Il 12 gennaio all’età di 83 anni è scomparso il Prof. Luigi Nicolais, scienziato di fama internazionale, Professore emerito dell’Università Federico II, già Ministro, parlamentare, Presidente del Cnr, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica. “Gino Nicolais è stato uno straordinario scienziato, una persona di valore e di valori ” ha detto la Ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, presente ai funerali a Napoli.  Nicolais  era anche tra i  lettori di TUTTI europa ventitrenta di cui apprezzava i contenuti e nel giugno 2023 ci aveva aveva rilasciato un’intervista sui principali temi legati alla transizione energetica.

Per gentile concessione dell’autore e del giornale ItaliaNotizie24.it, pubblichiamo qui il ricordo del Prof. Aniello Cimitile, già Magnifico Rettore dell’Università del Sannio, amico e collega di lunga data del Prof. Nicolais.

“Provare a fare anche un semplice elenco dei numerosi contributi originali che ci ha lasciato (a cominciare da quelli nel settore delle scienze e dell’ingegneria dei materiali di cui era scienziato di fama mondiale) sarebbe un atto di sproporzionata presunzione. Ma su un aspetto mi voglio soffermare, perché fu quello su cui ci incontrammo, ci riconoscemmo e facemmo tanto cammino insieme.

Gino Nicolais fu un maestro di innovazione e trasferimento tecnologico. Sosteneva che questa nostra nuova Società si caratterizza non tanto, o almeno non solo, per la enorme quantità di conoscenza che nelle Università, nei laboratori e nei Centri di ricerca si produce, ma soprattutto per la eccezionale velocità con la quale viene applicata nelle attività produttive e sociali. Nasceva da qui, la sua inesauribile spinta per dare sul piano regionale, nazionale ed europeo un ruolo primario a quelle politiche pubbliche di Ricerca Scientifica e di Trasferimento Tecnologico di cui fu un pioniere e un protagonista assoluto.

A dare qualità e forza a questo impegno, c’era poi la sua profonda convinzione che il più grande nemico del nostro tempo si chiamava ‘ Knowledge Divide’, che sulla capacità di accesso e uso della conoscenza si sarebbero sviluppate le nuove divisioni ed ingiustizie fra popoli, ceti sociali e persone. Negli ultimi tempi (da quando si sono proposte le politiche di I4.0 e successive), ci siamo trovati tante volte a sostenere insieme la necessità assoluta della convergenza multidisciplinare nelle applicazioni di trasferimento tecnologico. Una convergenza che deve vedere conoscenze e tecnologie abilitanti sposare quelle dei settori applicativi e delle scienze della prassi a cominciare dall’etica. Una lezione più che mai attuale in tempi di Intelligenza Artificiale.

Nelle prossime settimane, a Benevento, avremmo voluto inaugurare insieme a lui la sede, i laboratori di avanguardia e le nuove infrastrutture di ricerca del Centro su Nano-tecnologie e Optoelettronica, uno degli ultimi frutti di quel seme che più di venti anni fa piantammo insieme col Centro di Competenza Regionale sulle ICT. Parlerò di te ai nuovi manager e ai ricercatori che lo animano…

Caro Gino, ora ci salutiamo. Avevo provato a raggiungerti telefonicamente qualche giorno fa, ma stranamente non mi avevi risposto, né richiamato. Ci conosciamo da più di quarant’anni e una cosa del genere non si era mai verificata. Ricordo che una volta mi richiamasti dal Canada, dopo la conclusione di una tavola rotonda in cui eri coinvolto. E non posso dimenticare che pure quando eri Ministro della Ricerca e dell’Innovazione non mancavi mai di rispondermi o di ricontattarmi a stretto giro.

Amavi Palinuro, caro Gino, e il Cilento, ma per alcuni anni hai trascorso qualche settimana di agosto a Maratea, dove nelle notti senza luna, tu, io e Pasquale Persico, passavamo ore a pescare totani. Era una scusa per parlare e discutere del più e del meno, di tutto, di cose importanti e del niente.

Ora, come è giusto nella Chiesa di S. Chiara, ci sarà l’omaggio istituzionale, del mondo accademico e scientifico, della società civile. Ora, come è giusto, c’è il ricordo dei giornali, delle televisioni, dei social digitali …

Poi, tutto questo finirà, ma tu, caro Gino sarai sempre presente nei nostri cuori e nella nostra mente ”.

Buon viaggio