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    Home»Anime libere»Una donna caleidoscopica: Francesca Nocca
    Anime libere

    Una donna caleidoscopica: Francesca Nocca

    Consuelo QuattrocchiDi Consuelo QuattrocchiDicembre 20, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Intreccio ogni giorno identità diverse che si completano e si rafforzano a vicenda. Non nego che a volte sia impegnativo: le responsabilità scolastiche richiedono presenza e visione, il ruolo di docente pretende ascolto e creatività, quello di madre domanda dolcezza e fermezza insieme, e il ruolo di moglie equilibrio e condivisione. In realtà non vivo queste dimensioni come compartimenti separati: sono tutte parti di me.
    La scuola mi ha insegnato la pazienza e la capacità di vedere lontano; la famiglia mi ricorda ciò che conta davvero e mi dà l’energia per dare il meglio anche sul lavoro.”

    Francesca Nocca

    Ogni anno, nel mese di dicembre, Anime Libere propone come articolo di chiusura il ritratto di una donna  che abbia un ruolo culturale e umano di rilievo all’interno della società.

    La testimonianza di quest’anno ci aiuterà a comprendere meglio il mondo dell’insegnamento e la sua evoluzione. Ci permetterà di capire come sia difficile per una donna affermarsi in ruoli sempre più importanti, le rinunce che ne conseguono , i sogni, le speranze e le delusioni.

    Francesca Nocca è: madre, moglie, insegnante del Plesso R. Zarfati di Velletri e secondo collaboratore del Dirigente Scolastico dell’I.C. Gino Felci di Velletri.

    Bionda e riccia, curiosa e appassionata, determinata e sensibile Francesca è una bambina che cresce in una famiglia amorevole che le infonde i valori della rettitudine, della perseveranza e della costanza.

    Sulle orme della madre all’età di diciotto anni inizia ad insegnare. È proprio grazie a sua madre che Francesca comprende quanto sia prezioso investire nelle persone e quanto una guida competente e appassionata possa segnare positivamente il percorso di un giovane.

    Nel suo primo giorno da insegnante Francesca è entusiasta e impaurita al tempo stesso. Il forte senso di responsabilità le fa comprendere come l’insegnamento non si possa solo intendere come un lavoro ma come una missione. La sua prima classe è una quinta curiosa, vivace e piena di energia. Ogni studente ha un modo unico di raccontare il mondo e lei impara da loro quanto loro imparano da lei. Sono loro ad insegnarle il valore dell’ascolto e della pazienza.

    Dei bambini Francesca ama l’autenticità e la capacità di stupirsi, la creatività, la loro purezza nel porsi domande e il loro coraggio di esplorare. Ogni giorno le ricordano quanto sia importante mantenere uno sguardo aperto e curioso sul mondo.

    Da donna trova non poche difficoltà nel conciliare il binomio famiglia – lavoro. Ci sono momenti in cui deve trovare equilibri nuovi e ridefinire priorità.

    La famiglia, però, è un punto di forza per lei e anche nei momenti di difficoltà sono capaci di trovare il modo per sostenersi e stare insieme.

    Il suo percorso lavorativo ha implicato per lei sicuramente delle rinunce soprattutto in termini di tempo da dedicare a se stessa e alle sue passioni personali.

    Ogni scelta, però, è stata frutto di una consapevolezza che, con buona probabilità, ha contribuito a renderla la professionista e la donna determinata che è oggi.

    Ovviamente la determinazione è stata fondamentale alla costruzione della sua carriera perché le ha permesso di non arrendersi di fronte agli ostacoli e di affrontare con costanza studi, aggiornamenti e ruoli di crescente responsabilità.

    La perseveranza è divenuta così, giorno dopo giorno, un valore da perseguire e da insegnare.

    Negli anni Francesca riesce a costruire una delle realtà scolastiche più dinamiche del territorio grazie ad un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione. Da un lato, vengono valorizzate le radici culturali e identitarie e, dall’altro, si investe in metodologie moderne, tecnologie educative e percorsi personalizzati.

    Il vero motore però di questa esclusiva realtà sono le persone: docenti appassionati, famiglie partecipi e studenti curiosi.

    La scuola diviene non solo un luogo di apprendimento ma anche uno spazio di crescita integrale della persona in cui convergono tre direttrici fondamentali che potrebbero essere pensate anche come i principi ispiratori del futuro della scuola del nostro Paese e cioè: la formazione continua dei docenti, perché un insegnante aggiornato è un insegnante che apre mondi; la collaborazione scuola-famiglia, un’alleanza educativa solida e costante; l’inclusione e il benessere, con attenzione alle diversità, ai bisogni emotivi e alla costruzione di ambienti accoglienti.

    Così, in un mondo focalizzato sull’individualismo, Francesca crea intorno a sé una rete di persone che la stima e le vuole bene e che crede nei medesimi principi che ella stessa ogni giorno trasmette ai suoi studenti e cioè: l’inestimabile valore della comunità e del senso di appartenenza a qualcosa che diviene un “noi”.

    Grazie al suo esempio Francesca ci insegna che è solo attraverso la collaborazione, lo scambio e il sostegno reciproco che possiamo costruire un ambiente in cui ogni studente si senta visto, valorizzato e accompagnato.

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    Consuelo Quattrocchi

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