Author: Alessandro Coluccelli

Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.

Forse questo argomento potrà non piacere, ma è un fatto storico che questa canzone, questa lettera accorata e malinconica, divenne in pochi anni l’inno dell’antimilitarismo e del pacifismo e di tutti i movimenti che seguirono. Joan Baez la fece diventare, in inglese ma anche nella versione originale francese, l’inno contro la guerra in Vietnam, poi tanti artisti la fecero loro, in adattamenti nelle varie lingue e in varie versioni in italiano: Serge Reggiani, Richard Anthony, Johnny Hallyday, Peter, Paul and Mary, in Italia è stata incisa da Ornella Vanoni, ancora da Serge Reggiani, da Ivano Fossati, Luca Barbarossa. Oggi, in…

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Alle 11,02 del 19 luglio 1943, una bella giornata d’estate, come fosse in questa calda estate, aerei alleati scaricarono per tre ore 4000 bombe su Roma. L’obiettivo, per cercare di mettere definitivamente in ginocchio i tedeschi, erano gli scali ferroviari, essenzialmente merci, ma vennero colpiti i quartieri popolari Prenestino, Collatino, Tuscolano, Labicano, Nomentano e in particolare il Tiburtino nella zona di San Lorenzo, incluso il Cimitero Monumentale del Verano, sventrando centinaia di tombe e cappelle votive. Come sempre succede in guerra si ebbe tempo per fare propaganda contro il nemico, da parte degli invasori e oppressori , sporcando i resti…

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Il carcere di Regina Coeli (Casa circondariale di Roma Regina Coeli) è il principale e più noto carcere di Roma ed è, amministrativamente, la sua casa circondariale. Situato nel rione Trastevere, via della Lungara 29, sorge anche sulla fondamenta di un complesso edilizio risalente al 1654, già sede di convento e trasformato nel suo odierno utilizzo nel 1881. Deriva il suo nome dalla struttura religiosa, dedicata a Maria, “Regina Coeli”. Per tutti i romani è “er coeli”, senza dittongo, si dice come si legge. Ma a Roma si chiama anche bottega o gabbio…”ahò tu fratello sta a bottega?” L’edificio ebbe…

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Ventitré chili di esplosivo, cinque di tritolo e diciotto di nitroglicerina in una valigia, esplodono alle 10:25 del mattino in stazione a Bologna. In Italia si fece notte. Persero la vita 85 persone e i feriti, anche gravissimi furono 200, mentre l’ala ovest della stazione crollava su tutto. Una povera ragazza ventenne, sicuramente vicina alla valigia, non venne mai ritrovata.  La strage di Bologna fu il più grave attentato terroristico nel secondo dopoguerra italiano, pur considerando gli altri attentati su piazze e treni che avevano funestato l’Italia qualche anno prima. Sin da subito si rivelò la “mano” di bande di…

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Abbiamo passato mesi, leggendo il quotidiano al mattino o guardando il telegiornale, col terrore che, a poche migliaia di chilometri da noi, una bomba impazzita o voluta, centrasse una centrale atomica o di produzione di materiali bellici, diciamo non convenzionali. Son passati quasi cinquanta anni, un sabato qualunque di luglio del 1976, il 10 luglio, quasi ora di pranzo, quando alle 12.37 a Meda, allora provincia di Milano …Immaginiamo una famiglia lombarda, intorno al tavolo, che sente in TV una notizia sconvolgente, che quasi non capisce: pensando di ascoltare le ultime notizie legate al terrorismo, cosa quotidiana e altrettanto orribile…

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È risaputo che l’emigrazione è stata un elemento base e straniante della storia italiana. Cominciata pochi anni dopo l’Unità, intorno al 1880, è continuata fino a dopo la metà del ’900, coinvolgendo milioni di persone di tutta Italia ed è stata quanto mai diversificata per la molteplicità dei paesi di destinazione. Nella prima fase dell’emigrazione, tra il 1876 e il 1900, cosiddetta “grande emigrazione”, e aggiungendo anche la seconda, dopo il 1945 e fino agli anni settanta, dovute a una pesante crisi agraria, ma del lavoro in generale tra cui fabbriche e industrie distrutte o al collasso, più di diciotto…

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E allora parliamo di carceri…di San Vittore, per meglio dire di una canzone che ne parla, tristemente e con dolore, senza voler qui parlare della condizione carceraria in Italia, ma per ricordare. “Porta Romana bella” è una canzone popolare milanese risalente al diciannovesimo secolo, legata al mondo della microcriminalità di Milano ed è una canzone di galera. L’autore è ignoto di quella che è una delle più celebri canzoni popolari del repertorio milanese. Tra gli altri, l’hanno eseguita artisti come Giorgio Gaber, i Gufi e Nanni Svampa. Il testo, come spesso accade per le canzoni popolari, ha subito numerose varianti,…

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Era il 1984 e sembra oggi. Pierangelo Bertoli, poeta e cantautore nato a Sassuolo nel 1942, pubblicò un Lp dal titolo “Dalla finestra”. E come lui anche noi guardiamo dalla finestra, o dalla TV se volete, quello che succede in Ucraina, inermi e spesso incapaci di dare una risposta ai perché. Affermerà poi, con dolorosa lungimiranza: “All’inizio avrebbe dovuto chiamarsi Varsavia ’82, ma mi sembrava troppo specifico, datato, ristretto a un tempo e a un episodio ben precisi. Così ho eliminato dal titolo ogni riferimento temporale perché il messaggio che intende trasmettere la canzone è a-temporale, non localistico, esteso, anzi,…

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Una canzone di oltre cinquanta anni fa iniziava con queste parole, il testo si intitola “Proposta” de I Giganti, un gruppo formatosi a Milano nel 1964 e una delle più importanti espressioni del beat italiano e anche portavoce dei movimenti di protesta contro la guerra del Vietnam e contro poi gli USA, che sfoceranno in Italia e in Europa nelle proteste studentesche del ’68. La cosa curiosa è che il brano fu presentato al Festival di Sanremo del 1967, 3° posto e buon successo nelle classifiche di vendita, in un Festival normalmente molto ingessato ed estraneo a certi temi, diciamo…

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Inizia così una canzone del repertorio romano, cantata in romanesco, era l’estate del 1969, scritta e musicata da Edoardo De Angelis e da Stelio Gicca Palli, due cantautori del giro del Folkstudio, a Via Garibaldi in Trastevere, poi palco e fucina di tanti cantautori romani, come Antonello Venditti e Francesco De Gregori, che lì ebbero il primo contatto col pubblico. Fu subito un successo, sentiamoli: Te la ricordi Lella quella ricca La moje de Proietti er cravattaro Quello che c’ha er negozio su ar Tritone Te la ricordi te l’ho fatta vede Quattr’anni fa e nun volevi crede Che ‘nsieme…

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