Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    24 Maggio 2026 - domenica
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Storia e controstoria»Sotto il Sole di Icaro
    Storia e controstoria

    Sotto il Sole di Icaro

    Guido BonarelliDi Guido BonarelliNovembre 20, 20212 VisualizzazioniLettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Immagine di apertura: NinasCreativeCorner, Galleria degli Specchi a Versailles, Pixabay
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    «Per la sua luce, che illumina i corpi celesti che lo circondano come una corte, per i suoi raggi, che distribuisce equamente a tutti, per il bene che porta in ogni luogo, generando vita, gioia, azione, per la sua costanza che non muta mai, io scelgo il Sole come l’immagine che può più magnificamente rappresentare un grande condottiero.»

    Busto di Luigi XIV giovane, Musee Hebert, La Tronche, Isère, Unsplash

    Quale frase potrebbe esprimere meglio il delirio di onnipotenza di Luigi XIV, re di Francia, che già, a soli 18 anni, di fronte al Parlamento, per attestare la sua superiorità nel legiferare aveva affermato di incarnare lo Stato stesso?

    Appena insediato, al fine di arginare l’aristocrazia degli intrighi e dei veleni – questi ultimi non solo in senso metaforico -, che costituiva il maggior pericolo per l’autorità del sovrano e l’unità del Paese e sottraeva risorse alle casse dello Stato con l’ausilio di una burocrazia corrotta, intraprese la metamorfosi della Francia in uno Stato accentrato e con un governo efficiente sotto la buona amministrazione e guida finanziaria del ministro Colbert, favorendo il mercantilismo in economia. Riformò la legislazione introducendo un codice di procedura civile che sarà il fondamento anche del futuro codice napoleonico, si dotò di un onnipresente corpo di polizia per controllare ogni aspetto della vita civile, sostenne una politica estera di allargamento delle frontiere dello Stato e di espansione dell’impero coloniale francese in Nordamerica, nei Caraibi e in India, entrando in rotta di collisione con il nascente impero britannico.

    Immaginò quindi Versailles, il padiglione di caccia del padre trasformato in una maestosa reggia di ineguagliabile bellezza, dove trasferì dal 1682 i suoi organi di governo, e, in uno splendido isolamento, la nobiltà francese di cui aveva imparato a temere le mire e gli eccessi. Il luogo diventerà non solo il centro del potere, ma anche una corte esageratamente dispendiosa, lo schiaffo in viso al popolo sempre più vessato da nuove tasse, il cuore dell’intolleranza religiosa, il seme della prossima rivoluzione che, nel terrore, avrebbe spazzato via le ambizioni di grandezza di un mondo, l’antico regime e le sue credenze, ridotte dalla nuova intolleranza antireligiosa al rango di superstizione.

    Sophie Louisnard, Arazzo con i gigli di Francia e il Sole che sovrasta la corona, Unsplash

    Oggi potremmo definire Versailles come la prima grande invenzione mediatica dell’epoca moderna. Architettura, pittura, scultura, letteratura, musica erano uniti in uno straordinario e unico messaggio simbolico al centro di ogni canale d’informazione e intrattenimento di quel tempo. Louis le Dieudonné, Luigi il dono di Dio, segnato già dalla nascita, con la progressiva e sapiente costruzione di una personalità eccezionale e la sua replicazione centinaia di volte nelle arti e nelle lettere, doveva apparire il cardine di quel regno che Racine definì «una ininterrotta serie di meraviglie».

    Il re più cattolico d’Europa – tratto distintivo di diversi sovrani, da Carlo Magno a Ferdinando e Isabella a Enrico VIII prima dello scisma anglicano, quindi a Carlo V – non si era in realtà mai impegnato nell’unico confronto che allora contasse per l’Europa e la sua libertà, il contrasto dell’influenza ottomana, dopo la caduta di Costantinopoli sempre più vicina al cuore del continente. La Francia infatti non partecipò alla battaglia di Vienna nel 1683, come Carlo IX non aveva preso parte alla battaglia di Lepanto nel 1571, ma dopo aver stretto accordi economici con il sultano preferì concentrarsi nella repressione del protestantesimo in Francia con la revoca dell’editto di Nantes. Una politica che procurò danni alle finanze dello Stato, per la fuga delle famiglie protestanti insieme ai loro capitali, e lo scarsissimo apprezzamento della Chiesa di Roma, e che condusse addirittura cattolici e protestanti a unirsi nella lega di Augusta contro le mire aggressive del sovrano francese.

    Il re taumaturgo – ai sovrani francesi, fin da Roberto II il Pio, veniva attribuito il potere della guarigione per via della discendenza divina della regalità, un potere che Luigi esercitava con una certa serietà -, nella seconda parte del suo regno, quando si era legato alla De Maintenon, profondamente religiosa, aveva iniziato una sorta di «conversione» personale che riportò ordine nella sua vita privata e parzialmente anche nelle scelte politiche, non sempre felici se pensiamo alla fine della libertà religiosa in Francia.

    Un aneddoto ne svela però l’indomito egocentrismo. Accadde che l’umile monaca Margherita Maria Alacoque (poi santa), che riceveva dal 1673 visioni soprannaturali, il 17 giugno 1689 ebbe un’apparizione di Gesù nella quale veniva chiesto al re di Francia Luigi XIV di consacrare sé stesso e il regno al suo Sacro Cuore, per la salute della Francia e del mondo intero. Il re non aderì alla richiesta. Esattamente 100 anni più tardi, il 17 giugno 1789, i rappresentanti del Terzo Stato si proclamavano Assemblea Nazionale, col favore di parte del clero. Iniziava così la rivoluzione francese.

    Icaro aveva ancora una volta volato troppo vicino al Sole: le cronache riportano che alla notizia della morte di questo monarca, che appariva più simile a un faraone egizio che a un re europeo, la Francia intera esultasse.

    Immagine di apertura: NinasCreativeCorner, Galleria degli Specchi a Versailles, Pixabay

    Autore

    • Guido Bonarelli
      Guido Bonarelli

      Nato a Roma da famiglia di origine anconitana, si è laureato nel 1978 in Scienze Politiche e Sociali. Contemporaneamente agli studi universitari ha frequentato, nel 1975-77, un corso di giornalismo e un corso di diritto comunitario. In questi anni inizia la sua attività di volontariato con Associazione Italiana per la Gioventù Europea, Centro Giovanile per la Cooperazione Internazionale, Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale, Comitato Italiano Giovani per l’UNICEF. Autore di articoli di approfondimento su problemi riguardanti le relazioni internazionali e a tema economico, collabora negli stessi anni con diverse riviste (tra le quali Tutti, Lettera del MSOI, Studi Cattolici). Avvia quindi, nel 1978 una lunga esperienza professionale in materia editoriale. Nel 2006, intraprende l’attività di imprenditore agricolo in Umbria, dando vita ad un’azienda agricola multifunzionale, insieme azienda biologica condotta con pratiche colturali ecocompatibili e agriturismo. In parallelo ha da sempre rivolto il suo personale impegno alla ricerca storica.

    Francia Luigi XIV Re Sole Versailles
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    La via stretta

    Maggio 20, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    L’impero colpisce ancora

    Gennaio 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026274

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026182

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026163

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022127
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 6 min.

    Per un’Europa libera ed unita

    Di Pier Virgilio DastoliMaggio 20, 202620

    Mi è capitato – nelle conversazioni universitarie, negli incontri con le scuole e nei seminari…

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026

    L’assassinio di Moro è il Muro di Berlino dell’Italia

    Maggio 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?