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    Home»Endecasillabo»Ucraina: sarà triste la nostra Pasqua
    Endecasillabo

    Ucraina: sarà triste la nostra Pasqua

    Angelo FortunaDi Angelo FortunaAprile 20, 20224 VisualizzazioniTempo lettura 2 min.
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    Le radici del male sprofondano negli oscuri abissi infernali: è questa la certezza che emerge dall’aggressione selvaggia di Putin, che punta ormai al genocidio del popolo ucraino. Soffre terribilmente l’Ucraina, devastata e distrutta dal satanico despota e dai suoi sgherri disumani e crudeli. Ma soffre pure ogni persona umana che, in ogni parte del mondo, conosce e vive i valori di pace e fratellanza universale.

    Civili inermi in fosse comuni,

    a freddo martoriati da soldati

    che ogni traccia d’umana dignità

    hanno smarrito assoggettati al ghigno

    del turpe despota sguardo di ghiaccio,

    giacciono inerti, fango nelle bocche

    che un dì lontano perso ormai nel nulla

    sorrisero alla vita e all’amore.

     

    Nenie dolenti d’eccidi nefandi

    sparse da gelidi soffi di vento

    e lamenti di sperduti fanciulli

    percorrono i monti e le pianure

    di un Paese addentato dall’odio

    e feroce empietà d’un malfattore

    che la patria di Tolstoj e Dostoevskij

    ha macchiato di abietta crudeltà.

     

    E tuttavia sotto l’infuriare

    degli orrori di missili e di bombe

    nell’Ucraina piagata dal male

    che celebra venefici trionfi

    ritorna in un ancora incerto aprile

    la Settimana della Redenzione

    col dramma rinnovato del calvario

    con Cristo morto e poi resuscitato.

     

    Attoniti dinanzi al genocidio

    che la stirpe canaglia di Caino

    consuma contro il popolo ucraino,

    con gli occhi orientati alla riscossa

    miriamo alla croce che sul Golgota

    precedette la gloria del Risorto,

    sole perenne che non tramonta mai,

    porta spalancata alla salvezza.

     

    Se smarrita è ogni via di scampo

    Pasqua ritorna a rallegrare i cuori

    con l’arrivo del giorno tanto atteso

    dell’abbraccio gioioso di Maria

    che stringe il Figlio perso e ritrovato.

    Icona luminosa di riscatto,

    di pace e di perdono sconfinato,

    liberazione dalle perversità

    offerta ai peggiori malfattori,

    ma solo se all’amore convertiti.

     

    La campane che suoneranno a festa

    per annunciare al mondo “Resurrexit”

    toccheranno la coscienza del mostro

    già sprofondato negli oscuri abissi

    con i suoi accoliti sacrileghi

    assassini di martiri innocenti?

    Miracolo per la famiglia umana

    o trionfo maligno di barbarie?

    Tetro sfracello nel baratro del nulla?

    Verde speranza d’amore e salvezza?

     

    Autore

    • Angelo Fortuna
      Angelo Fortuna

      Nato ad Avola, vive e opera a Noto. Laureato in Lingue e Lett. straniere con 110 e lode, già Docente di Francese negli Ist. Superiori dal 1961 al 1976, è stato dal 1976 al 2011 Preside e dirigente scolastico nei Licei. Giornalista iscritto all’Albo di Palermo dal 1973, svolge da giovanissimo intensa attività pubblicistica. Ha dato alle stampe molti volumi di saggistica, narrativa, monografie letterarie e poesia. Tra i riconoscimenti ottenuti si segnalano: 1) Premio Sicilia per il giornalismo 2008; 2) Premio internazionale Proserpina 2017 per la letteratura (Aidone, 13 agosto 2017).Emerge su tutti l’alta onorificenza di Diploma di Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte, di cui è stato insignito con D.P.R. 16/2/1999 del Presidente della Repubblica.

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