Come l’Albania ha imparato a difendere una laguna, e a smettere di fuggire verso l’Occidente Da bambino, sulla costa tra Fier e Valona, tra strade polverose dall’odore estivo imparai a riconoscere la ricchezza dal cielo. Arrivava su elicotteri che non erano nostri, dipinti con una bandiera che conoscevo dalla televisione. Era il 1991, o forse il 1992: per un bambino quegli anni non hanno date, hanno colori e rumori. Ricordo le voci confuse degli adulti, l’attesa tra giorni d’estate infinit, la parola «aiuti» ripetuta come una preghiera e una promessa che nessuno sapeva spiegare e tutti sentivano: che di là…
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