Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    USA 2028: chi dopo Trump? Vance o Rubio fra repubblicani, pletora di nomi fra democratici

    Agosto 20, 2026

    Vannacci s’incorona imperatore romano

    Agosto 20, 2026

    Putin non intende porre fine alla guerra

    Agosto 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    20 Agosto 2026 - giovedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Culture
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
      • Immagini ed emozioni
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Stroncature»L’ipocrisia nello sport: Russi riammessi e neutrali ma Israele non si tocca
    Stroncature

    L’ipocrisia nello sport: Russi riammessi e neutrali ma Israele non si tocca

    Daniele PotoDi Daniele PotoAgosto 20, 20260 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    ipocrisia nello sport
    ipocrisia nello sport
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    L’ipocrisia istituzionale ha toccato uno dei picchi più alti della propria espressività con la riammissione in alcuni sport e per alcun i campionati degli atleti russi a suo tempo esclusi dalle competizioni. Cosa è avvenuto perché questo succedesse? Assolutamente nulla. Difatti i negoziati per una pace di compromesso non hanno fatto alcun passo in avanti. E allora c’è da chiedersi ex post perché a suo tempo gli atleti russi siano stati esclusi. Agli europei di nuoto ora russi e bielorussi gareggiano sotto la bandiera della neutralità, una formula di assoluto compromesso. Soprattutto perché vedono accanto a loro gareggiare atleti israeliani in corsia che non hanno patito alcun divieto come se le due condizioni fossero diverse. Non vogliamo stabilire differenti tassi di criminalità tra Putin e Netanyahu ma nel primo caso c’è un attore di una guerra, nel secondo il protagonista di un genocidio. Invece per i loro Paesi di riferimento due pesi e due misure. Nessuna sanzione economica per Israele, meno che mai per i coloni aggressivi. Invece implicitamente gli sportivi russi e bielorussi sono stati tutti giudicati complici dell’invasione dell’Ucraina.

    È la stessa ratio censoria che a suo tempo ha messo il diktat all’esibizione in Italia del direttore d’orchestra Gergiev, della danzatrice Zakharova toccando persino cittadini italiani come lo scrittore Paolo Nori ha cui furono impedite le conferenze su Dostoevskij alla Bicocca di Milano. Per non dire della negazione del contributo di due milioni di Euro alla Biennale di Venezia per aver consentito alla delegazione russa di allestire il proprio padiglione, tra l’altro oggetto di sua proprietà. Badate bene che questa parziale riammissione non è dovuta a un pentimento dell’Unione Europea o a un ravvedimento dei cosiddetti volenterosi ma è dovuta motu proprio all’iniziativa delle federazioni internazionali e del Cio che, con molto ritardo, hanno ritrovato una propria autonomia di giudizio. I russi gareggiano senza bandiera, inno o simbolo nazionale e comunque con grande scorno dei Calenda o Picierno nostrani che avrebbero voluto perpetuare l’esclusione. Confermando una volta di più che l’Italia è infestata di russofobia più che di russofilia. Le liste di proscrizione andrebbero compilate includendo proprio questi soggetti che fanno della demagogia e della retorica la propria arma per riscattare un’insipienza politica facilmente constatabile. Così ora si procede in ordine sparso.

    Ogni federazione o istituto sportivo procede per conto suo. Si constata comunque che, anche dopo quattro anni di isolamento, lo sport russo non ha perso di competitività ed ha ripreso ad arraffare medaglie, come mostrano i primi risultati dei campionati continentali di nuoto a Parigi. Applauditi dal pubblico sul podio, senza alcun pregiudizio.  La deregulation è comunque totale se un tennista come Medvedev ha potuto continuare a esercitare la propria attività professionistica sin dal primo giorno della guerra. E nessuno spettatore che ha assistito alle sue partire ha mai pensato di fischiarlo solo perché russo.  Ci auguriamo, pur con questa progressione alla cieca, la riammissione sia totale e indiscriminata fino a giungere, dimostrando, una volta di più, che lo sport può unire quello che la politica e l’ipocrisia internazionale contribuiscono a dividere. Ben altri picchi sono stati raggiunti in passato quando l’Olimpiade di Berlino 1936 fu vissuta come celebrazione dei fasti del nazismo e con la stessa enfasi nazionalistica con cui l’Italia festeggiò i successi nei campionati mondiali di calcio del 1934 e del 1938.

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    atleti neutrali Biennale di Venezia Calenda CIO Dostojevskij europei di nuoto federazioni internazionali Gaza Gergiev guerra in Ucraina Medvedev mondiali calcio 1934 mondiali calcio 1938 Netanyahu neutralità sportiva Olimpiadi Berlino 1936 Paolo Nori Picierno politica internazionale Putin russofobia sanzioni sportive Zakharova
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Putin non intende porre fine alla guerra

    Agosto 20, 2026

    Anchorage 2025: Europa riprendi la tua strada!

    Agosto 20, 2026

    Vita e attività di una psicologa in tempo di guerra

    Agosto 20, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026296

    Il caso Roggero e il rischio di trasformare il trauma in archetipo

    Luglio 31, 2026241

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026229

    Ce n’est qu’un debut, continuons le combat

    Maggio 20, 2024205
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Mondo
    Lettura 6 min.

    USA 2028: chi dopo Trump? Vance o Rubio fra repubblicani, pletora di nomi fra democratici

    Di Giampiero GramagliaAgosto 20, 20260

    In tutti gli Stati Uniti, c’è una sola persona che oggi vi direbbe di sapere…

    Vannacci s’incorona imperatore romano

    Agosto 20, 2026

    Putin non intende porre fine alla guerra

    Agosto 20, 2026

    La calda estate dello stare fermi

    Agosto 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    USA 2028: chi dopo Trump? Vance o Rubio fra repubblicani, pletora di nomi fra democratici

    Agosto 20, 2026

    Vannacci s’incorona imperatore romano

    Agosto 20, 2026

    Putin non intende porre fine alla guerra

    Agosto 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?