il sorriso di Huu, la nostra guida. Huu ci spiega subito che il viaggio in treno, sconsigliato per le condizioni di confort, sarebbe stato ben più lungo, perché la linea ferroviaria è vecchia e su un solo binario, risalendo all’epoca coloniale francese. Ma, secondo lui, avrebbe regalato bei paesaggi del Vietnam rurale, con villaggi, pianure e risaie multicolori a sbalzi sui fianchi delle colline; il tracciato del treno attraversa la linea del 17° parallelo, laddove all’indomani della fine della guerra d’Indocina correva la vecchia frontiera che divideva il Vietnam del nord da quello del sud. Una linea lunga circa  100 km e larga otto, che dal Laos correva alla foce del fiume  Ben Hai, a circa 100 km da Huè. Lungo quella linea, teatro delle fasi più cruenti della guerra, sorgono alcune strategiche installazioni militari divenute oggi attrazioni turistiche.

Huè

L’aeroporto è relativamente vicino a Huè, la vecchia capitale del Vietnam imperiale. La strada di accesso alla città ci mostra una realtà sin da subito piacevole, ben organizzata, con strade e traffico lontane dal caos di Hanoi, con belle e moderne auto, negozi di moda, ristoranti, locali  e hotel di lusso.

Huè sorge sulle rive del fiume dei Profumi (così chiamato perché secondo la leggenda in autunno si riempiva dei fiori dei frutteti che copiosi cadevano nelle sue acque, lasciando salire un profumo intenso) laddove il territorio vietnamita si restringe diventando uno snodo strategico per le comunicazioni tra la capitale Hanoi e la principale città del paese, Ho Chi Minh City, ex Saigon. Huè è stata, fin dall’antichità, uno dei maggiori centri culturali e religiosi del paese. Per molti è la città più bella del Vietnam, quella più ordinata e disciplinata, urbanisticamente più armoniosa, che mostra consapevolezza della sua perdurante centralità culturale. Sviluppata lungo il fiume, è una città ampiamente ricostruita dopo le distruzioni seguite alla guerra di liberazione, con un bellissimo centro città. La sera, usciti dall’hotel, dopo la cena in un ristorante vietnamita gestito da francesi, ci immergiamo nell’animata vita cittadina e nella movimentata movida, che nel fine settimana riempie i locali di giovani e meno giovani che partecipano a innumerevoli iniziative, musica dal vivo e spettacoli di strada. Troviamo l’ambiente- un’ampia isola pedonale nel cuore della città- davvero accogliente, i locali luccicanti di vita e di colori, le strade invase da tavolini invitanti, il lungo fiume illuminato, dove altri locali e belle passeggiate attrezzate, con attrazioni e  panchine, fanno riflettere nel fiume dei Profumi le luci della città e dei ponti illuminati, che si stagliano nel panorama notturno in vivaci colori alternanti.

La cittadella imperiale

L’indomani comincia la visita di Huè, la capitale del Vietnam durante il regno  dei 13 imperatori della dinastia Nguyen. Qui hanno avuto la loro residenza con la corte, fino all’ultimo imperatore, Bao Dai, salito al trono ancora minorenne e caduto con la fine del colonialismo francese, morto in esilio a Parigi nel 1997. Una storia, dunque, ancora viva nella memoria dei vietnamiti che qui continuano a coltivare le immagini dell’antica capitale politica, culturale e religiosa del paese. Visitiamo subito la cittadella imperiale, un grande complesso fortificato, squadrato, di oltre due chilometri, chiuso da alte e poderose mura, circondato da canali d’acqua, come siamo abituati a vedere nei castelli europei. La città imperiale è la testimonianza dell’antico splendore di Huè. Ospita al suo interno bellissimi edifici, esempi dell’architettura vietnamita classica, alcuni ricostruiti dopo i bombardamenti della guerra, altri in via di restauro. Vediamo, corti  dopo corti, circondati da ampi porticati artistici: la Città Proibita, dove viveva l’imperatore circondato solo dai suoi collaboratori, il palazzo dell’Armonia Suprema, la sala della biblioteca, la nuova reggia; il teatro reale e la sala dei Mandarini, la sala della mensa reale. È un susseguirsi di capolavori architettonici, di colori e forme sorprendenti, di manufatti in legno intarsiati e lavorati, tra i giardini curati, il fruscio delle acque dei canali e innumerevoli piante ornamentali . L’intero complesso fa parte anch’esso del Patrimonio mondiale Unesco dal 1993. È una visita che rende onore alla fama di Huè come centro culturale e politico del Vietnam.

La pagoda di Thien Mu e il villaggio eco sostenibile

A pochi chilometri sorge la pagoda di Thien Mu, ossia il tempio della Signora Celeste, un edificio alto sette piani, dalla base più larga alla vetta più stretta, nei colori frontali del rosa e del celeste, uno dei luoghi più celebri del paese,  che attrae visitatori da tutto il Vietnam. Ci arriviamo in auto. La pagoda sorge su un  piccolo colle, annunciata da una scalinata monumentale e da tre alte colonne decorate. Guarda da tutti i lati verso il fiume dei Profumi, che poco sotto si distende in una lunga curva. I visitatori si accalcano sulla sommità della pagoda, contemplano il tempio e si disperdono nei giardini circostanti alla ricerca di frescura. Da qui, solcando il fiume, a bordo di una tipica imbarcazione, ci dirigiamo verso il  villaggio ecologico  Thuy Bieu, con le case giardino. Lungo le sponde si possono ammirare la ricca e variegata vegetazione di frutta tropicale, gli insediamenti rurali e i bar caffè. Il villaggio è dedito alle attività artigianali, artistiche e agricole. Visitiamo laboratori di pittura tradizionale, fabbricanti di candele e di bastoncini di incenso, di borse e di stuoie. Il pranzo è fissato presso quello che possiamo definire un agriturismo, un luogo ben tenuto, immerso nel verde, con belle strutture di legno a fare da pergolato, arredato con gusto e con tante lampade rosse a donare vivacità e tipicità, circondati da alberi di frutta. La signora, vestita di rosso con il tipico copricapo, ci dà il benvenuto con una bevanda a base di cocco e poi ci introduce ad un breve corso di cucina vietnamita. Insegna a comporre delle varianti di involtini,  con carni macinate e speziate, avvolti in foglie di banano, cotti al vapore. Poi passa a servire il tradizionale pranzo a base di riso, carne di maiale, di pollo e  gamberetti essiccati, variamente combinati, accompagnati con salsa di pesce dolce, arrivando ai bastoncini di bambù, con carne macinata di maiale, preparati alla griglia, con salsa speciale, a base di arachidi e altre portate, in un misto di colori e sapori. Si rientra a Huè dove è prevista la cena imperiale, servita in un bellissimo ristorante in costumi d’epoca (gli uomini in tunica e copri capo blu elettrico, con ricami d’argento, e le donne con abiti lunghi alternativamente nel giallo canarino e nel rosso vermiglio) e con musica dal vivo, eseguita da una piccola orchestra ad archi e  percussioni con cantanti e ballerini a ricreare l’atmosfera  dell’antico impero.

Hoi An

L’indomani si parte per Hoi An, una località turistica tra le più incantevoli e accoglienti, che sorge sul fiume Thu Bon. È certamente una delle città più affascinanti del Vietnam. Arrivando da Huè si passa dal passo di  Hai Van,  a circa 500 metri di altitudine e perciò definito il Passo delle nuvole, da dove si gode di una splendida vista sul golfo di Lang Co, dove sorge un villaggio di pescatori e alcuni insediamenti artigiani dediti alla lavorazione delle perle. Hoi An è la città delle lanterne, affacciata sul mar cinese meridionale- che i vietnamiti chiamano  mar vietnamita- posto su una rotta che per secoli ha consentito i collegamenti tra  Europa e sud est asiatico. Da ammirare il quartiere vecchio e il settecentesco  ponte giapponese, le case dei mercanti, la sala dell’assemblea cinese, la monumentale fontana con draghi colorati, le pagode e il coloratissimo mercato. Passeggiamo tra le sue strade, tra botteghe e attrazioni, visitando le antiche case dei mercanti, scoprendo l’organizzazione degli spazi e le abitudini e costumi. La sera Hoi An si illumina con migliaia di lanterne colorate, formando bizzarre geometrie  che si disperdono nel cielo o si rispecchiano nell’acqua del fiume, sulle cui rive si affollano migliaia di persone, che consumano pasti veloci, si addossano intorno alle bancarelle, siedono ai tavolini dei caffè,  assumendo l’ aspetto di tessere in un vasto e cromatico  mosaico animato. Hoi An è una città di botteghe e di artigiani, di sarti capaci di confezionare sul momento un vestito su misura,  e  fabbricanti di lanterne di seta, con le casette basse e i ristoranti che si affacciano sull’acqua. È un luogo per fare shopping e per i souvenir. Tra le più incantevoli e suggestive del Vietnam. La visita a Hoi An si conclude in uno splendido ristorante illuminato da decine di lanterne, affacciato sul fiume, solcato continuamente da imbarcazioni colorate che illuminano la serata, in un’ atmosfera che sembra sospesa nel tempo.