Viviamo un mondo di cover dove anche gli autori originali imitano se stessi. Faccio uno stimabile esempio. La mitica canzone Rimmel compie cinquanta anni e diventa il pretesto per un revival tournèe per un bravo cantautore che da almeno sette anni non scrive un testo e più che altro si gode da bon vivant la vita producendo, tra l’altro, un ottimo olio. Tutto giustificato, per carità. Possiamo pensare che un distinto signore di 74 anni chiamato Francesco de Gregori ci rinnovi i palpiti amorosi che invadevano la sua canzone mezzo secolo fa? Ecco perché parliamo di cover. Perché De Gregori che rilegge il De Gregori che fu coverizza, nel senso che canta come la gente vorrebbe ascoltare Rimmel del secolo scorso. Legge del mercato, più che compiacimento vanitoso.
Abbiamo fatto un esempio nobile ma scendiamo nel mondo più triviale delle esibizioni estive, dalla ricca Cavea dell’Auditorium alle sagre di paese dove Comuni piuttosto ricchi spendono 5-000-10.000 euro per contrattualizzare cantanti che furono popolari, realmente fuori dal mercato, perché scomparsi dall’immagine pubblica e meno che mai presenti nelle sale di registrazione. In questo senso i social sono una miniera preziosa per constatare le livello di scadimento di chi coverizza se stesso e la popolarità perduta. Cantanti anziani, rugosi e senza voce, scosciatissime milf cellulitiche. In questo mondo, finché c’è un nome difendere (diremo da offendere) nessuno si ritira. Si raschia il barile fino in fondo per monetizzare e che si ne frega del buon gusto. Se Putin recluta Al Bano, il comune di Casaprota più modestamente si è dissanguato per avere Iva Zanicchi e per tenere fede a un impegno del 2024, cancellato per la scomparsa del marito. Iva Zanicchi ha riunito un pubblico di oltre mille anime diffondendo la propria voce in Sabina per avarissimi quaranta minuti. Bassano Romano ha ospitato un dignitosissimo Maurizio Vandelli (81) che sulle note delle cover dell’Equipe 84 e sull’amicizia con Lucio Battisti ha gettato le basi per una serena senescenza. Qui siamo oltre la sufficienza. Ma scendiamo agli inferi con la stropicciatissima viola Valentino che peraltro mai ha avuto una gran voce ma che ora si fa quasi fatica a intendere sul palco: livello di esibizione ai limiti della palpabilità. Ma tant’è, è gratis… Aneddotica ormai un’esibizione di ballo di Riccardo Fogli (78 anni, non a caso già compagno di Viola Valentino), neanche degna di un centro anziani e sottoposta a un linciaggio mediatico che non può avere difesa.
Fa tenerezza più che pena Ivan Cattaneo, uno dei primi cantanti che hanno sdoganato la gaytudine, che replica se stesso non avendo più l’età per farlo. Ma il fenomeno è gettonato ad alto livello e si fonda su un’obiezione dell’aspirante pubblico che abbiamo già lasciato intravedere in una precedente puntata. Perché devo pagare un biglietto esorbitante per cantanti in declino quando lo stesso ticket per una loro esibizione di quaranta anni prima costava di meno? Perché dobbiamo sopperire noi utenti al deficit di dischi venduti? Chiudiamo con una stroncatura insigne. I suoni dei Pink Floyd sono rimasti indimenticabili e David Gilmour e Roger Waters, più che mai fieramente divisi, sono ancora sulla breccia. Del primo la distribuzione cinematografica sta mettendo a regime la memorabile esibizione al Circo Massimo. Chiamiamo a testimonianza un Gran Giurì per quello che stiamo per scrivere: David Gilmour (79 anni) è sfiatato, vicino alla stonatura e non può inerpicarsi più sulle scale vocali di un tempo. I fan questo lo sanno ma chiudono un occhio. L’icona e il mito vivono per sempre, le note no.


