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    Home»Diritti»Austria Felix? Anche per le donne?
    Diritti

    Austria Felix? Anche per le donne?

    Giulia PerriDi Giulia PerriLuglio 20, 20217 VisualizzazioniTempo lettura 7 min.
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    Lo chiediamo all’avvocato Enrica Maggi, italiana trasferita da quasi vent’anni in Austria a Klagenfurt, dove ha lo studio legale di cui è co-titolare, studio bilingue che si occupa di diritto commerciale e diritto degli investimenti.

    Responsabile di Will Italia e CEO di Will League, che raggruppa avvocati di tutto il mondo, ci risponde non solo nella sua veste di legale, ma come donna e come mamma single.

    Italiana in terra straniera, anche se sempre di Europa si tratta.

    Ci riceve nel suo studio di Klagenfurt, nella piazza di fronte al Tribunale, e una volta accomodate in poltrona con una bella bibita a rinfrescarci, risponde così:

    Enrica Maggi

    Sì, L’Austria è una terra felice per le donne. Posso testimoniarlo non solo per le mie esperienze professionali, ma anche direttamente in quanto sono una madre, single, di due bellissime bambine ancora piccole. Le condizioni di vita in Austria mi consentono di svolgere la mia attività professionale in tutta tranquillità.

     

    Come è possibile conciliare così bene vita professionale e vita familiare? In Austria ci sono condizioni sociali che favoriscono questo?

    Assolutamente sì. L’Austria è un paese profondamente cattolico, in cui l’influenza della chiesa è molto forte. Ma i valori cattolici influenzano anche la politica del Paese, che da sempre favorisce la vita delle famiglie senza distinzione fra quelle cosiddette “regolari” e quelle dove manchi un coniuge, per lo più il marito.

     

    In che modo il Governo favorisce la vita delle famiglie?

    In modo molto concreto: i genitori e anche le mamme single ricevono sovvenzioni economiche di un certo rilievo per i figli, legate non al reddito ma al numero dei bambini che si hanno. Questo sussidio viene incrementato, inoltre, in relazione all’età del figlio: figli più grandi esigenze più importanti, più dispendiose. Quindi la donna, anche sola, e la famiglia viene concretamente supportata dallo Stato. Ma non è una questione solo economica: vi sono numerose strutture a sostegno della prima infanzia, con asili nido diffusi in tutto il territorio nazionale.

     

    Qual è il costo degli asili nido?

    Mediamente in Austria costano circa la metà di quanto costano in Italia: intorno ai 250/300 € per figlio. In questo modo, con il costo dei nidi ed il contributo dello Stato, viene favorito in modo efficace il reinserimento nel mondo del lavoro delle donne che si siano fermate durante la gravidanza o nei primi anni di vita per i bambini dei propri figli.

     

    Sembra proprio un paradiso per le donne…

    Anche in questo caso ti devo rispondere di sì: per le donne che lavorano – oltre agli asili nido – esiste una figura particolare, la “Tagesmutter”, la “mamma di giorno”. Si tratta di donne che sono appositamente formate per assistere i bambini a casa loro. Le mamme hanno l’opportunità di portare i propri bambini in una casa accogliente, dove vengono accuditi con affetto, giocano e sono “controllati”. E quindi il senso di colpa delle mamme austriache diciamo che sia … “tollerabile”.

     

    In quali altri modi lo Stato aiuta le donne?

    Il mercato del lavoro in Austria è estremamente flessibile: le donne di qualunque età, che sono rimaste a casa ad accudire i figli o che comunque vogliano inserirsi nel mondo del lavoro, che abbiano 40 anni o 50/55 anni trovano lavoro facilmente.

     

    In cosa consiste la flessibilità del mercato del lavoro in Austria?

    Sostanzialmente nella “libertà” di licenziamento del dipendente da parte del datore di lavoro, anche in assenza di giusta causa.

     

    In Italia si leverebbe un grido di orrore da gran parte dell’opinione pubblica: la libertà di licenziamento verrebbe considerata in contrasto con i diritti dei lavoratori…

    Libertà di licenziamento ma accompagnamento del lavoratore ad un altro posto di lavoro e sussidi che consentono un buon livello di vita. È vero che il datore di lavoro può licenziare il lavoratore con un preavviso a partire da sei settimane e anche, in linea di principio, se il lavoratore è in malattia. Questa è una particolarità del sistema austriaco. Ma quello che sembrerebbe un’ingiustizia, una tutela in meno per il lavoratore, in realtà, con un mercato del lavoro molto vivace, consente al lavoratore di essere rapidamente riassunto in altra azienda. Ciò è talmente vero che l’Austria è caratterizzata per lo scarso contenzioso in ambito dei rapporti di lavoro.

     

    Ammettiamo che una donna venga licenziata ma non venga riassorbita rapidamente dal mercato del lavoro. Cosa accade in questo caso?

    Il lavoratore cade – per così dire – in piedi. È sufficiente che abbia avuto un contratto di lavoro della durata di almeno 1 anno per avere diritto a circa l’80% dello stipendio per diversi mesi. Lo Stato, inoltre, organizza corsi di formazione e di aggiornamento per i lavoratori del tutto gratuiti, aiutando così in modo concreto il lavoratore licenziato a trovare un nuovo lavoro.

     

    Se, nonostante ciò, la donna non trova lavoro cosa succede?

    Se, dopo un determinato periodo, l’ex dipendente non ha trovato un nuovo impiego, ha diritto ad un importo mensile che comunque gli garantisce la sopravvivenza. Lo Stato austriaco, quindi, supporta le persone in difficoltà.

     

    Questo vale per tutta l’Austria? Non ci sono differenze sociali ed economiche nel paese?

    Direi che la condizione di vita è buona per le donne e per gli austriaci in tutto il paese. Io, che vivo in Carinzia dove c’è un’economia meno sviluppata, vedo arrivare dall’Italia famiglie e anche donne sole o con figli, che si stabiliscono qui e trovano senza problemi un lavoro. Perfino se non conoscono la lingua tedesca.

     

    Foto di StockSnap da Pixabay

    Mi sembra di capire che sia anche una questione di mentalità che permea anche il governo?

    Sì, è così: la tradizione cattolica, di cui ti parlavo prima e che pone la famiglia “al centro” della società, viene sposata al 100% anche dal governo, che è uno specchio della realtà del paese e della mentalità degli austriaci. La famiglia è il primo organismo da tutelare e questa tutela è efficace: infatti, in Austria non c’è il problema della diminuzione della natalità come in Italia.

    Il governo capisce che l’economia gira se la famiglia è assistita e supportata e se la condizione della donna è ottimale.

     

    Cosa mi dici invece della violenza sulle donne… L’Austria Felix ne è immune?

    Io credo che in Austria la violenza sulle donne fortunatamente sia meno diffusa che altrove. Tuttavia, gli austriaci sono di carattere estremamente riservati, abituati a tenere “nascosti” i propri problemi. Quindi, può darsi che il problema sia sottaciuto. Però vorrei anche far presente che – a mio parere – le felici condizioni di vita degli austriaci consentono un minor livello della conflittualità di coppia e all’interno della famiglia. I casi “senza via di ritorno” sono meno frequenti nel paese dove vivo.

     

    Secondo te questo potrebbe dipendere anche dalla minor diffusione di notizie sulla violenza contro le donne sui mezzi di comunicazione? Si potrebbe pensare che sia meno diffuso che altrove il fenomeno della violenza per emulazione?

    Può essere. Sicuramente il modo di far comunicazione in Austria è molto pacato, se vuoi può riscontrarsi anche a livello dei media, quella tendenza a lavare i panni sporchi in famiglia…

     

    In conclusione, the Austrian Happy Family ha preso il posto della Happy Family formato USA anni ‘50?

    Gli austriaci stanno molto in famiglia e svolgono con la famiglia molte attività sportive all’aperto. Questo è reso possibile anche dagli orari di lavoro: gli austriaci iniziano a lavorare presto – alle 07.30 8.00 del mattino e “staccano” intorno alle 16.30. Dopo quell’ora gli uffici sono tendenzialmente chiusi. Perfino il tribunale è chiuso. Il venerdì pomeriggio la maggior parte delle attività amministrative e professionali terminano alle 14.00. Questo consente di conciliare lavoro e famiglia.

     

    E gli uomini austriaci sono dei family man?

    In generale, gli uomini austriaci partecipano molto alla vita della famiglia, aiutano in casa e trascorrono parecchio tempo con i figli: da parecchi anni hanno diritto a prendere dei permessi per stare con i propri bambini.

     

    Insomma, ci arrendiamo: viva l’Austria Felix!

     

    Autore

    • Giulia Perri
      Giulia Perri

      Avvocato e scrittrice, già redattrice di Tutti negli anni ’70, ho lo studio professionale a Milano, ma da qualche anno abito in una bellissima cittadina sul lago Maggiore.
      Sono nata a New York e sono arrivata in Italia da bambina, sbarcando a Napoli dove ho vissuto anni felicissimi, per poi trasferirmi a Roma e, dal 1975, a Milano dove sono rimasta fino al 2012.
      Sono un avvocato specializzato in diritto amministrativo e ho un particolare “focus” sul diritto ambientale e sulla prevenzione dell’inquinamento delle acque, da abbandono di rifiuti, da rumore, odori. Non sono un legale seduto dietro la scrivania in mezzo ai codici, ma mi confronto costantemente con le diverse realtà aziendali, con il management e con gli esperti nei diversi settori in cui opero.
      Credo molto nella comunicazione efficace e corretta, tramite i social e le testate o blog con cui collaboro.
      Convinta europeista, credo anche nel networking, in cui scambiare esperienze e conoscenza, per poter segnalare competenze e professionalità di livello, adatte alle sfide da affrontare.

    austria diritti donne lavoro femminile. Maternità
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