Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    14 Giugno 2026 - domenica
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Diritti»Verso l’impar condicio e l’illibertà di stampa
    Diritti

    Verso l’impar condicio e l’illibertà di stampa

    Daniele PotoDi Daniele PotoAprile 20, 20240 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Parafrasando una nota citazione filmica, si potrebbe scrivere “È la stampa, bruttezza!”. In effetti, questa stampa italiana, contestata e depotenziata (come nel limite estremo di 100.000 copie dell’inserto di Repubblica spedite al macero), priva di editori davvero indipendenti, è ulteriormente messa all’angolo e coartata dai propositi contenitivi del Governo. Sembra un’azione concertata. Da una parte, la richiesta di un anonimo componente della maggioranza, puro esecutore di ordini venuti dall’alto, che propone una recrudescenza del reato d’opinione ovvero l’appesantimento delle pene carcerarie per reati legati alla diffamazione; dall’altra, un pedale schiacciato sulla censura televisiva, ipotizzando che il Governo possa avere pieno diritto di parola e senza limiti di tempo nell’esternare elettoralmente le proprie scelte politiche. Al quadro già pesante si era inserita, con malcerto tempismo, anche la proposta della Boschi di far pesare la par condicio non solo per i rappresentanti dei partiti, ma anche per i giornalisti, dunque ipotizzando palesemente che ciascuno di loro, invitato a un talk show, potrebbe essere assimilato a una tendenza, a uno schieramento, così manifestando il più grande disprezzo per le regole della deontologia.

    Attacco concentrico aberrante che fa capire come l’Italia, più che nei binari di un giornalismo liberale indipendente e vivace, si collochi in un oscurantismo di stampo iraniano. Ma come, si tentava di liberare il reato di opinione dalle grinfie del delitto penale evitando il carcere in cambio di appesantiti risarcimenti economici, quando arriva tal Berrino di Fratelli d’Italia che presenta un emendamento davvero fuori dall’ordine delle cose? Il malcapitato poi ha pensato bene di ritirare l’assurda mozione. L’Articolo 21 di una Costituzione spesso vilipesa non deve essere un esercizio di lettura frequente da parte dei rappresentanti della destra, che sanno di influire su un quarto potere dimesso, in costante ritirata rispetto ai fasti degli anni ’70 o ’80.

    Battere il ferro finché è caldo sul versante della costrizione del condizionamento. Perché qual è l’ideale della politica tutta? In soldoni, la capacità di ricatto nei confronti della classe giornalistica. Tenere al guinzaglio i teorici rappresentanti del libero pensiero. Comprare i giornalisti con la sinecura di incarichi ben ricompensati o condizionarli. Un gretto progetto che è di “sostituzione etica” e non più etnica. Mosse di un progetto più ampio, condibile con le uscite (o gaffe) di alcuni rappresentanti della coalizione. Come dimenticare quando il Ministro della Cultura Sangiuliano, teorico portatore di un profilo alto, arruolò Dante nei panni del pensatore di destra dimenticando il reale status di guelfo, fedele al Papa? Oppure quando lo stesso si profuse nell’equiparazione di fascismo e comunismo, dimenticando che il primo è al bando dell’ordine civile, a differenza del secondo, defunto per riconoscimento comune.

    In realtà, è proprio l’assenza di una reale cultura di destra (riconoscersi in D’Annunzio o Prezzolini è davvero un po’ poco) che alimenta questo disinvolto fervore censorio. Se davvero sono tramontati i tempi della par condicio, si sta sviluppando una tendenza che potremmo definire impar condicio. Un’ansiosa e letargica voglia di rivalsa.

    Decisa ed energica è stata la reazione delle associazioni di categoria, consci che si è vicini al baratro di una professione. La segretaria generale della Federazione della Stampa, Alessandra Costante, denunciando il rischio di 4 anni e mezzo di carcere (unito al pericoloso vulnus in atto con le querele temerarie), ha descritto le mosse come un ulteriore passo verso la Russia, la Cina o la Bielorussia. Ci si può scandalizzare per quanto successo a Navalny quando si prova a delineare un quadro totalitario della stessa densità?

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    editoria libertà di stampa politica
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    80 anni della Costituzione: la Repubblica che siamo

    Giugno 10, 2026

    La nuova legge elettorale: anche NO!

    Giugno 10, 2026

    L’inferno dietro le sbarre: il grido di Sbarre di Zucchero

    Giugno 10, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026175

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025134
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 20267

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?