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    Home»Voci da Kyiv (Kiev)»“È un bene che io non tema la morte”: in memoria di Vasyl Stus
    Voci da Kyiv (Kiev)

    “È un bene che io non tema la morte”: in memoria di Vasyl Stus

    Olena MelnykDi Olena MelnykGennaio 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 9 min.
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    Francobollo ucraino "Sixtiers". Ivan Svitlychny- dominio pubblico da wikipedia.org
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    [box]  Il mese invernale di gennaio ha portato a suo tempo all’Ucraina due figure iconiche: il regista Sergei Parajanov e il poeta Vasyl Stus. Queste due prominenti personalità hanno in comune non solo il mese di nascita, ma anche molte qualità personali e persino eventi epocali della vita. Entrambi non sapevano e non volevano essere conformisti, senza paura si opponevano al sistema (e per questo sono stati perseguitati dal regime sovietico). L’evento principale che ha legato i loro destini e cambiato la vita di entrambi è stata la prima del film di Parajanov “Le ombre degli avi dimenticati”, basato sull’omonimo romanzo dello scrittore ucraino Mykhailo Kotsyubinsky. Durante la prima del film, nel cinema “Ucraina” di Kyiv si è svolta un’azione di protesta dell’intellighenzia creativa, che ha condannato pubblicamente la repressione politica in Ucraina. Uno dei principali partecipanti a questa azione è stato Vasyl Stus. In questa pubblicazione racconteremo ai lettori di TUTTI Europa Ventitrenta il complicato destino di questo prominente poeta ucraino, prigioniero politico, appassionato combattente per l’indipendenza dell’Ucraina nel XX secolo.

    Iryna Medved[/box]

     

    Vasyl Stus è stato un poeta che amò incredibilmente l’Ucraina e dedicò la sua breve vita all’idea della sua indipendenza, libertà e identità (Vasyl Semenovych visse solo 47 anni).

    Foto da EthnoCarpathians_22082017DolynaUA-26 – da commons.wikimedia.org

    Il poeta è nato il 6 gennaio 1938 nella regione di Vinnytsia, nel paese di Rakhnivka (Ucraina Occidentale), ma la sua famiglia si è trasferita nel Donbas quando era ancora piccolo. Pertanto, l’infanzia e la giovinezza di Vasyl trascorsero in Stalino (ora la città si chiama Donetsk), dove studiò a scuola e all’università. Nel 1959 il poeta si laureò con lode presso la Facoltà di Storia e Filologia dell’Università Pedagogica di Stalino. Durante i suoi anni universitari Stus scrisse le sue prime poesie pubblicate nel 1959 nel settimanale di scrittori ucraini “Ucraina Letteraria”. Vasyl legge molto, studia lingue (latino, tedesco, inglese, italiano, spagnolo, francese). Grazie a Vasyl Stus sono state tradotte in ucraino centinaia di opere di Rilke, Goethe, Paul Celan, Erich Kästner, Gottfried Benn, Kipling, Giuseppe Ungaretti e altri autori. Occorre notare che una parte significativa del patrimonio culturale di Vasyl Stus è andata perduta, perché il poeta subì gravi persecuzioni da parte delle autorità sovietiche, le sue opere furono bandite e soggette a confisca. Dopo essersi laureato all’università pedagogica e aver prestato servizio nell’esercito, Vasyl Stus lavorò come insegnante di lingua e letteratura ucraina a Horlivka. Vasyl lavorò anche come redattore letterario della sezione ucraina del quotidiano “Donbas Socialista”, dove divulgava la lingua ucraina, oppressa in ogni modo dalle autorità sovietiche (il poeta lavorò nella redazione da marzo a ottobre 1963). Nell’autunno del 1963, Vasyl entrò nel corso di dottorato presso l’Istituto di Letteratura Taras Shevchenko e si trasferì a Kyiv. La vita del poeta ribolle, Vasyl conosce molti personaggi pubblici, si unisce a una “cellula di cultura nazionale alternativa”: il Club della gioventù creativa guidato da Les Tanyuk. Tra i membri del Club c’erano Ivan Dzyuba, Vasyl Symonenko, Ivan Svitlichnyi, Alla Gorska e molti altri brillanti rappresentanti della generazione dell’intellighenzia ucraina, che oggi chiamiamo “sessantini” e dissidenti. 

    A metà degli anni ‘60, il governo sovietico iniziò la persecuzione politica dell’intellighenzia e gli arresti di massa tra la gioventù artistica.

    Nella primavera del 1965 Vasyl Stus partecipò a una serata letteraria in cui risuonava una protesta contro le persecuzioni politiche. Il 4 settembre 1965 ebbe luogo un evento fatidico per il poeta: alla prima del film “Le ombre degli avi dimenticati”, che ebbe luogo nel cinema “Ucraina” di Kyiv, Vasyl Stus sostenne la protesta di Ivan Dzyuba , Vyacheslav Chornovil  e Yuriy Badzio contro l’arresto nell’agosto 1965 dei dissidenti Ivan Svitlychny, Sviatoslav Karavansky e altri. Stus non poteva restare in silenzio. Gli agenti di sicurezza comparvero immediatamente nella sala e arrestarono molti spettatori. Fu aperta un’indagine contro tutte le persone che avevano sostenuto la protesta. L’identità di Stus è stata stabilita, fu espulso dal corso del dottorato.

    L’amico di Vasyl, Mykola Samiylenko, lo aiutò a trovare lavoro come fuochista presso l’Istituto di ricerca sull’orticoltura “Feofania” a Novosilky nei pressi di Kyiv. I sette anni che Vasyl Stus trascorse a Kyiv, dal 1965 al 1972, furono gli anni più felici della sua vita. Nonostante la sorveglianza degli agenti del KGB, viaggiò spesso. Durante quegli anni trovò la sua musa ispiratrice: Valentina Popelukh, i due si sposano. Nel 1966, la coppia ebbe un figlio, Dmytro (nostro contemporaneo, critico letterario ed editore ucraino).

    Foto pubblico dominio da commons.wikimedia.org

    Nel settembre 1972, il Tribunale regionale di Kyiv condannò Vasyl Stus a 5 anni di reclusione e 3 anni di esilio con l’accusa di “propaganda antisovietica”. Ha scontato la pena in Mordovia e nella regione di Magadan (Russia). L’intero periodo di prigionia fu trascorso nei campi mordoviani. La maggior parte delle poesie che Stus scrisse nel campo furono sequestrate e distrutte, solo poche poterono lasciare la prigione: tramite lettere alla moglie. Alcune delle sue opere furono memorizzate dai suoi compagni di cella, che furono rilasciati e scrissero le poesie di Vasyl a memoria. Dopo la prigione, nel 1977, Vasyl Stus fu spedito nel villaggio di Imeni Matrosov, nella regione di Magadan, dove lavorò nelle miniere d’oro fino al 1979.

    Vasyl Stus tornò a Kyiv dalla prigione e fece appello al Consiglio Supremo dell’URSS con una dichiarazione sulla rinuncia alla cittadinanza dell’URSS. Stus scrisse: “…avere la cittadinanza sovietica è una cosa impossibile per me. Essere un cittadino sovietico significa essere uno schiavo…”.

    Vasyl si unì immediatamente al Gruppo ucraino di Helsinki. Il poeta lavorò nella fabbrica «Comune di Parigi», e poi presso il calzaturificio “Sport”, svolgendo lavori inconsueti.

    Prima delle Olimpiadi del 1980, le autorità sovietiche iniziarono un’altra serie di epurazioni. Nel maggio 1980 il poeta fu nuovamente arrestato, riconosciuto come recidivo particolarmente pericoloso, e a settembre condannato a 10 anni di lavori forzati e 5 anni di esilio.

    Sulla base dei materiali del procedimento penale di Vasyl Stus nel 1980, il giornalista e storico Vakhtang Kipiani   ha scritto il libro “Il caso di Vasyl Stus. Una raccolta di documenti dall’archivio dell’ex-KGB della SSR Ucraina”. L’autore scrive: “Il procedimento penale contro Vasyl Semenovych Stus è una cronaca della lotta del sistema criminale comunista con una persona piena di dolore e dignità. Abbiamo d’avanti a noi un cittadino, un difensore dei diritti umani, una persona creativa che comprende perfettamente le conseguenze della sua “inflessibilità” davanti alla macchina punitiva. Eppure arriva fino alla fine.” Il libro è stato presentato per la prima volta il 26 maggio 2019 durante la fiera del libro a Kyiv “Arsenale del libro” e ha guadagnato notevole popolarità e risonanza pubblica grazie alla divulgazione dei dettagli della partecipazione al caso come avvocato dell’odioso Viktor Medvedchuk (un politico ucraino ritenuto un confidente del presidente russo Putin).

    Wiktor Medwedtschuk (2019) – foto da http://duma.gov.ru/multimedia/photo/51228

    I materiali del procedimento penale di Vasyl Stus erano contenuti in sei volumi, il processo si svolse a porte chiuse. Contrariamente ai doveri di un avvocato, Viktor Medvedchuk accusò effettivamente Vasyl Stus e si adoperò per garantire che il poeta riceva la pena massima. Vasyl Stus ricusò l’avvocato assegnatogli, Viktor Medvedchuk, e cercò di difendersi da solo.

    Ievgeny Sverstyuk, noto scrittore, difensore dei diritti umani, personaggio pubblico e amico di Vasyl Stus ricorda: “Quando Stus ha incontrato l’avvocato d’ufficio assegnatogli, ha subito sentito che Medvedchuk era una persona del tipo giovane comunista aggressivo, che non lo protegge, non vuole capirlo e, in effetti, non è interessato al suo caso. Vasyl Stus ha ricusato questo avvocato.”

    Andrei Sakharov, famoso scienziato sovietico e vincitore del Premio Nobel per la pace, in una delle sue lettere indirizzate al pubblico mondiale (ottobre 1980), considerò la condanna di Stus come “la vergogna del sistema repressivo sovietico”.

    Le celle della prigione di Perm-36. Utilizzato fino alla metà degli anni ’80 – Foto di Gerald Praschl – Creative Commons Attribution 3.0

    Nel 2016 gli avvocati Roman Tytykalo e Illya Kostin hanno condotto un’analisi giuridica del caso Stus. L’analisi condotta mostra che anche secondo la legislazione sovietica, Viktor Medvedchuk aveva le leve necessarie per difendere l’imputato, ma non le ha usate e ha violato l’etica dell’avvocato ammettendo la colpevolezza del cliente al suo posto (Titykalo Roman, Kostin Ilya. Stus senza protezione: il disservizio di Medvedchuk. Analisi giuridica del caso di un dissidente 35 anni dopo).

    Dal novembre 1980, Vasyl Stus si trovava in un campo di prigionia “per crimini di stato particolarmente pericolosi” nel villaggio di Kuchino (regione di Perm, Russia), gli era stato proibito di vedere la sua famiglia; l’ultimo incontro avvenne nella primavera del 1981. Tuttavia, nel 1983 è stato possibile spedire le sue note in Occidente. La vita del poeta fu interrotta il 4 settembre 1985, morì in circostanze sconosciute nello stesso campo cui denominazione non ufficiale “Perm-36” (a metà degli anni ‘90 fu trasformato nel Museo di storia delle repressioni politiche, ma nella Russia moderna, a causa della politica di “sbiancamento” dei crimini del regime sovietico, questo memoriale ha perso il suo aspetto originale).

    Foto di Prymasal – commons.wikimedia.org

    Vasyl Stus è stato insignito postumo (nel 1991) del Premio di Stato Taras Shevchenko per la raccolta di poesie “La strada del dolore” e il 26 novembre 2005 gli è stato conferito il titolo di Eroe dell’Ucraina con l’Ordine dello Stato. Nel novembre 1989, le ceneri del poeta Vasyl Stus furono sepolte a Kyiv nel cimitero storico di Baikove (lotto n. 33) insieme alle ceneri dei suoi affratellati Yuriy Lytvyn e Oleksa Tykhy, anch’essi morti nel campo di Kuchino. Migliaia di ucraini vennero a rendere omaggio al poeta. Nel 1990 Vasyl Stus fu riabilitato postumo.

    Foto di Volodymyr Biletskyi – commons.wikimedia.org

    Qui si possono leggere interessanti ricordi di Nadiia Svitlychna, amica intima del poeta per più di 20 anni.

    Altre informazioni su Stus e movimento dissidentista si possono trovare qui .

    La British Library dispone di due raccolte di poesie di Vasyl Stus, pubblicate in Belgio e in Germania l’autore vivente: “Alberi invernali” (“Winter Trees”, Bruxelles, 1970; X.989/9673) e “Candela nello specchio” (“A Candle in a Mirror’, Monaco di Baviera, 1977; X.958/8873).

     

    Foto di apertura: Francobollo ucraino “Sixtiers”. Ivan Svitlychny- dominio pubblico da wikipedia.org

    poeti ucraini Sergei Parajanov Ucraina Vasyl Stus
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    Olena Melnyk

    Direttore legale della Rete di scuole private “Academy A+”, con 25 anni di pratica legale, 15 anni di insegnamento presso l'Università economica nazionale di Kiev, Dipartimento di Giurisprudenza. Madre di 2 adolescenti, il marito presta servizio nelle forze armate dell'Ucraina.

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