Il 7 ottobre, il Presidente della Federazione Russa ha festeggiato l’ennesimo compleanno con nuovi bombardamenti delle città ucraine e la morte di altri bambini ucraini. Un missile russo Kh-101 ha colpito un edificio residenziale di cinque piani nella città di Pryluky, uccidendo 22 persone, tra cui 5 bambini (tre di appena un anno, un bambino di 8 anni e una ragazza di 13). E questo, naturalmente, si aggiunge alle distruzioni e alle vittime registrate in altre città dell’Ucraina.
Ultimamente, ormai incurante di qualsiasi regola e senza alcun timore di condanne da parte della comunità internazionale, la Russia terrorizza senza alcun ritegno la popolazione civile. Bombarda le scuole durante le lezioni, colpisce i ponti stradali nelle ore di maggior traffico, dirige i suoi missili contro istituti scientifici e strutture sanitarie… L’obiettivo è piegare e assorbire l’Ucraina.
Di fronte agli evidenti insuccessi dell’esercito russo al fronte, questo terrore dovrebbe contribuire alla destabilizzazione interna e provocare uno scontro civile all’interno dell’Ucraina. In questo contesto, continuano le discussioni sulla necessità di fare concessioni e raggiungere accordi con la Russia.+
Ne abbiamo già scritto molto, ma vogliamo ricordare ancora una volta come finiscono gli accordi di pace con il nostro aggressivo vicino.
Iryna Medved
Nessuna guerra ha provocato tante vittime quanto i negoziati di pace con la Moscovia[1]: questo è un fatto storico.
Senza addentrarci oggi in una lunga digressione storica, ripercorriamo le relazioni ucraino-russe degli ultimi decenni. In sostanza, l’intero schema può essere riassunto in due punti:
- Accordo di pace con la Federazione Russa.
- Offensiva russa ed escalation contro la pace.
1992
ACCORDO: Il 23 giugno 1992, a Dagomys, il Presidente ucraino Kravchuk e il Presidente russo Eltsin firmarono un Accordo sull’ulteriore sviluppo delle relazioni interstatali, nel quale era esplicitamente scritto: «Le Parti costruiranno le loro relazioni come Stati amici».
CONSEGUENZA: Già nel 1994–1995, la Russia cercò di servirsi del separatista filorusso Yuri Meshkov per assumere il controllo della Crimea. Dopo che le autorità ucraine ebbero posto fine con la forza a questo progetto, Meshkov fuggì nella Federazione Russa.
***
1997
ACCORDO: L’Ucraina e la Federazione Russa firmarono il Trattato di amicizia, cooperazione e partenariato, con il quale la Russia confermava il proprio consenso per l’integrità territoriale dell’Ucraina e l’inviolabilità dei suoi confini.
CONSEGUENZA: Nel 2003, la Russia iniziò a costruire una diga dalla penisola di Taman in direzione dell’isola ucraina di Tuzla, provocando di fatto una crisi militare lungo il confine di Stato ucraino. Dopo la dura reazione dell’Ucraina, lo schieramento delle Forze Armate ucraine sulle posizioni e l’ordine di sparare per colpire, i lavori furono interrotti a circa 100 metri dal confine.
***
2010
ACCORDO: Gli Accordi di Kharkiv prorogarono la permanenza della Flotta russa del Mar Nero in Crimea fino al 2042, concedendo di fatto alla Russia, senza alcuna giustificazione e attraverso la corruzione, altri 25 anni di presenza militare nella penisola ucraina.
CONSEGUENZA: Nel 2014 furono proprio le truppe russe a occupare la Crimea, ad avviare l’aggressione armata e a conquistare parti delle regioni di Donetsk e Luhansk.
***
2014–2015
ACCORDO: Gli Accordi di Minsk avrebbero dovuto porre fine alla guerra nel Donbas e creare un meccanismo per la sua soluzione politica.
CONSEGUENZA: La Russia proseguì la sua aggressione militare, senza interrompere neppure per un giorno i cannoneggiamenti contro i territori ucraini, e fino alla fine del 2021 uccise circa 14.000 ucraini.
***
2019
ACCORDO: Nell’ambito del Formato Normandia, furono proprio Zelensky e Putin (con la partecipazione di Macron e Merkel) a concordare un cessate il fuoco, il disimpegno delle forze e dei mezzi militari, lo sminamento e ulteriori passi verso una soluzione pacifica del conflitto. L’Ucraina compì una serie di passi fondamentali previsti dagli accordi.
CONSEGUENZA: Il 24 febbraio 2022, la Russia avviò l’invasione su vasta scala dell’Ucraina.
***
E ogni volta si ripete lo stesso schema.
ACCORDO → ESCALATION RUSSA → UN NUMERO ANCORA MAGGIORE DI VITTIME →NUOVI TERRITORI OCCUPATI → NUOVO ACCORDO.
Ogni intesa di pace con la Federazione Russa, ogni trattato, ogni accordo di pace finisce soltanto per alimentare il desiderio della Russia di provocare un numero ancora maggiore di vittime e di occupare territori sempre più vasti dell’Ucraina.
La Moscovia non ha mai rispettato un solo accordo di pace in tutta la sua storia.
Ogni accordo di questo tipo, che preveda concessioni, ha sempre e soltanto l’effetto di spingere i moscoviti a provocare distruzioni ancora maggiori e a condurre una guerra sempre più aggressiva.
Non esistono strumenti diplomatici in grado di fermare la guerra, né nelle mani della leadership ucraina né in quelle di Donald Trump. I vertici della Federazione Russa considerano i territori ucraini come terre storicamente russe. Qualsiasi parte di questi territori conquistata dalla Russia verrà utilizzata come base per un’ulteriore espansione. E non importa a quali concessioni sia disposta l’Ucraina: la Russia non è pronta a fare alcuna concessione reale. Finché la Russia disporrà delle risorse e della capacità di condurre la guerra, la guerra continuerà e si estenderà.
La Russia si spingerà fin dove le sarà consentito. E coloro che ritengono che alla fine si limiterà all’Ucraina non comprendono la logica e le motivazioni della leadership russa.
[1] Moscovia: termine storico oggi spesso utilizzato in Ucraina per indicare la Russia, sottolineando le origini della sua statualità nel Principato di Mosca e contestando l’identificazione della Russia moderna con l’eredità storica della Rus’ di Kyiv.


