Author: Gaetano Fausto Esposito

“Così piccola e… fragile …” cantava Drupi negli anni Settanta e il ritornello sembra una sorta di metafora anche della situazione della nostra economia dell’ultimo periodo. E infatti nelle attuali previsioni di crescita del nostro Paese sembra di essere tornati al periodo pre-Covid, quando venivamo descritti come il fanalino di coda tra le economie europee. Previsioni poi smentite dai risultati degli ultimi anni, in cui le nostre performance di sviluppo sono state nettamente superiori a quelle di Germania e Francia. Da ultimo le recenti analisi dell’Istat stimano per il 2025 una crescita dello 0,5%, mentre per il 2026 parliamo dello…

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Lo sviluppo è un fenomeno complesso e per molti versi un enigma per le diverse cause che lo generano. Ma un punto fisso è rappresentato dal ruolo svolto dall’imprenditore è l’artefice del processo innovativo, di quella che l’economista Joseph Schumpeter definì già nel 1911 la “distruzione creatrice”, alla base dell’incessante dinamica del capitalismo. E la recentissima attribuzione del Premio Nobel per l’Economia a Philippe Aghion e Peter Howitt (oltre che a Joel Mokyr) sono una conferma dell’attualità di questo fenomeno ai fini della crescita economica. In un Paese come l’Italia, dove il capitalismo ha radici personali e familiari, la figura…

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“Le nazioni diventano ricche a causa dell’esistenza di istituzioni inclusive”. Questa considerazione di Daron Acemolglu, premio Nobel per l’economia 2024, esprime una posizione diffusa, almeno tra gli economisti che si occupano di istituzioni, nel ritenere che sistemi politici democratici favoriscano lo sviluppo perché le istituzioni democratiche sarebbero più “inclusive rispetto” ad altre. Se questo non esclude l’esistenza di regimi non democratici che hanno sperimentato fortissimi tassi di crescita attraverso forme definite dall’economista Branko Milanovich di Capitalismo politico-tipico, il caso della Cina- apre in ogni caso la questione se la democrazia politica debba accompagnarsi anche a forme più o meno sviluppate…

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L’oscillare del pendolo. Così può essere rappresentato il dibattito sull’esistenza di diverse dimensioni d’impresa nel sistema economico, con fasi alterne a favore della flessibilità della piccola impresa e ritorni alla necessità di puntare sulla grande e grandissima dimensione. Negli anni Settanta del secolo scorso si diffusa il motto di “piccolo è bello” dal titolo di un fortunato saggio di Ernst Schumacher, un filosofo ed economista tedesco, in cui si sosteneva che: “l’economia del gigantismo e dell’automazione è un residuo delle condizioni e del pensiero del XIX secolo ed è del tutto incapace di risolvere i veri problemi di oggi” (quelli…

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“(Il Presidente americano) Wilson, essendosi persuaso che i sindacati signoreggiavano il mercato interno perché la tariffa doganale impediva la concorrenza estera, a sua volta convinse popolo e congresso che, a questo punto, i dazi protettivi non dovevano più, neppure agli occhi dei protezionisti, essere considerati giovevoli all’interesse generale e grandemente li ridusse. Già gli effetti di questa politica si cominciano a vedere”. Così scriveva nel 1914 Luigi Einaudi, all’alba della conclusione del primo ciclo di globalizzazione schierandosi a favore non di una liberalizzazione “selvaggia”, ma di un mercato che doveva essere messo al riparo dalle pretese degli oligopoli e dei…

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Scrivendo nel 1954 Guglielmo Tagliacarne, grande innovatore negli studi di statistica e di economia applicata, affermava che la produttività è la grande speranza del secolo (scorso)… ma anche di quello attuale, se ben settanta anni dopo il Rapporto di Mario Draghi sul “Futuro della competitività europea” sostiene che la produttività dell’economia europea (e il suo sviluppo) è una delle grandi sfide nel confronto con gli Stati Uniti e con la Cina, affermando che la crescita della produttività è alla base della “sfida esistenziale” dell’Europa. Del resto, già il padre della moderna economia, Adamo Smith, aveva posto la crescita della produttività…

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Nel suo volume del 2017, “Straight Talk on Trade. Ideas for a Sane World Economy”, Dani Rodrik, Docente ad Harvard, metteva in guardia dai rischi che potevano derivare dallo spingere la causa della globalizzazione oltre i confini delle istituzioni che regolano, stabilizzano e legittimano i mercati, ribadendo quanto scriveva già venti anni prima: un’ ”eccessiva integrazione economica internazionale rischia di provocare la disgregazione domestica”. Probabilmente non siamo arrivati ad un’eccessiva globalizzazione dal punto di vista strettamente economico, così come non è detto che essa abbia raggiunto il massimo nel 2008, come sostenuto da molti, ma è sicuramente vero come ritiene…

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«Prendersi cura dell’ambiente significa avere un atteggiamento di ecologia umana. […] Non si può separare l’uomo dal resto; c’è una relazione che incide in maniera reciproca, sia dell’ambiente sulla persona, sia della persona nel modo in cui tratta l’ambiente». Questa citazione di Papa Francesco sottolinea che la sensibilità per l’ambiente riguarda l’intera vita delle persone, e non è un aspetto separato, che si aggiunge alla dimensione ordinaria dell’economia e della società. Anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sottolinea la “centralità green” nella convinzione che la transizione ecologica sia un importante fattore per aumentare la competitività del sistema produttivo,…

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