Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Livio correrai anche in cielo?

    Agosto 10, 2026

    Il tempo dietro la polvere

    Agosto 7, 2026

    L’inferno a terra: lo Stato calpesta la dignità delle persone

    Agosto 7, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    19 Agosto 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Culture
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
      • Immagini ed emozioni
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»I subalterni di Trump non hanno immunità
    Mondo

    I subalterni di Trump non hanno immunità

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriOttobre 20, 20258 VisualizzazioniLettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    Hakeem Jeffries e Donald Trump

    “Non avete immunità”. Questo il monito di Hakeem Jeffries, durante un’intervista alla Msnbc, diretto ai “sicofanti repubblicani” di Donald Trump che seguono gli ordini potenzialmente illegali dell’attuale presidente. Jeffries, il leader della minoranza democratica alla Camera, non ha dato esempi specifici ma ovviamente si riferiva alle azioni dell’attuale inquilino della Casa Bianca che continua a governare con procedure che sfidano la costituzione americana. Ovviamente, Trump non mette in atto i suoi ordini che vengono eseguiti dai suoi ministri e i loro subalterni. Jeffries ha continuato spiegando che se adesso il presidente può offrire protezione da incriminazione, con le elezioni di midterm del 2026 e la prossima elezione presidenziale le cose potrebbero cambiare.

    Il presidente americano, come si sa, possiede l’immunità durante gli anni in carica. Questa immunità non continuava dopo l’uscita dalla Casa Bianca ma nel mese di luglio dell’anno scorso la Corte Suprema ha deciso che i presidenti americani godono di immunità anche dopo la fine del loro mandato per “atti ufficiali”. La costituzione non dice nulla sull’immunità del presidente e la Corte Suprema è stata criticata perché la loro decisione ha in effetti aggiunto una clausola alle leggi americane.

    Se il presidente americano non deve dunque preoccuparsi per le sue azioni che potrebbero solo essere punite dalla Camera con l’impeachment e un’eventuale condanna di due terzi del Senato, i subalterni dei presidenti dovrebbero fare attenzione perché potrebbero essere soggetti a ripercussioni criminali a lungo andare. Jeffries ha anche reiterato che il giuramento dei ministri e altri collaboratori del governo è di difendere la costituzione e non il presidente in carica.

    Nella campagna elettorale del 2024 Trump aveva spesso parlato di “retribution” promettendo ai suoi elettori che lui sarebbe stato la loro “vendetta”. In realtà Trump pensava alla propria vendetta da quelli che vedeva come i suoi avversari politici. Adesso da presidente sta usando il ministero di Giustizia sotto la guida della sua fedelissima Pam Bondi esattamente per colpire i suoi nemici. Uno di questi che è stato incriminato è James Comey, ex direttore del Fbi, accusato di falsa testimonianza e intralcio al Congresso. Il procuratore della Virginia Eriki Siebert si era rifiutato di incriminare Comey e Trump lo ha “pressionato” a dare le dimissioni, sostituendolo poi con Lindsay Halligan, ex avvocatessa del presidente, la cui esperienza legale è nel campo assicurativo. Dato che nessuno nell’ufficio ha voluto firmare il documento di accusa la Halligan è stata costretta a farlo lei solamente, suggerendo che il caso è debolissimo.

    Trump ha anche diretto la Bondi a querelare Laetitia James, procuratrice dello Stato di New York che aveva fatto processare Trump per frode fiscale, ottenendo la condanna con una multa di 500 milioni di dollari. La Corte di Appello a New York ha però eliminato la multa anche se ha riconfermato l’accusa di frode fiscale, impedendo al presidente e ai suoi figli di partecipare in posizioni di leadership in corporation per due anni. La James è stata accusata di frode bancaria e false dichiarazioni.

    Nelle sue dichiarazioni sulla sua piattaforma Truth Social Trump ha anche additato altri individui che, secondo lui, sono colpevoli incoraggiando la Bondi di querelarli. Questi includono il senatore californiano Adam Schiff che da deputato democratico nel primo mandato di Trump condusse il suo impeachment. Anche il procuratore di Manhattan Alvin Bragg, che riuscì a fare condannare Trump in un caso penale nel 2024, è stato preso di mira come pure Fani Willis, la procuratrice di Atlanta che l’anno scorso stava preparando il processo su Trump per frode elettorale nello Stato della Georgia. E non poteva mancare Jack Smith, il procuratore speciale che condusse le indagini sui documenti top secret posseduti illegalmente da Trump a Mar-a-Lago e l’insurrezione del 6 gennaio 2021. Smith non è stato ancora incriminato ma è indagato perché avrebbe violato “The Hatch Act” che stabilisce regole per mantenere obiettività nei programmi federali. Trump ha anche minacciato Barack Obama e Joe Biden accusando il primo di tradimento e il secondo per avere strumentalizzato il ministero di Giustizia.

    Per colpire tutti questi nemici Trump deve usare collaboratori, i quali non si preoccupano di possibili contraccolpi. Jeffries però nel suo monito li ha avvertiti mandando anche un messaggio alle possibili vittime di Trump, suggerendo che se il presidente può nascondersi dietro l’immunità, i subalterni non posseggono quello scudo. Se il presidente non deve preoccuparsi di ritorsioni legali per la sua immunità, avvocati e procuratori potrebbero perdere molto se si comportano in modi che vanno al di là della legge. Le licenze degli avvocati potrebbero essere messe a rischio e in altri casi ci sono cause civili che possono causare grossissimi grattacapi come è successo all’ex sindaco Rudy Giuliani, condannato a risarcire di 148 milioni due impiegate dell’ufficio elezioni di Atlanta in Georgia. Giuliani fu costretto a dichiarare bancarotta e non versa in condizioni finanziarie brillanti.

    Chuck Schumer, il senatore di New York e leader della minoranza democratica al Senato, ha dichiarato alla Cnn che Trump sta usando il ministero di Giustizia come “strumento per attaccare i suoi nemici” e anche per aiutare i suoi amici. Si tratta, ha continuato Schumer, di un percorso verso “la dittatura”. Difficile dargli torto.

    Autore

    • Domenico Maceri
      Domenico Maceri

      PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

    Donald Trump. USA Hakeem Jeffries immunità presidenziale politica USA
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Midterm: tre mesi al voto, opposti estremismi penalizzano democratici e repubblicani

    Agosto 5, 2026

    Ceuta, perché e per chi?

    Agosto 5, 2026

    Mondiali: “vecchia Europa” batte “asse del male”. E magari Trump ci libera pure di Infantino

    Luglio 23, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026296

    Il caso Roggero e il rischio di trasformare il trauma in archetipo

    Luglio 31, 2026241

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026228

    Ce n’est qu’un debut, continuons le combat

    Maggio 20, 2024205
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sport
    Lettura 2 min.

    Livio correrai anche in cielo?

    Di Piero SandulliAgosto 10, 202635

    Ci ha lasciato Livio Berruti. Era diventato, nell’immaginario collettivo della mia generazione, il simbolo delle…

    Il tempo dietro la polvere

    Agosto 7, 2026

    L’inferno a terra: lo Stato calpesta la dignità delle persone

    Agosto 7, 2026

    Centodue anni fa il delitto Matteotti. “L’Intrigo” di Giancarlo Infante svela i retroscena

    Agosto 7, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Livio correrai anche in cielo?

    Agosto 10, 2026

    Il tempo dietro la polvere

    Agosto 7, 2026

    L’inferno a terra: lo Stato calpesta la dignità delle persone

    Agosto 7, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?