La lettera della professoressa Mocchi, aggredita nei giorni scorsi da uno studente problematico, offre rilevanti spunti di riflessione, in particolare nella parte in cui la docente ci invita non a creare muri, ma ponti per esaminare ed affrontare i problemi che la scuola pone all’attenzione di tutti.
Sensibile al futuro del suo studente/aggressore la professoressa Chiara invita a non lasciarlo solo ed ad aiutarlo a risolvere i suoi non pochi problemi.
Quella della docente Mocchi è la risposta giusta!
Invece, lascia non poco perplessi il commento del Ministro che come prima reazione ha auspicato l’accelerazione della entrata in vigore del decreto legge ( come si vede questo modo di normare è sempre più diffuso ed esclude il Parlamento dal suo potere legislativo) sulla vendita delle armi da taglio. Tale modo di procedere ricorda lo stolto che osserva il dito anziché contemplare la luna ( cioè il cuore del problema).
Il disagio giovanile ed adolescenziale dovrebbe, invece, far interrogare la politica sul sistema scolastico, rimasto fermo al primo novecento, iniziando dalla riqualificazione valoriale dei docenti ( anche sotto il profilo economico, invero essi, di ogni ordine e grado, sono tra i peggio retribuiti del mondo orientale) ai quali affidiamo il futuro della società attraverso la educazione, nel vero senso della parola: trarre fuori, cioè valorizzare, i giovani, i futuri protagonisti della fortuna del Paese.
Vanno poi riconsiderati i programmi di insegnamento, anche alla luce delle nuove esigenze lavorative delle famiglie. L’attuale sistema scolastico non tiene affatto conto di queste mutate esigenze (la funzione vicaria dei nonni non può essere il solo rimedio)!
Infine, centrale in tutti i programmi scolastici, di ogni ordine, deve essere l’insegnamento della Educazione Civica, basata sul commento ragionato (anche dal punto di vista storico) della Costituzione. I Cittadini del futuro devono abbeverarsi della Carta che i sacrifici dei nostri Padri hanno reso possibile in una mirabile sintesi tra le culture della Resistenza alla dittatura nazifascista.
È necessario che il potere esecutivo e quello legislativo affrontino seriamente il problema, con maggiore coraggio di quello, fino ad ora, dimostrato.
Bisogna costruire la Scuola del futuro, per dar vita alla società del futuro e non limitarsi a reprimere i comportamenti, certamente riprovevoli, di alunni disturbati. Infatti, non si può escludere che il disturbo derivi dalla sclerosi di un sistema non al passo con i tempi. Questo senza dimenticare la altrettanto preoccupante crisi della famiglia!


