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    Home»Europa»L’Europa e il grande Mediterraneo
    Europa

    L’Europa e il grande Mediterraneo

    Enrico MolinaroGennaro Maria Di LuciaDi Enrico Molinaro e Gennaro Maria Di LuciaGiugno 30, 202629 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Europa e Grande Mediterraneo
    Europa e Grande Mediterraneo
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    Decifrare il nuovo ordine mediorientale post-guerra con l’Iran richiede una sofisticata rivalutazione delle identità collettive, della legittimità statale, del crollo della deterrenza transazionale, ed un vocabolario scientifico e concettuale innovativo per prevedere l’emergere del cambiamento storico di tendenza vestfaliana nella politica estera europea a lungo termine.

    Il fallimento fondamentale e ricorrente della governance mediorientale contemporanea risiede nella sua persistente incapacità di conciliare due distinti livelli di validazione politica. Il primo livello è la legittimità della comunità territoriale, che rappresenta l’identità collettiva territoriale vestfaliana dello Stato moderno, che richiede confini fisici chiaramente definiti, autonomia assoluta entro frontiere riconosciute, ed indipendenza istituzionale. Il secondo livello è la legittimità della comunità trans-territoriale: il modello glocalista delle identità collettive religiose, etniche e culturali senza confini, che trascendono le frontiere statali.

    1. Dopo lo shock geopolitico del 2026: il crollo dell’asse Riyadh-Abu Dhabi

    Quando il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ordinarono il 29 febbraio 2026 l’azione militare congiunta contro la leadership vestfaliana dell’Iran, le principali monarchie del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) perseguivano in modo capillare una sofisticata strategia di multi-allineamento.

    Questa complessa architettura diplomatica raggiunse il suo apice formale, sia a livello istituzionale che simbolico, nel gennaio 2024, quando l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti finalizzarono il loro ingresso nel gruppo vestfaliano allargato dei BRICS Plus, insieme a Iran ed Egitto: un multi-allineamento che funzionava come un complesso meccanismo di copertura a doppio livello.

    Da un lato si ergeva l’Asse di Sicurezza Occidentale glocalista, un quadro tradizionale fortemente dipendente dalla protezione della difesa statunitense, dai trasferimenti di tecnologia avanzata europea, e da un’ampia integrazione finanziaria trans-territoriale. Parallelamente, si trovava il neonato Asse Multipolare vestfaliano BRICS Plus.

    Lo scoppio della guerra con l’Iran del 2026, tuttavia, ha istantaneamente dissolto i presupposti fondamentali di questo delicato equilibrio multidimensionale.

    1. La Soluzione dei due Stati: condizione imprescindibile vestfaliana

    In questo scenario geopolitico profondamente sconvolto, lo shock sistemico della guerra del 2026 ha riaffermato con forza la creazione di uno Stato palestinese indipendente come condizione imprescindibile vestfaliana per qualsiasi futura architettura regionale o sforzo di stabilizzazione.

    Nel tentativo di sopprimere, ignorare o comprare economicamente il diritto palestinese a una piena statualità, l’ordine regionale glocalista prebellico operava nell’illusione di poter soffocare una potente identità collettiva indipendente attraverso mere misure di sicurezza e accordi economici transazionali, trattando una questione profonda e incondizionata di dignità nazionale e umana come una mera variabile secondaria da gestire tramite il contenimento regionale.

    Il conflitto del 2026 ha dimostrato che tale repressione è strutturalmente insostenibile nel tempo. Di conseguenza, uno Stato palestinese indipendente e riconosciuto non è più visto come una concessione da negoziare al termine di un lungo processo; è ora riconosciuta dalla comunità internazionale, e soprattutto dalla leadership saudita, come la condizione imprescindibile e incondizionata per qualsiasi soluzione postbellica.

    Conclusioni: Il Nuovo Paradigma

    Il 30 giugno 2026, la Sala De Gasperi della sede del Parlamento europeo a Roma, sotto il patrocinio della Rappresentanza della Commissione europea in Italia e con il patrocinio dell’European Gulf Information Center (EGIC) e dell’International Committee Countering Extremist and Hate Speech (ICCEHS), si candida a diventare un epicentro primario della pianificazione strategica internazionale ospitando la conferenza di alto livello “Una nuova visione dell’UE per la cooperazione nel Grande Mediterraneo e nel Golfo” (https://forms.gle/it9XNZTi2eqPd3mM8).

    Prospettive Mediterranee, in stretta collaborazione con la Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo(RIDE), ha organizzato l’ottava edizione dell’iniziativa inter-istituzionale annuale Euro-mediterranea Medi Jer, concepita come forum di gestione delle crisi e di previsione strategica, progettato per analizzare la profonda e permanente riconfigurazione degli equilibri mediorientali innescata dallo scoppio della guerra con l’Iran nei primi mesi del 2026.

    Il quadro generale della conferenza, oltre a tradurre questi rapidi cambiamenti diplomatici in ambiti politici concreti e di lungo termine, mira ad integrare dimensioni strutturali come la governance delle comunità religiose e dei Luoghi Santi, l’autonomia energetica locale, le reti agricole sostenibili e la proposta istituzionale per un nuovo Centro Euro-Mediterraneo per l’Innovazione, l’Istruzione Superiore e la Diplomazia Scientifica sulla Sostenibilità, per una scomposizione esaustiva e strutturale della nuova architettura regionale emersa.

    Autori

    • Enrico Molinaro
      Enrico Molinaro
    • Gennaro Maria Di Lucia
      Gennaro Maria Di Lucia
    Arabia Saudita Benjamin Netanyahu BRICS Plus CCG cooperazione euro-mediterranea diplomazia scientifica Donald Trump EGIC Emirati Arabi Uniti Europa evidenza Golfo Grande Mediterraneo guerra con l’Iran ICCEHS Iran Medi Jer Medio Oriente ordine vestfaliano Parlamento Europeo politica estera europea Prospettive Mediterranee questione palestinese RIDE Roma sicurezza regionale soluzione dei due Stati sostenibilità Stato palestinese Unione Europea
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