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Author: Angelo Fortuna
Nato ad Avola, vive e opera a Noto. Laureato in Lingue e Lett. straniere con 110 e lode, già Docente di Francese negli Ist. Superiori dal 1961 al 1976, è stato dal 1976 al 2011 Preside e dirigente scolastico nei Licei. Giornalista iscritto all’Albo di Palermo dal 1973, svolge da giovanissimo intensa attività pubblicistica. Ha dato alle stampe molti volumi di saggistica, narrativa, monografie letterarie e poesia. Tra i riconoscimenti ottenuti si segnalano: 1) Premio Sicilia per il giornalismo 2008; 2) Premio internazionale Proserpina 2017 per la letteratura (Aidone, 13 agosto 2017).Emerge su tutti l’alta onorificenza di Diploma di Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte, di cui è stato insignito con D.P.R. 16/2/1999 del Presidente della Repubblica.
10 agosto 1946: l’Italia, in ginocchio dopo la Seconda Guerra Mondiale, in cui Mussolini e il fascismo l’avevano impelagata, si leccava le ferite e aspirava a rinascere. I lutti recentissimi di milioni di famiglie italiane, che tutto avevano perduto nell’immane conflitto e in particolare molti loro cari (padri, figli, parenti, periti nei campi di battaglia dal Don ad El Alamein etc., senza contare una generazione di bambini, inghiottita da tifo, paratifo, meningite ed altre malattie legate alla miseria, alla fame e al sottosviluppo), condizionavano pesantemente la quotidianità. L’avvenire del nostro Paese, ridotto ad un cumulo di macerie, sembrava segnato da…
Al ritorno, stordito ed affamato, dal Liceo, ove, nell’aula destinata alla IV B, aveva presentato la “Critica della ragion pura” di Immanuel Kant, il prof. Dario Portelli non aveva perso tempo a divorare una ricca portata di spaghetti al pomodoro, preparatagli da Gianna, moglie e grande amore della sua vita. Indi, liberatosi della cravatta, croce in perpetuum e mai delizia del suo abbigliamento quotidiano, si era steso, in maniche di camicia, sul divano del soggiorno per un breve riposino pomeridiano. Il quale, però, venne sostituito, senza sua espressa volontà, da una lunga serie di ricordi e fantasie che, come un…
Ci sono luoghi e spazi di aggregazione: bar, palestre, negozi, supermarket, circoli culturali e/o ricreativi, cinema, discoteche, night club e, nei casi più problematici, situazioni di sballo da alcool o droghe, ecc. che, soprattutto dopo il ’68 e la Contestazione globale, sono divenuti simboli dei “falsi infiniti”, definibili nel complesso come contesti in cui si coltiva l’illusione di vivere soddisfazioni durature. Che, il più delle volte, durano lo spazio d’un mattino. Recentemente, il Covid-19, l’aggressione selvaggia dell’Ucraina da parte della Russia, la guerra mondiale a pezzi, secondo l’espressione coniata da papa Francesco, la riflessione personale circa il destino dell’uomo, si…
Perentorio Edgar Allan Poe (Boston, 1809 – Baltimora, 1849) quando definisce la poesia “un atto divino”. Questa fulminante enunciazione costituisce, senza sua consapevolezza, lo sbocco finale della poetica che poi caratterizzerà il Simbolismo e molti poeti veggenti, esploratori dell’ignoto, tra cui emerge Arthur Rimbaud (Charleville, 1854 – Marsiglia 1891). È di quest’ultimo la puntualizzazione secondo la quale “solo l’amore divino conferisce le chiavi della conoscenza”, in virtù dell’ispirazione poetica, che, dunque, è da lui percepita come emanazione e dono dell’assoluto. In qual modo la poesia, dono d’amore divino, scenda nell’animo di Rimbaud, “poeta maledetto” ma anche “poeta veggente” per eccellenza,…
In un lucido editoriale, apparso sul n. 35 di “Famiglia Cristiana” (20 agosto 2022), Andrea Riccardi, fondatore e animatore della Comunità di Sant’Egidio, che opera in oltre 70 paesi del mondo al servizio della pace, dell’evangelizzazione e del sostegno ai poveri, agli ultimi della terra, mette in guardia contro la moltiplicazione dei “giacimenti di odio” sul pianeta Terra. Prendendo lo spunto dal grave attentato a Salman Rushdie, oggetto di una condanna a morte per blasfemia (fatwa), pronunciata dall’ayatollah Khomeini addirittura nel 1989 in seguito alla pubblicazione dei “Versi Satanici”, Andrea Riccardi sottolinea come, ai nostri giorni, l’odio e la vendetta…
Gelido il vento per San Benedetto, azzurro il cielo, freddo come ai poli. Ancor lontani in terra africana i rondoni indugiano pensosi memori con le rondini sorelle della strage avvenuta un anno fa consumata dall’infuocata estate foriera di morte e infame siccità. Premonizione di scelleratezze messe in atto dal despota feroce carnefice del popolo ucraino? Occhi sbarrati nel tardo meriggio ampi spazi celesti percorriamo invocando la lieta apparizione degli stormi alati dei rondoni e delle cinguettanti rondinelle, dolci note donate alla speranza, annuncio dell’attesa primavera tardiva a sedersi sul suo trono donde riscalda i cuori degli umani. …
Fosche nuvole annebbiano il tramonto in un cielo opprimente senza pioggia, coltre grigia di sabbia del Sahara che s’adagia sui tetti e per le vie parando a lutto paesi e contrade. Pianto straziante per l’immane strage perpetrata dai beffardi artigli del maligno e bieco sterminatore di donne, bimbi e uomini ucraini. Improvviso nel buio che avanza si fa luce uno spiraglio d’azzurro che scioglie i volti ad un lieve sorriso allor ch’ali possenti di rondoni tanto inattesi quanto bramati annunciano il ritorno sospirato dell’avanguardia della Primavera. Nello spazio solo tre volatili, inviati in insidiosa avanscoperta, disegnano ampi cerchi…
La scellerata decisione di Putin era minacciosamente all’orizzonte. Si sperava, tuttavia, che il presidente della Federazione Russa non si sarebbe spinto fino ad invadere l’Ucraina, ma solo a minacciarla per ottenere l’incorporazione delle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk. Putin ha invece satanicamente preferito scatenare l’inferno, sicuro dell’impunità assicurata dal fatto che nessuno può pensare di iniziare una guerra nucleare, che equivarrebbe a sancire la fine del genere umano. Mentre, da inguaribile idealista, auspico il rinsavimento dell’orso russo, esprimo in endecasillabi alcuni sentimenti prevalenti nel mio cuore nella speranza (fasulla?) che, almeno dopo l’ampia seminagione di distruzione e morte, le…
Cupo il cielo ragusano ai primi albori del 2 novembre 1861, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. Mariannina Coffa, diciannovenne e già madre di un bimbo, ha trascorso l’intera notte seduta accanto alla finestra contemplando il firmamento lontano. Eppur così prossimo… Il suo sguardo è ora perso nel vuoto: gli occhi spalancati vedono scorrere immagini della trascorsa esistenza nella sua Noto, prima dell’esilio post-matrimoniale imposto dai genitori: “Quand’io ripenso a la mia prima etate/ ridente ai sogni d’un perduto amor,/ piango soletta… e all’aure innamorate/ affido nel silenzio il mio dolor”. Levatosi di buonora per le mattiniere visite domiciliari agli…
Le radici del male sprofondano negli oscuri abissi infernali: è questa la certezza che emerge dall’aggressione selvaggia di Putin, che punta ormai al genocidio del popolo ucraino. Soffre terribilmente l’Ucraina, devastata e distrutta dal satanico despota e dai suoi sgherri disumani e crudeli. Ma soffre pure ogni persona umana che, in ogni parte del mondo, conosce e vive i valori di pace e fratellanza universale. Civili inermi in fosse comuni, a freddo martoriati da soldati che ogni traccia d’umana dignità hanno smarrito assoggettati al ghigno del turpe despota sguardo di ghiaccio, giacciono inerti, fango nelle bocche che un dì lontano…

