Con 137 voti favorevoli, 83 contrari e 2 astenuti, la Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo al decreto cittadinanza, che diventa ufficialmente legge. Il provvedimento introduce una profonda revisione del sistema di accesso alla cittadinanza italiana, con interventi che riguardano i discendenti di italiani residenti all’estero, i minori stranieri apolidi e il sistema delle quote per l’ingresso lavorativo degli “oriundi”.
Una riforma che ha suscitato dibattito, soprattutto per la stretta sull’acquisizione automatica della cittadinanza per discendenza, modificando un principio consolidato come lo ius sanguinis.
Solo fino ai nonni: cambia lo ius sanguinis
Il cuore del provvedimento è il ridimensionamento dello ius sanguinis. La nuova norma stabilisce che potrà acquisire automaticamente la cittadinanza italiana solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia, a condizione che questi fossero cittadini italiani esclusivi o residenti in Italia da almeno due anni continuativi prima della nascita del figlio o nipote.
Il provvedimento riguarda circa 80 milioni di italiani e italo discendenti frutto della c.d. diaspora italiana iniziata 150 anni fa di tantissimi italiani che per le condizioni italiane sono andati oltremare per cercare fortuna sottoponendosi a sacrifici enormi pur di assicurare un futuro a se stessi e ai loro figli. Ho vissuto otto anni in Brasile dove vivono 30 milioni di italiani (altrettanti in Argentina) e ho potuto constatare quanto gli italiani si siano dati da fare e quanti successi abbiano ottenuto frutto di un duro lavoro, di onestà, di abnegazione e di intelligenza ; oggi buona parte della classe dirigente del paese è italo discendente e tra gli uomini più ricchi e influenti del paese molti sono di origine italiana.
Hanno costruito imprese, istituzioni, grandi opere, con la fatica e la perseveranza conservando gelosamente le tradizioni italiane. Basta pensare alla cultura, alla moda, al cibo, alle tante industrie italiane presenti nel paese tutto ciò che è italiano in America Latina è il top in ogni campo. Basta pensare alla famosa scuola Dante Alighieri che raccoglie il meglio della educazione di eccellenza in Brasile. Basta pensare all’opera che i religiosi italiani compiono a favore dei meno fortunati. Tanto per fare un esempio il grattacielo più alto di Sao Paulo e Edificio Italia dove hanno sede molte imprese italiane. Non c’è dubbio che gli taliani che vivono in America Latina sono i migliori ambasciatori del nostro paese.
Piero Bassetti ha scritto un libro “Italici“ in cui evidenza quanto la cultura italiana abbia conquistato il mondo potendo affermare che gli italici nel mondo sono circa 260 milioni, frutto del concetto di bellezza, del genio italiano e di tanti italiani sparsi nel mondo. Non dobbiamo dimenticare che nel 2024 le rimesse inviate dagli italiani all’estero verso l’Italia hanno raggiunto un totale di 8,3 miliardi di euro che rappresentano una risorsa economica notevole. Bene questo governo, per profonda ignoranza del valore della tematica, ha deciso di umiliare la presenza italiana all’estero decidendone la progressiva estinsione, ferendo le comunità italiane all’estero e sacrificando il loro valore .
Un parlamentare che si è battuto come un leone per sconfiggere l’atteggiamento del governo è stato l’on. Fabio Porta, mio carissimo amico. “Una strana maniera di chiudere l’anno delle radici italiane nel mondo e le celebrazioni dei centocinquanta anni di immigrazione italiana in Brasile: un tempismo perfetto, quello del governo italiano, che con uno schiaffo plateale rischia di compromettere un rapporto storico e profondo con la nostra diaspora, vero e proprio valore aggiunto dell’Italia nel mondo.”
“ll governo non ha più visto la “luna” di un’Italia fuori dall’Italia alla quale dovremmo essere eternamente debitori per l’incommensurabile apporto dato alla crescita del Paese e rispetto alla quale potevamo essere creditori per gli anni a venire per l’internazionalizzazione del nostro Made in Italy e il rientro degli italo-discendenti“ha proseguito in parlamento nel suo intervento. Durante la dichiarazione di voto sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata dal PD, Fabio Porta ha sostenuto che “questo decreto-legge è un atto ostile e codardo, con il quale il governo sta tagliando, con un colpo di accetta, il legame storico e profondo tra il nostro Paese e le sue grandi collettività sparse in tutto il mondo. Una storia eroica di sacrifici e di successi, che ha consentito all’Italia di crescere e svilupparsi e che, ancora oggi, è parte essenziale della nostra politica di internazionalizzazione culturale ed economica.
Molti italiani e italo discendenti si sentono ora più soli e abbandonati dalla loro patria che gli ha voltato la faccia, ho toccato con mano quanto sia forte il legame che li unisce al nostro paese e l’orgoglio di essere italiani, ora questo va a morire grazie a un governo cieco e imbelle.


