Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    20 Luglio 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Racconti dalle strade del mondo»Giordania segreta: Amman, Jerash, Madaba, i Castelli Omayyadi, Monte Nebo
    Racconti dalle strade del mondo

    Giordania segreta: Amman, Jerash, Madaba, i Castelli Omayyadi, Monte Nebo

    Pietro RagniDi Pietro RagniLuglio 19, 20262 VisualizzazioniLettura 9 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    castello presso Amman
    Qasr Al Qastal un castello presso Amman
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

     

    In questa IX puntata dedicata ai nostri viaggi in Giordania, raccontiamo le visite che abbiamo fatto in luoghi speciali: la capitale Amman, la città romana di Jerash, l’incantevole Madaba, il biblico Monte Nebo e due castelli omayyadi. Buona lettura, continuate ad accompagnarci attraverso le strade, i deserti e le città giordane.

     

    Philadelphia

    Viaggiare lungo le strade della Giordania è un po’ come attraversare il tempo dalle antiche storiche bibliche, fino ai nostri giorni. Di particolare interesse sono le testimonianze romane che impreziosiscono un po’ tutto il territorio.

    La capitale Amman fu costruita su un sito risalente al periodo neolitico (VIII millennio a.C.). Divenne la capitale del Regno Ammonita nell’età del ferro (XIII secolo a.C.) con il nome di Rabbat Ammon. Dopo un periodo di decadenza, la città fu conquistata e ristrutturata nel III secolo a.C. dal Faraone Tolomeo II Filadelfo che le diede il nome di Philadelphia. L’epiteto “Filadelfo” significa “amante del fratello”. Effettivamente Tolomeo aveva sposato la sorella Arsinoe II. Situazione ignota nel mondo greco, ma prevista nella tradizione egizia, sull’esempio degli dei Osiride e Iside, fratelli e sposi.

    Mappa della Giudea Romana. In nero le città della Decapoli (da Wikipedia)

    I Romani terminarono la conquista di gran parte del Medio Oriente nel 63 a.C. . Favorirono fra le più importanti città della Galilea la Lega della Decapoli, cui partecipò anche Philadelphia. Erano centri importanti con simile cultura greco-romana, che goderono di un grado di autonomia nell’Impero.

    Amman

    Siamo sempre andati volentieri ad Amman, in genere fermandoci una notte prima di riprendere il volo di ritorno. Il nostro primo appuntamento era con la libreria nazionale, dove trovammo vari testi da consultare sia sui qanat, sia sulla storia della Giordania e, più in generale del Medio Oriente.

    Il secondo anno andammo al sud della capitale per ammirare il tramonto su Qasr Al Qastal (qasr significa castello). Si tratta del primo complesso costruito dagli Omayyadi in difesa di Amman negli anni attorno il 720. La foto è riportata in apertura.

    Basilica romana fra i palazzi al centro di Amman (Foto mia)

    La gran parte del tempo era dedicata al centro di Amman, dove ci sono varie rovine di edifici romani incastonati fra i palazzi. Il centro è molto vivo, con tanti negozi e bar dove si possono prendere anche birra o vino. Una volta abbiamo fatto la prova di fare un aperitivo fumando un narghilè. Per me il fumo era molto leggero, visto che da anni fumavo sigari, ma è pur sempre stata un’esperienza.

    Per cena ci sono varie opportunità: dal kebab economico e rapido a veri e propri ristoranti, vi sono anche alcune pizzerie, ma non abbiamo avuto il coraggio di provare. In genere ci siamo limitati al kebab, ma nel settembre 2019 volevamo festeggiare il successo della nostra ultima missione e ci siamo permessi un ottimo ristorante su una terrazza panoramica.

    Il nostro Ezio soddisfatto della tavola imbandita (Foto mia)

    Chiudiamo la giornata nella piazza centrale della capitale. È stata costruita nell’area del grande anfiteatro romano, che conteneva fino a 6000 spettatori. Oggi ne è ben conservato un emiciclo sempre illuminato. È il luogo di incontro per i giovani, sempre affollato anche nella notte.

    Il Teatro romano nella piazza centrale di Amman (Foto mia)

    Jerash – Gerasa

    Nel 2019, facendo una piccola deviazione rispetto alla nostra direzione verso il deserto orientale giordano, abbiamo potuto coronare un nostro desiderio. Partiti presto da Amman, arriviamo a Jerash; parcheggiamo ed entriamo nella magnifica area archeologica.

    L’effetto è simile a quello di entrare a Pompei. Una vera città romana davanti a noi, con il cardo, il teatro, le basiliche. Però qui è tutto in vista e l’impressione è davvero quella di viaggiare indietro nel tempo.

    Colonnato del Foro ovale (Foto mia)

    La presenza di un fiume nelle vicinanze del luogo ove ora è la città, permise che fosse un sito neolitico e poi un sito dell’età del bronzo. La prima città fu costruita dopo la conquista di Alessandro Magno del Medio Oriente. Il suo esercito nel 332 a.C. aveva concluso vittoriosamente l’assedio di Tiro, poi assaltato Gaza e conquistato Gerusalemme, che si arrese senza combattere. Il Re Dario III di Persia abbandonò la difesa di quelle terre, avendo rovinosamente perso la battaglia a Isso l’anno prima, fuggendo ignominiosamente dal campo di battaglia.

    La rifondazione di Gerasa

    La vera rifondazione di Gerasa avvenne sotto il dominio della Repubblica di Roma, a seguito della conquista di Gneo Pompeo nel 64 a.C. . Dopo poco la città fu inserita nella Lega della Decapoli, di cui abbiamo parlato per Amman. La città divenne via via più fiorente e fu ristrutturata con un cardo massimo (asse Nord-Sud) e due decumani (Est-Ovest).

    Foro ovale di Jerash (Foto A. Ferrari)

    Gerasa continuò a crescere nel II secolo d.C., quando Traiano annesse il regno nabateo e fece trasferire molte ricchezze da Petra a Gerasa e Palmira. Per la città fu un grande onore la visita dell’imperatore Adriano avvenuta nel 129. La città al tempo aveva circa ventimila abitanti. In ricordo dell’augusta visita, fu eretto un arco trionfale dedicato ad Adriano. Nel 636 avvenne la conquista araba ed iniziò la decadenza della città[1], resa irreversibile dal devastante terremoto del 749; la città fu di fatto abbandonata fino al XVI secolo.

    [1] A. Ferrari “Giordania” – Istantanea 2022

    Arco di Adriano di Jerash (Foto mia)

    Il tempo era splendido, vi erano pochi turisti, la visita dell’antica Gerasa fu per noi un privilegio e una bellissima scoperta. Ci sembrava di essere cittadini romani, abbiamo visto l’interno di molti palazzi, attraversato l’arco di Adriano, percorso parte del circo per le corse delle bighe, finto di essere attori sul palco del Teatro.

    Castelli Omayyadi

    Tornando dal deserto orientale e da Azraq, di cui parleremo nella prossima puntata, decidemmo di andare a Madaba, prima di chiudere il viaggio del 2019 ad Amman.

    Percorremmo la Al-Azraq Hwy 40 e circa a metà del percorso, 65 km da Azraq, vediamo un bellissimo castello. Usciamo dall’autostrada per fotografarlo ed abbiamo avuto la fortuna di trovarlo aperto.

    Il Qasr Al Kharana (o Harrana) è uno dei più interessanti castelli nel deserto. Posto a circa 60 km da Amman. Fu costruito dagli Omayyadi nel VII secolo quando conquistarono gran parte del Medio Oriente. Si ipotizza che il castello fosse usato come residenza estiva per il califfo e la sua famiglia e negli altri mesi come punto di incontro di carovane di beduini.

        Castello Al Kharana, posto a circa 60 km da Amman (Foto mie)

    All’interno la grande corte è un po’ soffocante, circondata dalle mura molto spesse e con poche e strettissime feritoie. Salimmo anche al primo piano, stanze spoglie e buie; era bella solo la vista del deserto dalle feritoie.

    Poi facemmo un breve stop anche alle rovine del Qasr Al Mushatta, anch’esso posto a sud di Amman. Fu costruito nel 744 dal Califfo omayyade Al Walid II . Proprio quell’anno egli fu ucciso e decapitato dal cugino e con lui finì la dinastia Omayyade.

    Resti del Castello Al Mushatta, a sud di Amman (Foto A. Ferrari)

    I resti di questo castello furono riscoperti nel 1840. Il Sultano ottomano nel 1898 regalò al kaiser Guglielmo II, in visita in Palestina, alcuni fregi della facciata, tuttora conservati nel Pergamonmuseum di Berlino.

    Madaba

    Arriviamo in mattinata nella cittadina di Madaba. Abbiamo fortuna a parcheggiare vicino al centro ed andiamo subito nella Chiesa di San Giorgio.

    Madaba è una città antica a S-O di Amman, collegata con la Strada dei Re che da Damasco portava ad Aqaba e poi, attraversando il Sinai, fino al Nilo in Egitto. È giustamente conosciuta come “la città dei mosaici”. Fu costruita dai Moabiti attorno all’850 a.C. per festeggiare la vittoria sugli Israeliti e la loro espansione.

    Mosaico dei luoghi biblici della Terra Santa; Gerusalemme in alto a sinistra (Foto A. Ferrari)

    Dopo varie dominazioni, nel 106 a.C. i Romani annessero il Regno dei Nabatei  e iniziarono a far crescere la città. Ma l’apice della sua storia fu raggiunto da Madaba come sede vescovile sotto i Bizantini che vi costruirono belle chiese e palazzi amministrativi con famosi mosaici.

    La città perse importanza dopo la conquista araba e, come Gerasa, fu in gran parte distrutta dal terremoto in Galilea del 749. Alla fine del XIX secolo una piccola comunità cristiana proveniente da Kerak ripopolò le rovine di Madaba e scoprì i bellissimi mosaici. Il 1897 fu data notizia del grande mosaico della Terra Santa presso la Chiesa di San Giorgio. Da allora numerosi studiosi e turisti si recano in città.

    Moschea di Madaba (Foto mia)

    Madaba è anche un bell’esempio di convivenza religiosa, come testimonia la vicina Moschea con le cupole dorate. Infatti i due terzi della popolazione (circa 70.000 abitanti) è musulmana, l’altro terzo cristiano. La città prospera grazie ai suoi monumenti ed è la quinta città più popolosa della Giordania.

    Monte Nebo

    A pochi chilometri da Madaba vi è un luogo che non si può ignorare. Il Monte Nebo è l’altura da cui, secondo l’Antico Testamento, Mosè poté vedere la Terra promessa. La indicò al suo popolo portato fuori dall’Egitto e lì morì come decretato dal suo Dio. Dal monte noi abbiamo fatto tante foto alla vallata ed era emozionante essere proprio in un luogo studiato al tempo della scuola.

    La Terra Santa vista dal Monte Nebo (Foto mia)

    Sul monte era stata costruita una chiesa nel IV secolo, poi divenuta basilica bizantina e luogo di pellegrinaggio. Poi, nel tempo e con la dominazione islamica si perse traccia di questa chiesa. Nel 1932 i Francescani acquistarono il sito e sulle rovine riportate alla luce ricostruirono l’attuale basilica dedicata alla memoria di Mosè.

    Mosaico nella Basilica del memoriale di Mosè sul Monte Nebo (Foto mia)

    Davanti alla basilica è stato costruito un grande monumento per ricordare la storica visita del Papa Giovanni Paolo II durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa nel marzo del 2000.

    Monumento a ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II nel 2000 (Foto mia)

    Affianco alla basilica, papa Wojtyla volle piantare un ulivo per augurare la pace per quella terra duramente colpita da guerre e violenze. È triste, a 26 anni di distanza, notare che l’augurio del papa non ha trovato accoglienza fra quei paesi del Medio Oriente che in questi anni stanno soffrendo la più violenta delle guerre combattute.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Autore

    • Pietro Ragni
      Pietro Ragni

      Già dirigente tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. È ora Direttore del Consorzio interuniversitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto.
      Cofondatore di quindici spin off nelle Scienze della vita. Esperto di valutazione e gestione progetti partnership europei. Fondatore e autore del giornale online Tutti Europa Venti Trenta.

    . qasr Adriano Alessandro Magno Amman Antico Testamento Arsinoe II Azraq colonnato Dario III di Persia Decapoli Egitto età del bronzo età del ferro Farone Tolomeo II Foro romano Francescani Gaza Gerasa Giordania Giudea Gneo Pompeo Impero bizantino Impero Romano Isiride Jerash Madaba Moabiti Monte Nebo Mosaici moschea Mosè neolitico Omayyadi Osiride Palestina papa giovanni paolo II Papa Wojtyla Pergamon Museo Berlin Philadelphia Pompei Qasr Al Kharana Qasr Al Mushatta Repubblica Romana Strada dei re. Desert Highway terremoto Tiro
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Gran Chaco: XIV puntata

    Luglio 19, 2026

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026

    Il diritto internazionale vale fino ad un certo punto

    Giugno 20, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026286

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026197

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025191

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026186
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 4 min.

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Di Barbara RoffiLuglio 19, 20264

    Lo scorso 30 giugno si è formalmente concluso il Piano nazionale di ripresa e resilienza,…

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026

    L’inevitabile declino dei leader europei

    Luglio 19, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?