“Stiamo cambiando la narrazione del deserto “. Sono parole di John Pagano, Ceo di Red Sea Global, lo sviluppatore di progetti multipli che, con un impegno economico senza precedenti (investimenti per 25 miliardi di dollari), orienterà l’Arabia Saudita verso un futuro più sostenibile, con realizzazioni responsabili       e “rigenerative”, che accresceranno l’offerta turistica della penisola arabica   migliorando l’ambiente. Tra gli ambiziosi piani previsti dal Saudi Vision 2030  e dal suo Presidente H.R.H. Crown Prince Mohammad bin Salman bin Abdulaziz Al Saud, (Principe ereditario del Regno dell’Arabia Saudita, Primo Ministro, Presidente del Consiglio per gli Affari Economici e di Sviluppo e Presidente del Fondo per gli Investimenti Pubblici) “The Red Sea Project” è, tra i cinque megaprogetti, il più grande in termini di dimensioni. Si estende su una superficie di 28.000km quadrati, affacciandosi sulla costa del Mar Rosso per 200 km. Uno degli obiettivi prefissi è proporre l’Arabia Saudita come polo turistico di livello mondiale, accrescendo naturalmente di miliardi di dollari all’anno l’economia del Regno e potenziando la sua economia interna, considerando che la maggior parte dei contratti sono stati assegnati a fornitori registrati in Arabia Saudita, con un grande impegno a collaborare con le imprese locali e a promuoverle. Direttamente e indirettamente si stanno creando 120mila posti di lavoro nei settori della costruzione e della logistica, dell’agricoltura e dei servizi alimentari, della ristorazione e dell’accoglienza.

Le parole chiave sono lusso, sostenibilità e innovazione. I lavori sono iniziati nel 2019 in location che comprendono un arcipelago di 92 isole incontaminate con una meravigliosa biodiversità marina e deserti spettacolari. Sarà la più grande destinazione turistica al mondo completamente off-grid (fuori dalla rete energetica tradizionale). L’energia verrà prodotta al 100% da fonti rinnovabili.   La sostenibilità è indiscutibile: il mega-progetto sfrutta l’energia solare attraverso un enorme sistema isolato di oltre 760.500 pannelli fotovoltaici distribuiti in apposite stazioni solari dedicate, riducendo quasi mezzo milione di tonnellate di emissioni di CO₂ all’anno. Ad integrazione un parco eolico e uno dei parchi di accumulo a batterie più grandi al mondo (da 1,3 GWh), realizzato con la tecnologia Huawei FusionSolar. L’energia solare prodotta non alimenta solo l’illuminazione e il raffrescamento dei resort, ma gestisce l’intero ecosistema ecologico, compresi gli impianti di dissalazione dell’acqua ad osmosi inversa (che offre 32.500 m³ al giorno di acqua potabile), e il trattamento acque reflue (che depura 16.000 m³ al giorno attraverso un sistema a base di zone umide artificiali (wetlands) a zero impatto chimico). Il divieto assoluto di usare plastica monouso riduce quasi a zero i rifiuti e la mobilità è pulita, essendo tutti i trasporti all’interno della zona effettuati esclusivamente con veicoli elettrici.  In collaborazione con la King Abdullah University si sta applicando anche un evolutissimo sistema di conservazione e rigenerazione dei coralli che sono stati rimossi durante i lavori, trasferiti su apposite nursery galleggianti e poi reimpiantati, con un tasso di sopravvivenza del 95%.

Una volta completato tutto il Progetto, si prevede nel 2030, si conteranno 50 hotel, 8 mila camere, mille proprietà residenziali, e con questa realizzazione sono stati ridefiniti tutti gli standard dei viaggi di lusso.

I voli atterrano regolarmente al Red Sea International Airport con tratte dirette da Dubai ma anche già collegati a importanti gateway europei. E dal 2023 sono stati accolti i primi ospiti nella prima struttura aperta, il Six Sense Southern Dunes, con 79 ville nel deserto, che si propone di “rendere omaggio all’eredità architettonica nabatea e alla maestosità del paesaggio desertico”.   Nel 2025 sulle Ummahat Islands sono stati inaugurati a gennaio il St. Regis Red Sea (con le ville underwater progettate dal celebre architetto Kengo Kuma) e a giugno il Nujuma Ritz-Carlton Reserve, con 63 ville sull’acqua ispirate alle conchiglie marine con piscina privata. Famosi Studi di Architettura hanno firmato queste realizzazioni (Foster + Patners, Studio U+A di Dubai) e da luglio 2026 si può godere il massimo dell’esperienza di benessere immersiva ed ecosostenibile fronte mare ad AMAALA, accattivante particolarmente per il Luxe Wellness Club, immerso nel cuore della Riserva Naturale Prince Mohammed bin Salman. Le 128 camere sono ottimizzate per il sonno, per un “benessere trasformativo in un design rigenerativo”. L’ ambiente è idilliaco perché Il Jayasom Wellness Resort è una destinazione dedicata al benessere olistico, con strutture all’avanguardia per il fitness, la fisioterapia, la nutrizione e le terapie termali. Dall’ Equinox Fitness Club, dove l’architettura fonde le tradizioni locali con il design moderno, si possono ammirare i superyacht ormeggiati nella baia di Hijaz. Ma il vero gioello è l’HYLIAA Wellness & Spa, un santuario di 2.095 metri quadrati il cui nome deriva dalla parola araba che significa “elegante bellezza”, affiancato da un’area fitness di 511 metri quadrati. Pe non parlare dell’esclusivo Yacht Club di Triple Bay, che definirà un nuovo standard per la vita costiera di lusso.  L’ esclusivo Metodo Longevity di Clinique La Prairie combinerà per la prima volta in Arabia Saudita scienza e benessere olistico per aiutare gli ospiti a vivere vite più lunghe e più sane.

E che dire di uno dei progetti più audaci e suggestivi : Desert Rock, resort ultra-lusso composto da ville e camere d’albergo scavate nella roccia granitica tra le spettacolari montagne dell’Hejaz (54 ville e 10 suite con piscina privata incastonate direttamente nella roccia e nel paesaggio desertico). Qui ogni ospite avrà a disposizione un Villa Host dedicato, pronto a personalizzare l’esperienza secondo i suoi desideri, o ad accompagnarlo tra i canyon con proposte esperienziali immersive.

Ovunque ogni aspetto delle opere progettate non solo è stato studiato per minimizzare l’impatto ambientale, ma anche per restituire un ecosistema ottimizzato, con l’obiettivo di migliorare la salute dell’ecosistema del 30%. Tre milioni di mangrovie contribuiscono a rigenerare l’ambiente. Botanica, il vivaio paesaggistico, e le zone umide attraggono regolarmente fauna selvatica. Il benessere, la sostenibilità e la cultura sono interconnessi. Ville sferiche riflettenti costruite sull’acqua (studio Killa Design) compongono lo Shebara Resort, e Shura Island, che aprirà tra poco, ospiterà 11 firme di livello mondiale, un lussuoso porto turistico, un campo da golf da campionato a 18 buche. Ci sarà un dinamico centro di lifestyle e si attuerà il progetto “Coral Bloom”, disegnato dallo studio Foster + Partners, ispirato dalle rigogliose barriere coralline che la circondano. Recentemente Il fondo sovrano saudita PIF (proprietario del progetto) ha in realtà rimodulato gli interventi concentrandosi sulla prima imponente tranche di circa 50 resort, per concentrarsi sul consolidamento delle strutture principali, tutte diverse e dall’architettura visionaria, destinate ad un pubblico con esigenze particolari, per un viaggio che farà la differenza.                                                                                                                                                  È evidente che questo straordinario complesso di location turistiche declinato

in diverse destinazioni è progettato appositamente per attrarre viaggiatori che cercano qualcosa di più del lusso, si rivolge a chi cerca privacy e connessioni personali con la natura e la cultura, in cerca di esclusività. E la massima esclusività sarà offerta dall’accoglienza di Thuwal Private Retreat, un’isola prenotabile unicamente in esclusiva e che offrirà una esperienza impareggiabile, per gli ospiti che desiderano il massimo della discrezione ed esperienze ultra-personalizzate.

Autore

  • Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).

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