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Autore: Giampiero Gramaglia
Giornalista dal 1972, professionista dal ’75, impara il mestiere alla Provincia Pavese e alla Gazzetta del Popolo di Torino, dove copre fra l’altro gli Anni di Piombo del terrorismo brigatista. Nel 1979, apre l’ufficio di corrispondenza della Gazzetta a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue Cee e Nato per dieci anni. Nel 1989 è a Roma come caporedattore Esteri; dal ‘90, è caporedattore centrale e dal ‘97 è vicedirettore. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile del Nord America, con sede a Washington. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 è direttore dell’Ansa. Lasciata l’Ansa, dirige fra l’altro l’Agence Europe a Bruxelles, collabora con il Fatto Quotidiano, è direttore dei corsi e delle testate dell’Ifg, la scuola di giornalismo di Urbino. Attualmente, è docente presso l’Ifg e tiene corsi di giornalismo alla Sapienza; gestisce un suo sito e collabora con regolarità a media tradizionali e online; è sovente ospite di programmi radiofonici e televisivi e co-gestisce la rassegna stampa internazionale di Radio Radicale; è senior advisor per l’Italia di NewsGuard; ed è attivo in diverse Associazioni e Fondazioni.
Iniziativa per associare all’Ue il Canada e aumento del costo del denaro negli Usa: in poche ore, mercoledì 16 settembre Donald Trump ha ricevuto due sberle, lui che, da quando s’è insediato, ha più volte ripetuto di volere fare del Canada il 51° Stato dell’Unione e chiede che il costo del denaro scenda. Gli ‘anti-Trump’ del momento sono Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che mercoledì faceva l’annuale ‘discorso sullo stato dell’Unione’ davanti al Parlamento europeo in sessione plenaria, e Kevin Warsh, presidente della Fed, che mercoledì riuniva il suo Board. La risposta del presidente, secondo Axios, sarebbe…
Oggi, è il 25° anniversario dell’attacco all’America dell’11 Settembre 2001: furono 2977 le vittime, senza contare i 19 dirottatori: 246 sui quattro aerei di linea ‘piratati’, 2606 al World Trade Center di New York e 125 al Pentagono, ad Arlington, appena fuori Washington. Morirono cittadini di oltre 90 Paesi: 10 furono le vittime italiane, centinaia i morti con origini italiane. L’anniversario vede ripetersi i riti del ricordo: il vice-presidente JD Vance e il sindaco di New York Zhoran Mamdani a quello che divenne Ground Zero dopo il crollo delle torri del WTC; il presidente Donald Trump al Pentagono. E si…
Dubbi sulla tenuta e interrogativi sull’efficacia del ‘cordone sanitario’ anti–estrema destra, innalzato in Germania e in Europa, attraversano la stampa europea e internazionale, dopo la vittoria di Alternative fur Deutchland nelle elezioni regionali di domenica 6 settembre nel Land della Sassonia – Anhalt. Il ‘cordone sanitario’ è stato steso in Germania, dove lo chiamano Brandmauer, letteralmente ‘muro tagliafuoco’, e nell’Unione per escludere le estreme destre neo-naziste da qualsiasi alleanza politica o di governo. Ora, la volontà d’esclusione è messa alla prova “come mai in passato”, scrive il New York Times: il voto di domenica “rivela che gli elettori sono divisi…
USA 2028: chi dopo Trump? Vance o Rubio fra repubblicani, pletora di nomi fra democratici
In tutti gli Stati Uniti, c’è una sola persona che oggi vi direbbe di sapere con sicurezza chi sarà eletto presidente il 7 novembre 2028: Donald Trump punta su sé stesso come proprio successore, anche se la Costituzione gli vieta di ripresentarsi e, forse, anche lui comincia a rendersene conto. Ma insistere sulla sua ricandidatura è anche un modo per tenersi fuori dalla bagarre fra repubblicani per la scelta del candidato alla sua successione – per ora, i nomi forti sono essenzialmente due, il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio -. Fra i democratici, invece, la…
Le primarie di ieri nel Michigan, uno Stato che potrebbe risultare decisivo nelle elezioni di midterm del 3 novembre, confermano i disagi di segno opposto che caratterizzano i due maggiori partiti Usa in questa fase. Fra i democratici, che hanno scelto come loro candidato al Senato in questo Stato Abdul El-Sayed, di origini egiziane, avanza un po’ in tutto il Paese un’onda “di sinistra”, che sovente si dà l’etichetta di socialista, che è fortemente critica di Israele e che ha come referenti nazionali Bernie Sanders, senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders, Alexandria Ocasio Cortez, deputata di New York, e Zhoran…
Mondiali: “vecchia Europa” batte “asse del male”. E magari Trump ci libera pure di Infantino
Nei pro e contro trumpiani dell’ultima settimana – missili e bombe a gogò sull’Iran, premesse d’attacco alle elezioni di midterm del 3 novembre, dazi anti – Canada e, presto, a pioggia dove capita -, c’è pure la chiusura dei Mondiali di Calcio organizzati dagli Stati Uniti con Messico e Canada. Avesse vinto l’Argentina, sarebbe stato il trionfo dell’asse del male, una passerella per Trump, per il suo sodale Gianni Infantino – il presidente della Fifa – e per il suo clone Javier Milei, presidente argentino, che alla finale non c’era per scaramanzia – meglio che riveda la sua cabala -.…
I leader dei Paesi europei alleati degli Stati Uniti erano andati tutti ad Ankara sperando di evitare nuove tensioni transatlantiche; e, magari, di fare un passo in avanti verso la pace in Ucraina. Invece, si sono trovati presi in mezzo in una nuova fiammata mediorientale: un sussulto di ostilità fra Usa e Iran nello Stretto di Hormuz, scaramucce più serie delle punture di spillo dei giorni precedenti, probabilmente il concatenarsi di episodi più grave dalla firma dell’accordo di tregua di metà giugno, con almeno 170 obiettivi iraniani presi di mira e risposte iraniane contro postazioni Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait…
Il Presidente USA Donald Trump s’appresta a partire per il Vertice della NATO in Turchia dopo due ennesime bravate che non giovano certo a migliorarne l’immagine fra gli alleati. Cose meno gravi di un conflitto scatenato senza consultarli, e pretendendone l’aiuto, o di una “guerra dei dazi”, ma temi comunque sensibile per le opinioni pubbliche, specie europee: il calcio e i rapporti personali. Con una telefonata malandrina, Trump chiede al suo amico Gianni Infantino, presidente della Fifa, a sospendere la squalifica del bomber degli Stati Uniti Folarin Balogun, espulso contro la Bosnia, così che l’attaccante possa giocare negli ottavi di…
Iran e non solo: il tempo della pace da qui a fine agosto scandito da vertici e scaramucce
In Medio Oriente, c’è tempo fino alla fine di agosto per trasformare una tregua fragile e spesso rotta da scaramucce cruente in una pace stabile. In Ucraina, il tempo della pace non ha ancora una misura anche se la durata della guerra – si direbbe – sta logorando più l’aggressore che l’aggredito. Ma che una calda estate, forse la più calda di tutti i tempi misurati, basti a sanare fra nemici dichiarati decenni di diffidenze, di inganni e di minacce incrociate non ci crede quasi neppure, forse neppure il “fanfarone in capo” Donald Trump, che ha la memoria storica di…
C’era una volta il G7, il vertice dei vertici, l’appuntamento annuale più importante della diplomazia multilaterale planetari: i leader dei maggiori Paesi dell’Occidente (inteso in senso lato, come luogo di valori condivisi e non geografico) s’incontravano, discutevano e talora risolvevano – raramente, ma accadeva – crisi internazionali, politiche ed economiche. Oggi, il G7 resta un circo mediatico di grande richiamo, ma il suo peso planetario s’è parzialmente ridimensionato: i Sette Grandi con l’Unione europea rappresentano ancora il 40% del Pil mondiale, ma meno di un ottavo della popolazione mondiale. E i vertici sono al più fori di discussione, dove, nell’era…

