Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    14 Aprile 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
      • La voce di Bruges
      • Lettere da Strasburgo
      • Finestra sulla Francia
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione internazionale
      • Finestra sul Brasile
      • Storia e controstoria
      • Un mondo da raccontare
      • Una finestra sul mondo
    • Società
      • Categorie
        • Società
        • Attualità
        • Industria
        • Lavoro
      • Categorie
        • Ricerca e innovazione
        • Pubblica amministrazione
        • Sanità
        • Sport
      • Categorie
        • Terzo settore
        • Controvento
        • Dolenti note
        • Servant Leadership
      • Categorie
        • Stroncature
        • TUTTI per Roma
        • Uomini e capre
        • Racconti dalle strade del mondo
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Eccellenze artigiane
      • Lanterne sulle città
      • Passione architettura
      • TUTTI a tavola
      • TUTTI al cinema
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Speciale Gennaio 2023»Qatargate: salvare il Parlamento europeo, suo malgrado
    Speciale Gennaio 2023

    Qatargate: salvare il Parlamento europeo, suo malgrado

    Barbara RoffiDi Barbara RoffiGennaio 20, 20230 VisualizzazioniTempo lettura 6 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Foto libera da Pixabay
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Da ex assistente parlamentare a Bruxelles (ormai più di una trentina di anni fa…) confesso che la prima cosa che ho pensato nel dicembre scorso, quando è scoppiato lo scandalo che giornalisticamente porta il nome di Qatargate, è che finalmente qualcuno si era accorto di quanto potessero essere importanti gli assistenti parlamentari!

    E naturalmente non solo gli assistenti, ma di quanto potesse valere soprattutto il cosiddetto “soft power”, cioè il potere di influenza politica e mediatica del Parlamento europeo che molti tra gli stessi europei stentano ancora oggi a riconoscere. Infatti non se ne sono accorti né i media, né i politici o la magistratura che conosciamo, ma pare che se ne fossero invece accorti alcuni meno noti esponenti governativi di paesi importanti, facoltosi e sovrani, che avrebbero investito molto concretissimo denaro per cercare di influenzare questo “soffice potere”.

    Perché ad oggi, fatta salva la presunzione di innocenza per i singoli, gli aspetti politici e geopolitici che emergono, sono gli unici sui quali si possa ragionare nell’ambito di questo scandalo che rischia di avere riflessi molto concreti sull’immagine delle istituzioni europee e molto probabilmente sulle prossime elezioni per il Parlamento europeo previste già nel prossimo anno.

    Vale la pena ricordare che le indagini dei servizi segreti belgi all’origine di questa vicenda hanno dapprima riguardato le presunte influenze ed eventuali ingerenze di paesi stranieri sulla politica belga e di conseguenza europea per poi trasferire le carte nelle mani della magistratura, attraverso gli organismi di controllo belgi, per reati che a questo punto dell’inchiesta sembrerebbero soprattutto di carattere fiscale.

    Naturalmente bisognerà seguire l’evoluzione delle indagini che saranno presumibilmente lunghe se gli inquirenti dovranno analizzare, come pare stiano facendo, i contenuti di tutti i computer, cellulari e altro materiale che è stato sequestrato nel corso delle prime perquisizioni sia nelle case private che nella sede stessa del Parlamento europeo dove alcuni uffici restano ancora sotto sequestro.

    E saranno indagini sempre più complicate se, come ipotizzano alcuni media, lo scandalo si dovesse allargare ad altri paesi come il Marocco o l’Algeria e ad altri europarlamentari di diversi orientamenti politici oltre che a funzionari ed esponenti di altre istituzioni come la Commissione europea e il suo “ministero degli esteri”, il Servizio di azione esterna, che in effetti, a ben vedere, hanno un potere molto più reale e concreto del Parlamento europeo nelle vicende cha riguardano i rapporti di ogni tipo con i paesi terzi.

    Per questo fin da ora è necessario essere cauti e pazienti, e non azzardare paragoni senza fondamento con l’americano watergate o con la nostrana tangentopoli visto che questa vicenda è per molti aspetti una vicenda squisitamente europea con tutte le problematiche che questo comporta, una fra tutte l’aspetto linguistico e transfrontaliero.

    Eva Kaili – Foto da wikipedia.org – CC BY-SA 2.0

    In effetti alcuni metodi di pressione della magistratura belga in particolare per quanto riguarda il ruolo di giovane madre di Eva Kaili, possono far tornare alla mente le vicende italiane ma la differenza del modus operanti rispetto alla magistratura italiana è evidente soprattutto per quanto riguarda i contatti con la stampa che in Belgio sarebbero addirittura vagliati da comitati ufficiali. Il timore che circola in ambienti brussellesi è comunque del tutto comprensibile e giustificato, e anche per questo il tentativo del Parlamento europeo di autoriformarsi da solo, proponendo di dotarsi di regole più stringenti in materia di lobbismo, che per altro non sono ancora state adottate, sembra comunque inadeguato. Soprattutto nel caso in cui le presunte malefatte confermassero l’atmosfera di impunità che regnava nei palazzi del potere europeo e in particolare nel Parlamento sotto l’oscura guida amministrativa del meno noto segretario generale, Klaus Welle, che avrebbe perfino sostenuto le attività dell’associazione dell’ex parlamentare Panzeri senza mai farsi venire l’ombra di un dubbio.

    Volendo fare della facile ironia si potrebbe anche chiosare sul nome “fight impunity”, combattere l’impunità, scelto per l’organizzazione che sembrerebbe essere al centro di questo scandalo e che più probabilmente veniva usata come paravento per azioni illecite.

    Ma, come sappiamo bene anche in Italia, i politici passano e i funzionari restano e se questo scandalo di cui ancora sappiamo così poco ha già portato per esempio alle dimissioni della Presidente della Commissione parlamentare per i diritti umani ed ex Ministro belga (di origini italiane) Maria Arena è legittimo chiedersi quali regole si debbano metter in atto per impedire possibili influenze indebite da parte di attori perfino più danarosi come certe multinazionali dell’energia o della chimica o di altri paesi ancora più grandi e potenzialmente pericolosi.

    Infatti se per quanto riguarda la debolezza della natura umana non ci sono ricette, questo scandalo di corruzione, per ora presunta, ma di qualunque ampiezza si possa rivelare, potrebbe addirittura servire a rafforzare le istituzioni comunitarie attraverso una nuova consapevolezza dei propri poteri e nuove regole per proteggerli.

    Ma il prezzo più alto lo pagherà comunque la politica, sia in generale per il distacco che appare evidente tra le parole e la realtà mostrato da alcuni dei suoi esponenti, oltre che, al netto di futuri sviluppi, la politica dei partiti più associabili alla difesa dei diritti dei lavoratori e anche dei diritti umani quali i partiti di sinistra.

    Questo potrebbe essere un ulteriore regalo ai partiti più estremisti o cosiddetti populisti e in ogni caso è già ipotizzabile che ci sarà un impatto sugli equilibri politici all’interno del Parlamento europeo dopo le prossime elezioni.

    “Discorso di benvenuto di Manfred WEBER a nome del Partito popolare europeo (EPP)” Parlamento Europeo – licenza CC BY 2.0.

    Non a caso alcuni lo hanno letto nel recente incontro tra il capogruppo del PPE Manfred Weber in visita a Roma e il gruppo capeggiato dal nostro Primo Ministro Giorgia Meloni, presidente del gruppo ECR, Conservatori e riformisti, al Parlamento europeo.

    Per ora si tratta solo di ipotesi, che nel caso specifico dovrebbero per realizzarsi superare in particolare le opposizioni delle incompatibili componenti polacche, ma in ogni caso testimonia di tentativi di sostituire con altre alleanze lo storico equilibrio tra popolari e socialisti che da decenni domina il Parlamento europeo e che potrebbe essere messo in discussione dalle prossime elezioni europee.

    C’è da augurarsi che questo scandalo, per quanto odioso, serva almeno a riavvicinare la politica europea ai suoi elettori e a farla sembrare meno lontana, meno incomprensibile e soprattutto intangibile, a condizione di non generalizzare, di guardare ai problemi con lucidità e non trarre conclusioni affrettate.

    Per questi motivi, per coloro come me ai quali è cara la democrazia europea, ci si può appellare alle parole della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola secondo cui “è la democrazia europea che è sotto attacco” ma ben sapendo che l’attacco viene dall’interno ed è da quello che suo malgrado dobbiamo difenderla.

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Bruxelles Eva Kaili FIGHT IMPUNITY Parlamento Europeo Qatargate
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Barbara Roffi

    Articoli correlati

    Il risparmio europeo alla conquista della finanza, si fa per dire!

    Marzo 19, 2026

    Raggiunto l’Accordo UE-Mercosur. Parte l’iter di ratifica

    Gennaio 19, 2026

    Indagini sul glocalista Netanyahu, narrativa vestfaliana di Hamas, e Status Quo nei Luoghi Santi di Gerusalemme

    Gennaio 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 202648

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202625
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202625

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?