Sulle pagine dei giornali si torna a scrivere, con molta enfasi, del nuovo capitolo delle scommesse dei calciatori. Il fenomeno è certamente preoccupante, ma deve essere collocato nella sua giusta accezione.
Come più volte evidenziato circa le scommesse il nostro sistema giuridico ha spesso atteggiamenti schizofrenici in quanto, da una parte, rende incoercibili i debiti di gioco e dall’altra specula in vario modo su questo fenomeno, lucrando sui bingo, sui gratta e vinci, sulle lotterie. Anche le scommesse sono ampiamente pubblicizzate in tutte le manifestazioni sportive e sui giornali cartacei ed on line.
Fatta questa premessa è necessario ricordare che anche un atleta può scommettere a condizione che non lo faccia per lo sport da lui praticato. Quindi, se la scommessa non è vietata ai calciatori, su sport diversi dal calcio, non si comprende la ragione di tanto accanimento mediatico. Se il calciatore non ha scommesso sul calcio non si è reso responsabile di alcun illecito disciplinare, circostanza questa che sussisterebbe sol se fosse certo la prova di tale comportamento (prova che allo stato non è stata raggiunta). Invero, una eventuale scommessa su siti illegali comporterebbe,dal punto di vista penale, esclusivamente una lieve sanzione.
Il tema piuttosto è un altro e coinvolge due aspetti, il primo di natura etica: non è bene che uno sportivo scommetta, poiché tale comportamento non è commendevole, ma ciò attiene solo alla sua coscienza e non dovrebbe valicare la sua sfera etica e morale, certamente non dovendo interessare il mondo della comunicazione; il secondo tema nasce dall’esame e dalla quantità delle cifre che vengono scommesse che ci deve far considerare come nel mondo del calcio vi siano guadagni troppo elevati, che finiscono per far venire meno il senso del valore della moneta.
A mio avviso non è un problema di ludopatia, bensì di ingaggi troppo elevati dati a ragazzi poco maturi e privi del senso del denaro, spesso circondati da adulti che piuttosto che promuovere in loro atteggiamenti virtuosi, ne enfatizzano le debolezze. Questo mondo non è più un modello da imitare, ma deve emendarsi profondamente dal suo interno. E’ necessario bandire le ipocrisie che da troppo tempo popolano il mondo dello sport e tornare ai dettami di Pierre de Coubertin!