Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    20 Luglio 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Europa»L’inevitabile declino dei leader europei
    Europa

    L’inevitabile declino dei leader europei

    Daniele PotoDi Daniele PotoLuglio 19, 20262 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Leader europei in crisi
    Leader europei in crisi
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Perché i leader delle cosiddette potenze occidentali sono da tempo in crisi e in via di sostituzione? La scorciatoia più semplice per trovare una spiegazione allude alla difficoltà di governare e ai vantaggi tattici dell’opposizione. In altre parole, il logorio della complicata gestione di Stati e per dirla con il titolo di un film e di un modo di dire invalso in area anglosassone, la loro resistenza che si fa potere nazionale, condensata in un modo di dire: too big for fail, troppo grandi per fallire. Ma la macroscopica principale ragione del loro declino è nei fatti, nell’aver perseguito la folla politica del riarmo, nell’aver patentato il pericolo della Russia come invasore incombente.

    Questa politica ha vieppiù allontanato i leader dalle proprie basi elettorali. E i sondaggi confermano questa testi: i popoli di Italia, Germania, Francia e Inghilterra sono contrari alla guerra e non vedono la Russia come una minaccia esistenziale quando la nazione di Putin da quattro è impantanata in una guerra che non riesce a vincere contro l’Ucraina. Come pensare- come scriveva Severgnini con folle impudenza- che la Russia possa minacciare il Portogallo? Ma vediamo caso per caso questi inevitabili declini. In Germania Merz ha puntato sulla “bellicizzazione” del Paese e su un riarmo che non ha precedenti dal giorno della decretata sconfitta nella Seconda guerra mondiale. Se non per un diktat che vieta il nucleare dal 1945 in avanti, per le conseguenze della resa, oggi la Germania è lo Stato più armato d’Europa.

    Per chi e contro chi verrebbe voglia di dire? Sforato il debito, parata l’accusa degli aiuti di Stato, Merz fa decisamente rimpiangere la Merkel (di cui era avversario, regolarmente battuto, prima del ritiro di quella che si può definite una delle poche statiste del secolo). Dunque non è un caso se il minaccioso gruppo di destra Afd rischia di prendere il sopravvento e di far tornare il Paese in un preoccupante clima di intolleranza. Il minacciato licenziamento di 100.00 operai della Volkswagen è un segnale di resa quasi incondizionata nel segno negativo di una difficile riconversione industriale. In Inghilterra la situazione è già precipitata. Lo scarso carisma di Starmer lo ha indotto alle dimissioni e certo il partito laburista (già con Blair) ha preso la deriva che è ora del Pd in Italia. Un partito di centro, più che riformista, che ora rischia di pagare ulteriori conseguenze della decennale brexit. Né meglio messo è il prestigio di Macron che solo tre anni fa pontificava sulle ragioni dell’inutilità della Nato e ora si ritrova tra gli altri come cavalier servente di Trump nelle sue folli e ondivaghe prese di posizione belliche. Le carenze di Macron anche qui hanno spalancato un ampio favore per le destre. Problemi giudiziari a parte oggi la Le Pen sarebbe la più votata ei francesi in nome della sicurezza. Quanto alla Meloni oggi è evidente quanto paghi in termini di prestigio con la sudditanza (poi, solo apparentemente negata), a Trump.

    L’Italia è in bilico sulla guerra con l’Iran con un potenziale vulnus della Costituzione. Se la Meloni è entrata nella lista nera dello stato asiatico un motivo evidentemente c’è. Ed è puerile discutere su logistica e cinetica aeroportuale delle nostre basi Nato a disposizione degli Usa. Il sottile distinguo evapora quando si parla di alleanze e di conflitti. In definitiva se c’è una ragione che accomuna queste quattro crisi è la cieca incondizionata fiducia nell’atlantismo. E ora che il re è nudo con Trump che spiattella spudorate verità i leader europei sono metaforicamente in mutande senza aver sviluppato un esercito europeo e patti che vadano a fortificare e a rendere meno vago il concetto d’Europa. Con il rischio di commettere un ulteriore grave errore annettendo l’Ucraina all’Unione Europea.

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    AfD atlantismo Brexit crisi europea Daniele Poto Donald Trump Emmanuel Macron esercito europeo Europa evidenza Francia Friedrich Merz Germania Giorgia Meloni guerra Inghilterra Italia Keir Starmer leader europei Marine Le Pen NATO politica estera politica internazionale riarmo Russia sicurezza europea Ucraina Unione Europea
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026286

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026197

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025191

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026186
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 4 min.

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Di Barbara RoffiLuglio 19, 20264

    Lo scorso 30 giugno si è formalmente concluso il Piano nazionale di ripresa e resilienza,…

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026

    La legge elettorale smantella la Costituzione?

    Luglio 19, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?