Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    14 Giugno 2026 - domenica
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Culture»Recensione “Un posto piccolo” di Jamaica Kincaid
    Culture

    Recensione “Un posto piccolo” di Jamaica Kincaid

    Paola MaddalunoDi Paola MaddalunoOttobre 20, 202514 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Un posto piccolo, il cui titolo originale A Small Place ne è l’esatta traduzione, è un libro edito da Adelphi nel 2021; la prima stesura dell’opera scritta in lingua inglese risale al 1988, la sua autrice è la scrittrice statunitense di origine caraibica Jamaica Kincaid.

    Siamo di fronte ad un’opera brevissima di sole 81 pagine che può essere classificata come un saggio con alcuni spunti autobiografici. L’opera si sviluppa in una maniera singolare perché la Kincaid racconta scrivendo con il tu al lettore che si sente coinvolto e si immedesima nel vissuto di questo piccolo luogo che è l’isola di Antigua, perla dei Caraibi.

    Il libro, che ha avuto diverse edizioni per il suo interesse, mette a nudo cose che non si immaginano facilmente quando si è turisti e ci si reca in questo posto, soprattutto perché in questa piccola isola di dimensioni di soli quindici per venti chilometri è presente una natura rigogliosa e un mare di un colore unico. Eppure, il turista, che arriva qui, non sa o forse non si rende conto che la vita agiata che gli sarà offerta in quest’isola, è in realtà qui appannaggio di poche persone e che la storia di Antigua non è mai migliorata.

    Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1493, destinata a diventare una isola di schiavi, dal 1667 al 1981 fu sotto il dominio inglese, ma la sua indipendenza avvenuta negli anni Ottanta dello scorso secolo non hanno comportato l’affrancamento da secoli di ingiustizie e di sfruttamento e che attualmente si perpetuano grazie all’attuale classe politica che l’autrice descrive come corrotta.

    A mio parere vi è nella scelta del titolo da parte della Kincaid ovvero “un posto piccolo”, una grande ironia, perché nessuno immagina che in un posto così ristretto e anche così affascinante possano essere avvenuti e avvengono tante ingiustizie e tanti scandali.

    Nel leggere il libro il cosiddetto posto piccolo diventa una specie di incubo in cui né la natura, né il mare lo fanno apparire paradisiaco, al punto che l’autrice lo definisce una sorta di prigione perché niente cambia e niente si modifica.

    L’orrore della schiavitù, l’ingiusto colonialismo inglese, gli attuali traffici, che hanno anche implicazioni internazionali, non rendono questo paese veramente libero e la popolazione è come se vivesse in uno stato di perenne costrizione, anche se avrebbe tutte le potenzialità per essere un luogo felice.

    Questa prosa, così diretta, è molto coinvolgente e fa sentire il lettore come se fosse colpevole e complice di meccanismi così grandi e forse, dopo questa lettura, non penseremo più ai Caraibi come luoghi paradisiaci, ma come posti di grande povertà che dovremmo aiutare con gesti di solidarietà, provando a smantellare malcostumi secolari.

    Un libro che fa riflettere molto, nonostante le sue poche pagine e che smuove le coscienze. Una denuncia senza veli e rivolta a tutti noi del mondo occidentale, in cui l’autrice vuole documentare la vita di un luogo, a cui è profondamente legata perché è il suo paese natio, con una prosa indomita e che vorrebbe riscattare da questo infausto destino.

    Autore

    • Paola Maddaluno
      Paola Maddaluno
    Adelphi Jamaica Kincaid libri recensioni Un posto piccolo
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Arte e Mondo: quale dialogo? La realtà rappresentata / 4

    Maggio 20, 2026

    Luoghi oltre la superficie

    Maggio 4, 2026

    La realtà rappresentata /3 Il cinema

    Aprile 20, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026175

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025134
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 20267

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?