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Author: Gherardo La Francesca
Siamo arrivati alla decima puntata del nostro viaggio nel Gran Chaco. È passato quasi un anno da quando vi ho raccontato come tutto nacque a Karcha Bahlut, remota località dell’estremo nord del Paraguay, sulle rive dell’omonimo fiume che segna il confine con il Brasile e la Bolivia. Il sogno di un vecchio Cachique Ishir, di ricostruire il luogo ove si conservavano gli oggetti della memoria della loro etnia era una scommessa impossibile che un gruppo di 4 amici accettò senza esitazione. Il gruppetto di amici è poi cresciuto numericamente e qualitativamente, diventando una squadra multidisciplinare di volontari. Lo scenario si è…
Gran Chaco, una immensa pianura, teatro di tante storie. Un territorio con una superfice pari a 4 volte quella dell’Italia, che si divide in 2 ecoregioni: Il Chaco umido situato nella parte orientale, in terre oggi appartenenti a Bolivia, Paraguay ed in piccola parte al Brasile, soggette ad alluvioni stagionali e comunque caratterizzate da maggiori precipitazioni, ed il Chaco secco, che si estende ad occidente tra la parte occidentale del Paraguay, Bolivia ed Argentina, ove piove di meno e le temperature possono raggiungere i 50 gradi gradi d’estate e scendere sotto zero in inverno. Il rio Bermejo ed il Pilcomayo…
Gran Chaco, una immensa pianura, teatro di tante storie. Chaco, lo ricorderete, è una parola quechua che significa terreno di caccia. Il suolo altamente salino, perché nel Mesozoico era il fondo di un mare, lo rende più adatto all’attività venatoria che all’agricoltura. 24 etnie o popoli di cacciatori e raccoglitori di frutti selvatici resistono all’avanzata della modernizzazione in piccole comunità. Gli Ayoreo, valorosi guerrieri e cacciatori di giaguari sono uno di questi 24 popoli. Ancora oggi vivono in una vasta area a cavallo tra Bolivia e Paraguay. Piccoli gruppi sono ancora incottattati e rifiutano ogni rapporto con l’uomo bianco. Nel…
Il Gran Chaco, il letto prosciugato di un mare del Mesozoico. Il secondo polmone verde dell’America Latina dopo l’Amazzonia. Uno straordinario serbatoio di biodiversità animale e vegetale ed un contenitore di culture indigene resilienti. Una pianura sconfinata a perdita d’occhio con “lunghe interminabili file di elegantissime piante” dove il “senso di ammirazione e di meraviglia” che incantava gli esploratori dell’800 come Guido Boggiani, non è scomparso. Pochi lo conoscono ed anche io non facevo eccezione. Ne avevo sentito parlare solo da Sergio Kociancich, mio ambasciatore, più di 40 anni fa, quando ero un giovane Primo Segretario presso l’Ambasciata Italiana a…
Storie del Chaco, sesta puntata: il Chaco è un posto speciale, luogo di storie speciali
Il Chaco è un posto speciale, luogo di storie speciali Qui il tempo sembra essersi fermato o, perlomeno, scorrere più lentamente che altrove, come la corrente dei fiumi che disegnano ampie curve e scendono pigramente verso est/sud est. Il progresso, con le grandi strade come la Ruta Bioceanica che consente oggi di attraversarlo con una velocità pochi anni fa inimmaginabile sta arrivando, ma a macchia di leopardo. Il Chaco è ancora una delle regioni del pianeta a più basso indice di antropizzazione. I suoi abitanti originari, discendenti di asiatici, polinesiani, melanesiani ed australiani che sono giunti per mare e per…
Per secoli, i fiumi formati dalle acque che scendono dalla catena delle Ande e scorrono con curve ampie e sinuose nella pianura del Chaco, impercettibilmente inclinata verso oriente, hanno costituito le principali vie di trasporto di questa regione. Costruire strade era un’impresa ardua perché il materiale roccioso necessario per le carreggiate era irreperibile. I Popoli Originari, inoltre, non erano interessati ad attraversare il territorio e tantomeno a renderlo attraversabile ad etnie concorrenti nella ricerca di terreni di caccia perché il nome Chaco, dobbiamo ricordarlo, viene da una parola quechua che significa terreno di caccia. I loro sentieri seguivano traiettorie circolari…
Il Gran Chaco è una delle regioni meno popolate e meno conosciute del pianeta, un contenitore di biodiversità e culture indigene ancestrali, da proteggere e valorizzare. Nelle puntate precedenti abbiamo visto come si è formato: una pianura nella quale si accumularono sedimenti fluviali poi livellati dall’acqua salata perché 20 milioni di anni fa, in epoca di disgelo, il mare si innalzò di livello, e penetrò all’interno del continente sudamericano trasformandolo in un immenso golfo. Le acque poi si ritirarono lasciando un’ampia pianura esposta ai venti torridi settentrionali e gelidi meridionali incanalati dalla Cordigliera delle Ande, uno straordinario laboratorio di sperimentazione…
Viaggio nel Chaco, terza puntata: arriva l’Homo Sapiens
Gran Chaco. Ci sono voluti più di 200 milioni di anni perché si formasse Durante il Mesozoico l’unico grande continente, Pangea, si è frantumato in 7 pezzi che si sono allontanati distribuendosi sulla superficie di Panthalassa, l’unico grande Oceano. Uno di questi 7 pezzi, una pianura piatta come un biliardo, assunse il profilo del Sudamerica. 100 milioni di anni fa il bordo occidentale del nuovo continente si sollevò, dal livello del mare fino a 7.000 metri di altezza formando la cordigliera delle Ande. A nord e a sud nessun ostacolo montuoso all’arrivo dei venti gelidi meridionali e torridi settentrionali, capaci…
Avevamo scoperchiato un pentolone, il primo di molti. Quando avevamo iniziato l’avventura del Museo Verde (www.museo verde.org.), non ce ne eravamo accorti perchè troppo impegnati nell’impresa di costruire un museo nella selva e realizzare il sogno del cachique ma, dalla piccola comunità ishir di Karcha Bahlut, ci eravamo affacciati su di un mondo affascinante, complesso, quasi sconosciuto. Circa 120 anni fa Guido Boggiani, esploratore, fotografo etnologo, lo descriveva così: “… immensa selva…comparabile con le epoche preistoriche più remote…standovi per qualche tempo, a meno di essere completamente insensibili…un senso di ammirazione e di meraviglia subentra nell’animo “. Il misterioso mal del…
Il Museo Verde nasce come progetto culturale. Questo ci chiedevano Ishir, Ayoreo, Caduveo, Ache, Qom, Wichí, Ava Guarani ecc. ecc.: un luogo dove conservare gli oggetti della memoria, della tradizione, da costruire in comunità sparse nel Gran Chaco, un territorio sconfinato, fuori dai terreni battuti, situato nel cuore del continente Sudamericano tra Argentina, Bolivia, Brasile e Paraguay. I 4 amici al bar che sono all’origine di questa storia, si applicarono a questo problema: costruire in luoghi spesso inaccessibili “contenitori” al cui contenuto avrebbero provveduto gli stessi destinatari. Una volta realizzato il primo Museo, quello dedicato alla Cultura Ishir nel nord…

