
1350. Il Giubileo senza Papa
Molte le iniziative per il Giubileo a Roma, ormai concluso con la chiusura della Porta Santa a San Pietro il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Tuttavia, come succede con in grandi eventi, rimangono ancora dei segni e alcune iniziative culturali.
È un piacere segnalare la mostra “1350. Il Giubileo senza Papa” che è allestita ai Mercati Traianei a Roma in Via IV Novembre, con ingresso gratuito per i possessori di MIC Card. L’iniziativa è curata da Claudio Parisi Presicce, Nicoletta Bernacchio, Massimiliano Munzi e Simone Pastor, ed è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
Nel visitare questa mostra si riscopre una storia quasi dimenticata. Infatti, il secondo Giubileo che si svolse a Roma nel 1350 si fece senza Papa, dopo il primo del 1300 voluto da Bonifacio VIII.
In realtà si è in un momento critico della storia del papato e il Papa viveva ad Avignone in Francia (la cosiddetta “cattività avignonese”). Il popolo romano non volle rinunciare al Giubileo, ma chiese fermamente a Papa Innocenzo VI che il Giubileo del 1350 si svolgesse comunque e che Roma ne fosse la sede. Il patrocinatore di questa iniziativa fu, tra l’altro, Cola di Rienzo, che andò personalmente ad Avignone; al suo ritorno a Roma, grazie anche ad altri suoi interventi politici, fu nominato Tribuno del popolo di Roma.
Nel visitare la mostra si rileva inoltre le molte alleanze del periodo; Cola di Rienzo e Francesco Petrarca ebbero una complessa relazione, da una parte Petrarca appoggiò il progetto di Cola di Rienzo per la rinascita di Roma, ma poi deluso dalla sua ambizione preferì abbandonare la politica per continuare a dedicarsi agli studi classici. Proprio a Roma in Campidoglio nel 1341 il Petrarca fu incoronato come Poeta.
Alla mostra è possibile vedere il quadro della sua incoronazione del pittore Andrea Pierini (1798/1858) che è normalmente conservato dal Palazzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX Settembre a Roma.
Nel leggere i panelli della mostra, che sono ben chiari e che coadiuvano il visitatore, si evidenzia, che i Mercati di Traiano erano un luogo di snodo, ovvero di passaggio, dei pellegrini che si muovevano dal Laterano per andare in Vaticano; inoltre, la Torre delle Milizie, attualmente inglobata nell’area di questi mercati, apparteneva a Bonifacio VIII, proprio quel Papa che volle il Primo Giubileo. Questo collegamento è il giustificativo per la scelta di questo sito per l’allestimento della mostra.
Nel vedere i quadri esposti e alcuni volumi si comprende come quella fu un’epoca molto confusa sia per i contesti sociopolitici sia, osiamo dire, per “qualità” della vita. Il popolo romano viveva in una situazione di indigenza e le “lobby” dei nobili agivano a volte anche una contro l’altra.
Anche Cola di Rienzo che si era fatto promotore con il sostegno del popolo di una “nuova” Roma, cadde in disgrazia e fu costretto a scappare per poi tornare a Roma e morire successivamente assassinato.
Si aggiunge che in questo periodo la peste nera, che fu uno dei più grandi flagelli dell’epoca, arrivò in Italia dalla Sicilia, attraverso i flussi dei mercanti che arrivavano dall’Asia, e che colpì anche Roma portando sofferenze e morte.
La mostra si conclude con le testimonianze su Caterina da Siena che tanto fece per far ritornare il Papa a Roma.
L’esposizione terminerà il 1° febbraio e non verrà prorogata; pertanto, affrettatevi a visitarla per ricordare un periodo oscuro, in cui non era facile vivere.
Un pensiero per chi crede nella cultura, la poesia di Petrarca vinse su tutti e non fu mai dimenticata; un pensiero per i credenti il Papa tornò a Roma a riprendere la sua quotidianità e a riportare il proprio fondamento sulla città eterna. Il Giubileo senza papa fu prodromico a questo ritorno.