Nulla si scorge fra quest’ora ed il futuro:
densa penombra, senso d’impotenza.
Due, tre, cento traiettorie diverse
germogliano dal minuto che viviamo
e si ramificano verso il futuro: tentacoli
incerti, iridescenti raggi di luce;
ma solo una di esse sopravvivrà
nei minuti successivi, per dare vita
ad una ulteriore, complessa, ramificazione
di possibilità senza speranza e ad una sola
nuova certezza che si proietterà in avanti.
Ci muoviamo, senza saperlo, fra fantasmi
di mondi possibili. Scegliendo a volte,
più spesso essendo scelti e trascinati;
troppe volte la libertà che ci avevano
promesso è solo un miraggio, una finzione.
Farfalle volteggiano incuranti del loro volo:
potrà il tornado abbattersi furioso sulla costa,
il cavalluccio marino afferrare un’alga flessuosa,
fra le dune dorate zampillare un’improvvisa sorgente.
Il futuro è un luogo nascosto e casuale.
È come nebbia densa che raramente dirada,
illusorio orizzonte che sempre s’allontana;
speranza nostra che a noi non appartiene.
Pietro Ragni

