I molteplici attacchi che l’Europa sta ricevendo sia dall’Esecutivo statunitense, che da Putin e dal suo staff, nonché, da ultimo, ma non ultimo per importanza, da Musk, dovrebbero portare l’Unione Europea a recuperare la sua vocazione: la sua crescita politica.
Nelle materie della politica estera e di quella difensiva l’Europa deve avere una sola voce, comune a tutti i Paesi dell’Unione, solo così potrà ritrovare un ruolo da protagonista.
Invero, la evoluzione (più giusto sarebbe parlare di involuzione) avutasi negli ultimi due decenni dell’Unione e’ stata di natura burocratica ed in parte economica, ma in tal modo ha patito un distacco dai suoi cittadini, che ne lamentano la mancanza di concretezza, e la perdita di autorevolezza sul palcoscenico internazionale.
In mancanza di una drastica inversione di rotta, con il recupero dei valori di Ventotene, l’Europa si sta condannando alla irrilevanza.
C’è da augurarsi che in un recupero di comune orgoglio gli Stati membri cessino di operare in ordine sparso, da vassalli che cercano le simpatie dei potenti, e recuperino la autorevolezza necessaria per tornare ad essere protagonisti della scena politica e culturale mondiale.