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    Home»Mondo»Un anno inaugurato da violenza e sangue innocente
    Mondo

    Un anno inaugurato da violenza e sangue innocente

    Pietro RagniDi Pietro RagniGennaio 19, 20262 VisualizzazioniTempo lettura 10 min.
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    Il 2026 è iniziato in maniera nefasta; quello che era impensabile è diventato realtà a causa della violenza prepotente di Trump: il bombardamento di Caracas con il sequestro del presidente Maduro e moglie, trasportati in USA, e l’uccisione della signora Renee Good a Minneapolis da parte di un agente ICE (Agenzia che dovrebbe occuparsi di immigrazione illegale).

     

    Metodi violenti per intimorire la cittadinanza: uccisa una mamma innocente

    Non mi dilungo sul secondo gravissimo episodio, avrete tutti visto in TV quel che è successo, vi sarete fatta un’idea. La signora non era immigrata, non aveva commesso alcun reato, era una poetessa, laureata in letteratura, mamma di tre figli, wasp. Ha solo avuto difficoltà nello spostare la sua auto sulla neve per far passare l’auto degli agenti dell’ICE, uno di loro le ha sparato a sangue freddo.

    La gravità dell’uccisione di un cittadino senza ragioni è stata esaltata dalle menzogne dette pubblicamente da Trump e dal suo vice Vince per dare un’inconsistente copertura al comportamento dell’assassino. Di fatto gli agenti dell’Agenzia ICE (che si dovrebbero occupare del controllo dei confini e degli immigrati illegali) vengono usati, a partire dal 2025, dal presidente come una milizia che intimorisce i cittadini e le istituzioni locali nei contesti cittadini. Lo stesso uso intimidatorio è stato fatto inviando la Guardia Nazionale a Chicago, Los Angeles e Portland, contro il volere delle autorità locali per ostacolare le manifestazioni; ma la Corte Suprema a fine 2025 ha condannato questo utilizzo e Trump ha dovuto richiamare gli agenti.

    Imponenti le manifestazioni in molte città americane contro l’ICE, l’impunità garantita per ora all’assassino e le falsità di Trump. Le autorità di Minneapolis e dello Stato del Minnesota hanno chiesto che l’ICE vada fuori dallo stato e che venga condotta una inchiesta seria e rapida sull’accaduto. Purtroppo sono continuati i soprusi dell’ICE, fra i quali l’estrazione a forza da un’auto di una signora disabile, il rastrellamento di persone di colore, fra cui anche non pochi nativi americani, l’ingresso in assetto di guerra nelle abitazioni private.

    Manifestanti lasciano fiori sul luogo ove la Good è stata uccisa (foto ANSA)

     

    Operazione militare in Venezuela

    Lo scorso 3 gennaio, all’alba Caracas è stata bombardata da 150 velivoli USA; un commando militare ha attaccato il luogo dove il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro e la moglie riposavano, ha ucciso tutti i 32 militari cubani della scorta, ha prelevato Maduro, lo ha ammanettato e lo ha trasferito, con la moglie, per essere immediatamente trasportati negli USA. Nel complesso sono morti più di 100 persone per bombardamenti e attacco.

    Maduro con mascherina oscurante a bordo di un velivolo per essere portato in USA

    Trump ha fatto un discorso motivando l’operazione militare per combattere il narcotraffico e riportare la democrazia nel paese e gongolando per l’ottima riuscita dell’attacco. Sono iniziate subito le critiche internazionali per l’atto di guerra e fra i primi la Russia ha protestato per la violazione di tutti i principi del diritto internazionale (da che pulpito…).

    Il Presidente dell’ONU Guterres ha aperto il Consiglio di sicurezza dichiarando: “Sono profondamente preoccupato per il possibile intensificarsi dell’instabilità nel Paese, il potenziale impatto sulla regione e il precedente che potrebbe creare per il modo in cui vengono gestite le relazioni tra gli Stati”.

    In questa ricostruzione due cose non tornano: le modalità e le motivazioni dell’operazione militare USA.

    Per sapere di più, è stato per me istruttivo leggere alcuni articoli dell’Agenzia d’informazione uruguayana UY.press, che mi sembra molto informata sulle vicende dell’America Latina e credibile.

     

    Venezuela: modalità dell’attacco USA, il tradimento

    Sentendo le agenzie e la TV mi chiedevo come hanno fatto le forze USA a colpire in maniera così chirurgica, venendo a conoscenza del luogo dove risiedeva Maduro, che notoriamente era molto guardingo e andava a dormire cambiando ogni giorno uno fra una decina di luoghi protetti, sempre con la scorta dei militari cubani messi a sua disposizione dal “paese fraterno”. Inoltre com’era possibile che non ci fossero perdite per gli attaccanti? 150 fra droni, elicotteri e aerei in volo, il commando che attacca il luogo maggiormente difeso del paese. Tutti indenni?

    La risposta nell’articolo “Hacia donde va Venezuela?” di Esteban Valenti è questa: “non è morto un solo soldato americano, perché non hanno ricevuto alcun tipo di fuoco di risposta, né dai missili antiaerei di vario tipo, né dall’artiglieria, né dai fucili. Niente di niente. Ciò è stato possibile perché gli americani avevano tutte le informazioni necessarie”.

    È ovvio che la CIA ha potenti strumenti d’informazione, ma per operare occorreva qualcuno in grado di sapere i dettagli degli spostamenti del presidente e fosse in grado di minimizzare i danni per i soldati USA. Valenti sostiene che il “traditore” di Maduro è stato il Generale Vladimir Padrino López, capo militare del paese, comandante delle Forze Armate Nazionali Bolivariane.

    Il Generale Padrino Lopez in una foto del 2018 (da Wikipedia)

    Il Generale, come scrive Valenti, è anche “Ministero del Potere Popolare per la Difesa, il ministro più longevo nella storia recente del Venezuela (dal 2014)”, è il “controllore della Milizia Bolivariana (che conta centinaia di migliaia di civili armati) all’interno della struttura regolare dell’esercito”. Inoltre il generale e “i vertici militari controllano operazioni chiave di estrazione petrolifera e mineraria, attraverso l’impresa militare CAMIMPEG (Compañía Anónima Militar de Industrias Mineras, Petrolíferas y de Gas)”.

    Invece il 17 gennaio Reuters ha pubblicato un’agenzia in cui si sostiene che “esponenti dell’amministrazione di Trump erano in contatto con il Ministro degli Interni venezuelano, Diosdado Cabello, da vari mesi prima dell’operazione”. C’è da notare che è diventato ministro nell’agosto 2024 e che è considerato dalla DEA americana uno dei capi dei cartelli per il traffico di droga.

    Il Ministero degli Interni venezuelano, Diosdado Cabello (da Wikipedia)

    Non possiamo sapere chi dei due ministri ha informato gli USA o se l’hanno fatto entrambi o se sono ipotesi non provate. Di certo vi è che l’azione militare USA è stata realizzata grazie a decisivi aiuti dall’interno del Venezuela e che ha avuto successo perché è stata paralizzata qualunque difesa. Di certo c’è anche che i due ministri citati sono tuttora nella loro carica affianco della presidente ad intrerim e che hanno garantito la calma nel paese, nonostante il sequestro di Maduro.

     

    Venezuela: motivazioni dell’attacco USA, il petrolio

    Trump aveva sventolato la volontà di riportare la democrazia in Venezuela, ma le sue mosse subito dopo il sequestro di Maduro sembrano essere nella direzione della continuità del regime attuale. Ha ignorato la disponibilità della Machado (Premio Nobel per la Pace 2025) per la creazione di un governo di transizione, ha invece invitato la vice-presidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, a divenire la presidente ad interim; Padrino Lopez, pur criticando l’attacco USA (!), ha riconosciuto per primo pubblicamente la nuova presidente ed è al suo posto. Per ora di elezioni non si parla.

    La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez

    La seconda mossa di Trump è stata quella di pretendere dal Venezuela un rimborso per il supporto garantito: “Caracas ci consegnerà dai 30 ai 50 milioni di barili di petrolio” che sarebbero gestiti direttamente da lui; inoltre la produzione di petrolio del Venezuela (il paese che ha le più grandi riserve del mondo) sarà gestita direttamente dagli USA tramite le compagnie petrolifere statunitensi e dei paesi occidentali che investiranno per modernizzare il ciclo produttivo, inoltre ha ingiunto di sospendere immediatamente le forniture del petrolio per Cina, Cuba, Iran e Russia.

    Lapidario il commento di Marcelo Marchese, sempre su UY.Press : “«Ti regalo il petrolio in cambio della libertà». No, tesoro, se dai via il petrolio perché te lo rubano, non hai libertà, ce l’ha il ladro”.

    La presidente Rodriguez per ora non ha risposto, condannando formalmente l’attacco subito dal Venezuela: “Siamo un popolo che non si arrende, che non cede. Siamo qui, a governare insieme al popolo. Il governo del Venezuela governa il nostro Paese, nessun altro.” Ha indetto anche una settimana di lutto per i morti a causa dell’attacco. Al contempo Trump ha dichiarato “Gli Stati Uniti e il Venezuela stanno lavorando bene insieme e ho annullato la seconda ondata di attacchi previsti”. Dichiarazioni discrepanti, la verità la conosceremo nelle prossime settimane.

    Trump e Maria Machado

    Infine Trump ha ricevuto la Machado, leader dell’opposizione a Maduro, che gli ha regalato la medaglia del Nobel per la Pace, un’imbarazzante piaggeria. Ma ci saranno elezioni libere in Venezuela? I proventi degli enormi giacimenti petroliferi saranno dedicati ad alleviare la miseria del popolo venezuelano e a far ripartire lo sviluppo del paese?

     

    Considerazioni tristi

    In conclusione è chiaro che la vera e unica motivazione dell’attacco al Venezuela è un atto di pirateria internazionale, con le sue parole tronfie Trump ha dichiarato: “US is taking billions and billions of dollars worth of oil from Venezuela” -Gli Stati Uniti stanno prendendo miliardi e miliardi di dollari di petrolio dal Venezuela-.

    Lascia esterrefatti la dichiarazione in merito della Meloni: “legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”. Il diritto internazionale vale per chi lo ignora?

    Siamo tutti più che felici dell’allontanamento di Maduro dal Venezuela. Un bieco dittatore che ha depredato il suo paese, ha costretto milioni di venezuelani ad espatriare, ha fatto uccidere migliaia di oppositori e ha più volte sequestrato cittadini stranieri (fra cui il nostro Trentini) per tentare di obbligare i governi dei loro paesi a riconoscere la sua legittimità. Ma la cosa giusta è stata realizzata con modalità sbagliate e viene gestita con nessun interesse per la democrazia e il benessere del paese sudamericano.

    In parallelo l’attuale amministrazione USA tenta di fatto un colpo di stato a puntate, iniziato con l’amnistia per i criminali che assalirono il Campidoglio. Poi in un anno avvenimenti gravissimi: le azioni legali contro gli oppositori al presidente, lo smantellamento di importanti istituzioni federali, l’uscita da gran parte degli organismi internazionali, la persecuzione degli immigrati anche regolari, ora anche l’uccisione di cittadini inermi e innocenti e l’utilizzo dei corpi militari per soffocare qualunque opposizione.

    Trump e Vance

    Infine un salto di livello con la violazione dei diritti internazionali: prima il tradimento della libertà dell’Ucraina e gli accordi d’affare con la Russia, ora l’attacco al Venezuela e le minacce a un paese alleato (per la Groenlandia) ed all’Unione Europea. Tutte azioni che distraggono dalle repressioni effettuate negli Stati Uniti.

    Il paese che era il faro della democrazia, pur con non poche ombre, ora è il fattore principale del caos mondiale e potrebbe indurre nuovi conflitti regionali, se non peggio. Inoltre sta diventando una sorta di dittatura mascherata, anche se ancora coraggiosi giudici e amministratori locali cercano di limitare lo sfascio istituzionale voluto scientemente dall’amministrazione Trump.

    Si potrebbe temere che nei prossimi mesi continueranno i soprusi dell’ICE che si potrebbero creare situazioni di contrasto nel paese, assassini, incarceramenti; l’obiettivo potrebbe essere quello di non far effettuare le midterm elections previste per il 3 novembre 2026 e cruciali per i Repubblicani.

    Fino a quando i cittadini onesti degli USA permetteranno questi disastri? Accetteranno la demolizione della democrazia?

    Rispetto a questa involuzione degli USA, ci rendiamo conto di vivere nell’unica area del mondo, l’Unione Europea, dove la pace, la democrazia, l’onestà e la libertà hanno davvero un senso compiuto! Sono molto triste per questi avvenimenti terribili, cosa altro dovremo sentire e vedere, il peggio avrà un suo limite? È compito di ciascuno di noi operare concretamente per difendere le proprie idee e il proprio sistema di vita, per difendere il proprio Paese e l’Unione Europea.

    Adda passà ‘a nuttata!

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    Pietro Ragni

    Primo tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. Presidente di Erfap Lazio. Direttore del Consorzio universitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto. Cofondatore di dieci spin off in Bio-scienze. Esperto di valutazione e gestione progetti europei.

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