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    Home»Passione architettura»Forest City, la città fantasma
    Passione architettura

    Forest City, la città fantasma

    Anna Maria ZanettinDi Anna Maria ZanettinDicembre 20, 20231 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Forest City è un progetto nato nel 2016.  Sorge in una zona denominata “economica speciale”, istituita per creare un presidio ad economia estremamente vitale, nel distretto di Iskandar, all’estremità meridionale della Malesia, collegata da un ponte di soli due chilometri con Singapore, in una posizione privilegiata, nel settimo blocco economico più grande del mondo, con una popolazione giovanissima in constante crescita. Il famoso Studio giapponese di progettazione e pianificazione urbana Sasaki ha disegnato una città caratterizzata dal verde verticale, una città “forest” appunto, con le facciate degli edifici interamente ricoperte di piante, parchi attrezzati e assenza di traffico veicolare, elementi che daranno alla struttura urbana un aspetto paradisiaco. Ma l’apparenza idilliaca nasconde sofisticate tecnologie. Nelle intenzioni progettuali la città è un sistema integrato dii ambiente e tecnologia avanzatissima e sarà una città interamente smart, un ambiente totalmente efficiente: ogni funzione della città sarà costantemente monitorata in un sistema operativo che gestisce e controlla tutte le risorse aggregando informazioni ricevute in tempo reale da ogni entità costituente la città.

    Ogni individuo, edificio, prodotto, azienda all’interno sarà fornito di un ID che fornirà una connettività costante tra tutte le entità tramite Internet.  L’intera struttura sarà composta da quattro isole artificiali di 30 km quadrati, e molte industrie chiave si sono già impegnate a trasferirsi lì attratte dai benefici   e dagli incentivi governativi esclusivi. Dal punto di vista finanziario si tratta di un imponente megaprogetto da 100 miliardi di dollari, una joint venture immobiliare tra Esplanade Garden Holdings (sostenuta dal governo malese, 40%) e Country Garden (Cina, 60%).  Forest City, con la previsione di completamento del progetto nel 2035, ha ottenuto finora 30 riconoscimenti internazionali per i suoi concept di design all’avanguardia e per lo sviluppo sostenibile. Ecologicamente infatti sarà una città totalmente immersa nel verde, con edifici ad alta efficienza energetica e basse emissioni di carbonio, in un contesto ideale in cui la società sarà costantemente arricchita dal patrimonio culturale creato dalle diversità culturali dei nuovi residenti. Tutto questo contribuirà a creare armonia, e l’interconnettività tra individui, attività e ambiente si manifesterà ovunque, in un’atmosfera altamente vivace. Economicamente la vicinanza di Singapore permetterà agli investitori di attirare a Forest City le attività industriali, ma sfruttando le piattaforme operative di Singapore, e di godere di un alto tenore di vita ma ai costi inferiori della Malesia.

    Tutto magnifico nell’immagine commercializzata, ma la realtà è ben diversa.  Nel 2016, in pieno boom del settore immobiliare cinese il progetto era dunque questo: costruire una grande metropoli ecologica super efficiente, con parchi acquatici, uffici, piscine e residenze dotate di tecnologie interconnesse, con una popolazione di un milione di persone. Ma nel 2023, a otto anni di distanza solo il 15%   di quanto previsto è stato realizzato e poco più dell’1% è attualmente occupato. Definita “paradiso da sogno per tutti”, in realtà, con dei prezzi di vendita altissimi risulta preclusa alle persone comuni, e la sua posizione, considerata strategica ma lontana dalle grandi città malesi ne ha scoraggiato l’insediamento. Attualmente, riportando le voci di chi è fuggito dalla “città fantasma” le strutture sono incomplete, ed è difficile muoversi senza macchina in un paesaggio desolato. L’attuale governo malese sostiene ancora il progetto Forest City ma gli analisti e gli investitori considerano rischioso impegnarsi in una situazione politicamente ed economicamente instabile. Country Garden continua a sostenere che il progetto “è stabile, procede come previsto nonostante il paesaggio politico precario e le interferenze”, ma afferma anche che rivedrà e rivaluterà i piani di sviluppo per i prossimi anni”.  E’ assolutamente evidente che costruire una megalopoli tecnologicamente perfetta ma con costi di acquisto carissimi nel mezzo del nulla e convincere le persone ad andarci ad abitare non è facile. E i problemi non sono solo lì: nei mesi scorsi la stessa Società è stata costretta ad abbandonare due progetti simili in Australia.

     

    Foto di apertura di Chongkian – CC BY-SA 4.0, commons.wikimedia.org

    Autore

    • Anna Maria Zanettin
      Anna Maria Zanettin

      Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).

    città verticale Forest City interconnettività Malesia Singapore
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