Sarà l’UE a uscire peggio da qualunque pace tra Russia e Ucraina. Aldilà delle dichiarazioni dei vertici europei (e Nato) rimane che l’Ucraina non vincerà la guerra. Colpa degli USA di Trump? Certo e dell’accanimento con cui i vertici europei si sono radicalizzati sul “fino alla vittoria finale” e il Presidente ucraino su “nessuna concessione territoriale”.

Realismo suggerire la pace, che, forse, sarà ingiusta, ma è figlia degli esiti delle posizioni politico-diplomatiche internazionali e le attività militari sul campo. Le difficoltà dell’Ucraina sono conclamate nonostante le centinaia di miliardi di aiuti. Per non dire delle centinaia di miliardi sequestrati alla Russia che rischiano di diventare un problema della sola UE (da tempo gli Stati Uniti si sono sfilati). Il Belgio, detentore dei miliardi russi sequestrati, pretende garanzie reali di restituzione di quanto dovesse essere condannato a rifondere alla Russia in caso lo decidessero le corti internazionali o le condizioni di pace. E se l’UE le fornisse, sarebbero alla fine gli Stati dell’Unione e al prezzo di una spaccatura senza precedenti.

Qualunque pace sarà, l’UE dovrà farsi carico, da sola, della ricostruzione di ciò che resterà dell’Ucraina. Soprattutto delle conseguenze politiche della ripresa del dialogo con la Russia. Una volta annullatele sanzioni e sbloccati i fondi russi senza collaborazione si rischierebbe una situazione di tensione militare costante ai confini orientali dell’Europa.

Putin ha dichiarato che la Russia è pronta a una guerra con l’Europa, se questa la cercasse. La domanda torna a quella dei primi giorni della guerra quando l’Ucraina si dichiarava certa della vittoria, grazie a sostegno europeo e americano. Gli Europei sono pronti a rischiare la vita dei loro figli, dei loro nipoti e dei loro uomini tra i 18 e i 35 anni per difendere i confini dell’Ucraina? E sono disposti a rischiare il benessere, futuro, dei loro figli e nipoti e il welfare dei loro anziani per difendere i confini dell’Ucraina?

Non c’è difatti alternativa fra una pace, inevitabilmente ingiusta per l’Ucraina, e il rischio di una guerra tra UE e Russia, inizialmente fredda ma destinata a scaldarsi.

Come siamo arrivati a questo punto? Per il disimpegno degli USA di Trump dal sostegno all’Ucraina e la presa di distanza dalla Nato. Per il disinteressa della Cina a prendere posizione contro la Russia e l’interesse a stringere con gli USA. Per la debolezza dell’UE, militare e politica, che diventerà finanziaria con la confisca degli asset russi in suo possesso. Borse e i Edge fund non prenderebbero bene la rottura delle regole sulla fiducia finanziaria e l’Euro rischierebbe la solidità della sua moneta. La posizione del Giappone acquista crescenti consensi che potrebbe provocare un disastroso isolamento dell’UE.

Gli USA del resto guardano alla Cina, che, per noi, è il Far East mentre per gli USA il nuovo Far West. Una qualunque pace fra Russia e Ucraina vedrà in definitiva l’UE sconfitta e USA e Cina vincenti. USA e Cina sono più collaborativi di quanto non vogliano far credere, nonostante ambedue superpotenze che tendono al primato. Ma come si dice: “se un nemico non puoi batterlo ti ci devi alleare”.

Quanto alla Russia, anche dovesse spuntare condizioni di pace politicamente altisonanti, avrà bisogno di decenni per recuperare credibilità politica e fiducia commerciale.

UE e Russia sono passati da una collaborazione a tutto campo ad una situazione di scontro aperto: come una coppia che, dopo essersi fidanzata e vissuta una grande passione, ha fatto volare gli stracci. Per le chiacchiere interessate di alcuni parenti minori di ambedue le famiglie.

La Russia è nostra vicina di casa mentre dall’USA ci separa un oceano e dalla Cina migliaia di chilometri di un territorio difficile politicamente e geograficamente. Quindi sarà bene ponderare con attenzione le reazioni a qualunque pace e, in futuro, impegnarsi per rimanere sopra le parti per porsi come riferimento culturale e ospite territoriale di qualunque contenzioso internazionale. Un richiamo di memoria: l’Italia e tutta l’UE stanno ancora pagando, la follia di Sarkozy e di Obama, che scatenarono intenzionalmente la primavera araba. Speriamo che i rigurgiti di oltranzismo della Von der Leyen, prima versione (all’epoca sponsorizzata da Biden) siano tattici.